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    Home » Il libro del mese – le recensioni di Micaela Ferraro
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    Il libro del mese – le recensioni di Micaela Ferraro

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroSettembre 16, 2024
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    EFFIE GRAY

    La coraggiosa storia di una donna che combatte contro i dettami della società vittoriana per riconquistare la sua libertà

    Il termine “eroina”, così come il suo corrispettivo maschile, spesso trae in inganno. Siamo portati a immaginarci questi personaggi come infallibili, infaticabili, irraggiungibili: guerrieri con l’armatura scintillante e il fuoco del Bene che arde sfavillante nelle pupille mentre affrontano il nemico. Nella vita reale, naturalmente, gli eroi e le eroine non esistono. Non esistono nemmeno i nemici a cavallo di neri destrieri. Nella vita reale il concetto stesso di “eroismo” cambia e, come ogni cosa a cui venga tolta la magia della narrazione, passa inosservato. Effie Gray è stata un’eroina, per esempio: ma non sapeva affatto che lo sarebbe diventata quando in una fredda giornata d’aprile del 1854 è salita su un treno alla stazione di King’s Cross di Londra per scappare in Scozia, a Bowerswell per la precisione, a casa dei suoi genitori. Un’eroina in fuga sì, ma non dal cavaliere nero: Effie – nata Euphemia Chalmers Gray – fuggiva da suo marito, il celebre critico d’arte John Ruskin. E le sue armi per combattere quella battaglia che iniziava con la fuga non erano spada e scudo scintillante ma una busta, contenente la sua fede nuziale e i biglietti destinati agli amici in cui spiegava loro di aver preso una decisione che avrebbe in breve destato uno scandalo epocale nella buona società della Londra vittoriana: avrebbe divorziato. Per comprendere quanto narrato in Effie Gray – storia di uno scandalo da Suzanne Fagence Cooper bisogna fare un passo indietro: Effie e John, entrambi realmente esistiti e provenienti da famiglie benestanti, non si erano sposati per amore; lei era in fuga da una situazione familiare oppressiva e senza sbocchi e i genitori di lui speravano che, facendolo sposare, l’umore “irrequieto” del figlio si sarebbe stabilizzato. Non era accaduto naturalmente: il matrimonio era stato infelice dal principio. Effie era una donna brillante, frizzante, allegra, John era molto più chiuso e riservato, benché dall’estate del 1843 fosse diventato “il” critico d’arte per eccellenza guadagnandone in titoli e fama. Ma dietro le porte chiuse quel matrimonio non era mai cominciato: non era mai stato nemmeno consumato. Proprio su questo si basa tutto il processo intentato da Effie Gray, una donna disposta a mettere in gioco ogni cosa, compresa la sua dignità, a sfidare i dettami di una società incredibilmente chiusa pur di riottenere qualcosa che mai le sarebbe dovuto essere strappato via. La sua libertà. Quella di Gray è una storia che mi ha molto colpita, benché non sia un’appassionata di arte. Effie si muove sullo sfondo di una Londra vittoriana incantevole e terrificante, balla negli splendidi ricevimenti dell’alta borghesia e della nobiltà, viene ricevuta a Corte, incontra la regina, ama, soffre, dà scandalo. È una donna forte, una figlia e una sorella amorevole, ma soprattutto è una persona intelligente che ha paura, certo che ne ha, ma combatte lo stesso. E se non è eroismo questo, non saprei davvero come altro identificarlo. Un’unica nota negativa in questo altrimenti splendido saggio romanzato di Suzanne F. Cooper: se la prima parte è scorrevole e inclusiva, la seconda, dove il ritmo rallenta e il taglio saggistico si fa più marcato, rischia di tagliare fuori chiunque non sia un esperto di arte. L’ho comunque apprezzato, apre uno scorcio interessante sull’epoca vittoriana, sulla Londra delle classi alte e sulla posizione delle donne in un mondo in rapido mutamento.

    Leggi la recensione di “Weyward” di Emilia Hart, libro di luglio/agosto

    #librodelmese
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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