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Sit in in largo Giovanni XXIII, il fratello: “ho speranza dopo la riapertura delle indagini”

C’è un clima diverso nella folla di alcune centinaia di persone che ha gremito largo Giovanni XXIII, tra San Pietro e Castel Sant’Angelo, per il sit in in ricordo di Emanuela Orlandi, di cui ricorrono i 40 anni dalla scomparsa. A cambiare l’atmosfera l’annuncio di qualche giorno fa del Vaticano, sull’apertura di indagini sulla sparizione della giovane cittadina vaticana. Per la prima volta. 

«Tre papi volenti o nolenti stanno in questa storia di mia sorella Emanuela, sono Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – dice il fratello Pietro – dopo 40 anni il Vaticano ha deciso di aprire per la prima volta un’inchiesta sul rapimento di Emanuela. É la prima volta. Loro hanno detto di non aver mai fatto alcuna indagine, perché mia sorella è stata rapita sul suolo italiano». Pietro si trova al presidio con l’avvocato della famiglia Laura Sgrò che lunedì manderà una richiesta di incontro a tutti i capigruppo dei partiti per chiedere di intervenire: «questo è il momento in cui le istituzioni devono fare le istituzioni. Chiediamo un ddl che voglia la verità su questa vicenda».

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI