Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2023 » Il senso di Slow Food ai tempi della “carne sintetica”
    Archivio

    Il senso di Slow Food ai tempi della “carne sintetica”

    Giulia GuidiDi Giulia GuidiLuglio 20, 2023
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    In 34 anni di attività, l’organizzazione è diventata un riferimento per chi ama il cibo sano e sostenibile, in tutto il mondo. E ora, è di fronte alla nuova frontiera dell’alimentazione

    Negli ultimi anni sempre più persone si stanno interessando all’importanza del cibo sano e sostenibile, non solo per il proprio benessere ma anche per quello dell’ambiente. In questo contesto, Slow Food si è affermato come un movimento culturale ed economico internazionale che promuove la cultura del cibo locale e di qualità, il rispetto della biodiversità, la valorizzazione dei produttori locali e l’attenzione ai temi della sostenibilità.

    Ma cos’è esattamente Slow Food e come è nato? Slow Food è un’organizzazione internazionale no-profit fondata nel 1989 dall’avvocato e giornalista Carlo Petrini a Bra, in Piemonte, con l’obiettivo di difendere e promuovere il patrimonio gastronomico e culturale delle comunità locali, in contrasto con l’omologazione del gusto e l’omologazione dei prodotti alimentari a livello globale. Il nome Slow Food nasce come risposta al fast food, un modello alimentare che propone cibi veloci, poco sani e poco sostenibili. Infatti, il primo Burghy (la catena di fast food tutta italiana fondata da GS, nel ‘96 acquisita da McDonald’s) aprì a Milano nel 1981.

    Il movimento Slow Food si propone di creare una nuova cultura alimentare che si basi sulla qualità, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, attraverso l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione dei consumatori, promuovendo il concetto di “buono, pulito e giusto”.

    I presidi Slow Food sono nati con l’obiettivo di proteggere la biodiversità alimentare e la cultura gastronomica di un territorio, e oggi ne esistono più di 500 in 160 Paesi. L’organizzazione è strutturata in modo decentralizzato, con numerosi comitati locali e nazionali, che si occupano di promuovere e diffondere la cultura del cibo locale e di qualità nei rispettivi territori. Inoltre Slow Food organizza eventi, laboratori, degustazioni e attività didattiche. Ha un forte impegno nella sostenibilità ambientale, promuove infatti l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica, che rispettano l’ambiente e la salute degli animali, e lotta contro lo spreco alimentare. L’organizzazione ha anche lanciato diverse iniziative e progetti a livello nazionale, come ad esempio la campagna Salviamo le api, volta alla tutela degli insetti impollinatori, o il progetto Orto in condotta, che promuove la coltivazione di orti scolastici.

    Recentemente Slow Food ha preso posizione nei confronti della cosiddetta “carne sintetica”, che non sarebbe la soluzione giusta per eliminare gli allevamenti intensivi, anche se salva la questione etica, evitando di uccidere gli animali. L’organizzazione ha diffuso un vero e proprio documento dove dettaglia le motivazioni. Il documento parte dal fatto che «dal 1960 a oggi la produzione di carne è aumentata di cinque volte e, secondo la Fao, potrebbe raddoppiare entro il 2050», riportando che si producono «45 milioni di tonnellate nel 1950, 30 milioni nel 2018 e 500 milioni nel 2050».

    I consumi in Italia sono intorno ai 79 chilogrammi annui a testa: meno di Stati Uniti, Australia, Spagna e Germania, ma quasi il doppio della media mondiale, che nel 2014 era stimata in 43 chilogrammi. «Il problema di un’eccessiva produzione di carne non si risolve passando dagli allevamenti intensivi ai laboratori – si legge nel documento – ma si affronta analizzando con onestà il modello che ha originato questa distorsione e intervenendo per modificarlo radicalmente». Passare dagli allevamenti intensivi alla “carne sintetica” per Slow Food è come «passare dalla padella alla brace». Perché il cibo è cultura, oltre che carburante per l’organismo, perché la produzione di carne in laboratorio richiede grandi quantità di energia.

    I principali soggetti che puntano ai laboratori sono inoltre gli stessi che dominano la filiera della carne, con le stesse logiche di guadagno e monopolio. «Soddisfare l’attuale domanda globale di carne – sostiene Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – ha richiesto uno stravolgimento dei secolari metodi di allevamento, dando vita al cosiddetto approccio industriale o intensivo. Un metodo che ha sì assicurato carne (quasi) per tutti, ma a condizioni ingiuste, inaccettabili e insostenibili. Secondo Slow Food, per frenare questa deriva basterebbe ridurre il consumo di carne nei Paesi del Nord del mondo, dando concretezza alla auspicata transizione proteica, piuttosto che promuovere la carne coltivata».

    Il punto di vista è da cambiare: «è necessario ricercare una soluzione di più ampio respiro, che metta in discussione le abitudini di consumo, invece di cercare la risposta soltanto nella tecnologia, nei brevetti industriali e nei laboratori» afferma Nappini.

    Una precisazione poi, a tutela dei consumatori. «La ricerca – si legge nel documento – deve essere libera. La carne coltivata però non può essere definita in etichetta “carne”, i nomi dei prodotti sostitutivi non devono alludere alle loro alternative naturali, ad esempio “salame”, “latte”, “bistecca”, “hamburger”, “formaggio” per non generare confusione».

    Ma “think locally” è veramente una soluzione ai problemi globali della sostenibilità e dell’alimentazione? O è figlia di una mentalità che era “rivoluzionaria” sì, ma negli anni ‘90? Gli squilibri mondiali e la saturazione della disponibilità di risorse ci impongono di guardare ad altri modelli alimentari (come gli insetti e i derivati), inclusi quelli proposti dalla scienza, sicuramente migliorabili ma non da rifiutaretout court. Anche se non si trovano dal contadino o sull’Artusi.

    Di: Giulia Guidi

    #alimentazionesostenibile
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Giulia Guidi

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}