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    Il WEF incorona l’italiana Wsense per internet degli abissi

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroGennaio 23, 2023
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    Premiate con l’Ocean Data Challenge le tecnologie wireless per la comunicazione subacquea sviluppate  dallo spinoff de La Sapienza di Roma

    È l’italiana WSense l’impresa più innovativa al mondo nella raccolta e gestione dei dati  ai fini della protezione dell’ambiente oceanico. Lo ha stabilito il World Economic Forum – appena conclusosi a  Davos – che l’ha selezionata come unica realtà italiana e insignita del riconoscimento Ocean Data Challenge, nell’ambito della sessione “The Earth Data Revolution”. 

    Eccellenza internazionale nella frontiera dell’Internet of Underwater Things, WSense è una società deep-tech,  nata come spinoff dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata in sistemi di monitoraggio e comunicazione  subacquei. Basati su tecnologie brevettate, questi sistemi utilizzano le onde acustiche (simili a quelle utilizzate dai  delfini, ma senza interferire con loro) e tecnologie ottiche senza fili che hanno aperto la strada all’Internet of  Underwater Things (IoUT). Un mercato globale potenziale, quello della comunicazione wireless subacquea, che è  stimato 3,5 miliardi di dollari nel quale si prevede un incremento annuo del 22% fino al 2027. 

    Attiva dal 2017, WSense vanta oggi una squadra di oltre 40 ingegneri e ricercatori – con uffici in Italia, Norvegia e  Regno Unito – e annovera tra i propri clienti il Ministero della Difesa Italiano e aziende come Leonardo, Leroy,  Saipem, Terna, ENEA, INGV e il National Oceanography Centre.  

    «Il World Economic Forum di quest’anno ha rimarcato come il cambiamento climatico rappresenti il maggior rischio  a breve termine per l’umanità. Il monitoraggio degli oceani, ma anche dei mari chiusi come il Mediterraneo, è  fondamentale. – ha commentato la CEO di WSense Chiara Petrioli – Gli oceani assorbono circa un terzo della CO2  prodotta dalle attività antropiche e abbiamo di fronte il dramma dell’inquinamento marino, sostanze chimiche, oltre che plastiche e microplastiche. I nostri sistemi promettono di fare luce su quanto avviene in profondità: i sensori che possono essere applicati ai nostri sistemi di comunicazione subacquea sono in grado di monitorare 24  ore su 24 la concentrazione di qualsiasi sostanza estranea all’ambiente marino originale, lanciare allarmi e  permettere interventi mirati di pulizia e risanamento». 

    La tecnologia WSense consiste in componenti hardware e software per acque basse e profonde per implementare  e gestire un’infrastruttura di rete internet sottomarina che operi fino a 3.000 metri di profondità. I sistemi  installati, che non impattano sui fondali, permettono di monitorare in tempo reale degli ambienti marini e oceanici (qualità dell’acqua, suoni, correnti, movimento di strutture ed ancoraggi…) e di fornire informazioni cruciali agli  istituti di ricerca e a chi opera in tutti i settori della Blue Economy: la qualità ambientale, l’acquacoltura, i porti e  le infrastrutture critiche, tra cui quelle energetiche, come i gasdotti, gli oleodotti, le piattaforme di estrazione e i  cavi di trasmissione dell’elettricità. Le soluzioni garantiscono l’interoperabilità e la connettività tra sensori  subacquei di qualsiasi casa produttrice e veicoli robotici autonomi, grazie all’utilizzo di tecnologie proprietarie  brevettate che consentono comunicazioni sicure in tempo reale tra nodi della rete affidabili ed economici. 

    Ingegnera informatica e ricercatrice, dopo anni all’estero,  Petrioli rientra in Italia dove diventa professore ordinario, direttrice di tre laboratori e anche Prorettrice dell’Università La Sapienza di Roma con delega all’incubazione di impresa (carica che ha ricoperto fino a poco  tempo fa) e dà vita a WSense con un gruppo di giovani talenti. Le sue innovazioni sono state raccontate dalla CNN,  dal National Geographic e dalla BBC, e le sono valse un posto nella lista “top 2% world scientists” della Stanford  University. Nel settembre 2022 ha ricevuto il Women Startup Award powered by Intesa Sanpaolo Innovation  Center nell’ambito del Premio GammaDonna come startupper più innovativa dell’anno. Successivamente è stata  tra le vincitrici dell’EIT Digital Challenge 2022 per i migliori imprenditori deeptech europei.

    davos internet abissi wef wsense
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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