crollo arena di verona

Per il Soprintendente è presto per fare bilanci ma si stimano centinaia di migliaia di euro di danni

Sono “irreversibili” i danni provocati dal crollo della stella di Natale nell’Arena di Verona, avvenuto nel pomeriggio di lunedì 24 gennaio. Lo ha confermato all’Ansa il soprintendente all’Archeologia e Belle Arti di Verona Vincenzo Tinè. Manca ancora un bilancio definitivo sui danni, stimati in centinaia di migliaia di euro e in alcune settimane di lavoro.

Al sopralluogo ha preso parte anche il sostituto procuratore Alberto Sergi che ha avviato un’indagine con l’ipotesi di reato di danneggiamento colposo; il crollo è avvenuto durante le operazioni di smontaggio della stella natalizia affidate alla ditta incaricata.

Il crollo del basamento della stella cometa ha portato ad un “grande e diffuso grave danno ai gradoni, alla parte del podio dell’euripo, si sono scheggiati tutti gli spigoli in una ventina di metri di settore di cavea, dagli spalti fiuto al podio e alla platea“, come spiega nel dettaglio Tinè. A rendere ancora più problematico il restauro è l’entità delle pietre, risalenti al periodo “tra il ‘500 e il ‘600 che non possono essere ricostruite con lo stucco“, avendo il crollo interessato proprio la parte di gradone con le pietre originali.

È dunque “prematuro parlare di tempi e costi“, anche se “certamente l’Arena è un monumento molto delitto e purtroppo questo è il terzo incidente con danneggiamenti che si è verificato negli ultimi tempi“.

Per il momento non sembrano saltati il Festival lirico e la stagione dei concerti, dato che la parte interessata dal crollo potrebbe comunque essere fruibile dal pubblico. Il Comune, parte lesa, auspica la riapertura dell’Arena di Verona già dalla prossima settimana. La magistratura nel frattempo ha predisposto il sequestro di tutto l’anfiteatro e del cantiere che resteranno chiusi fino al 30 gennaio.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/US POLIZIA MUNICIPALE