Stasera il Consiglio di sicurezza Onu voterà la denuncia dei referendum “parodia” senza il veto di Mosca, occhi puntati su Cina e India
Oggi le regioni ucraine di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson verranno annesse alla Russia, dopo i referendum di consultazione popolare indette da Mosca. La cerimonia avrà luogo alle 15 locali (le 14 in Italia) al Cremlino, alla presenza del presidente Vladimir Putin e dei leader filo-russi dei territori separatisti,
Ieri sera il presidente, che oggi pronuncerà un discorso “importante”, ha firmato i decreti con cui riconosce l’indipendenza” delle regioni ucraine di Zaporizhzhia e Kherson, mentre a febbraio aveva già riconosciuto l’indipendenza di Luhansk e Donetsk.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha dichiarato che la Russia “deve chiarire” i confini delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia.
La firma di oggi avverrà nella stessa sala che nel 2014 ha fatto da teatro all’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli.
La condanna globale
Già da giorni le massime cariche mondiali hanno espresso il loro rifiuto di riconoscimento dei referendum e dell’annessione. L’ultimo è il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: «qualsiasi decisione di procedere all’annessione delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, non ha valore legale e deve essere condannata. È un’escalation pericolosa».
Il no degli Stati Uniti
“Mai, mai, mai”: è questo il commento del presidente statunitense Joe Biden nel giorno della cerimonia di annessione delle quattro regioni ucraine alla Russia dopo i referendum, Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson. «Gli Stati Uniti, voglio essere molto chiaro su questo, non riconosceranno mai, mai, mai le pretese della Russia sul territorio sovrano dell’Ucraina», ha detto l’inquilino della Casa Bianca non lasciando spazio all’interpretazione.
Parla Truss: “non accettiamo forza bruta”
Anche Downing Street si scaglia contro la mossa di Mosca. Seguendo la linea del suo predecessore, Boris Johnson, la neo premier Liz Truss ha affermato, come si legge in una nota: «il Regno Unito non ignorerà mai la volontà sovrana di questi popoli e non accetteremo mai le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhia come qualcosa di diverso dal territorio ucraino. Non possiamo lasciare che Putin cambiare i confini internazionali con la forza bruta. Faremo in modo che perda questa guerra illegale».
Oggi il voto del Consiglio di sicurezza dell’Onu
Oggi alle 15 ora locale (le 20 in Italia) il Consiglio di sicurezza dell’Onu voterà una risoluzione di condanna dei “referendum” di annessione già denunciati come “parodie” durante una prima riunione delle Nazioni Unite. Il testo, qualunque sia l’esito, non potrà essere adottato a causa del diritto di veto della stessa Russa ma l’attesa si concentra soprattutto su quali saranno le posizioni di Cina e India. Già in passato Pechino è stata accusata di essere conciliante con Mosca, ma nonostante l’ufficiale neutralità in settimana ha lanciato un appello per il rispetto dell’integrità territoriale di “tutti i Paesi”. Delhi, invece, insieme al Dragone, si era astenuta dal votare la denuncia dell’aggressione russa all’Ucraina lo scorso febbraio.
La denuncia è stata voluta con forza dagli Stati Uniti per “condannare i falsi referendum, invitare gli stati membri a non riconoscere alcuno status modificato dell’Ucraina e costringere la Russia a ritirare le sue truppe dall’Ucraina“, come spiegato dall’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield che avverte: se la Russia usa il suo veto “per proteggersi, allora ci rivolgeremo all’Assemblea generale per inviare un messaggio inequivocabile a Mosca“.
Appello agli italiani
Preoccupa la posizione dei cittadini italiani in Russia. «Considerata la più recente evoluzione del contesto internazionale e la crescente difficoltà nei collegamenti aerei e su strada in uscita dalla Russia, si raccomanda ai connazionali presenti in Russia di valutare se la permanenza sia necessaria e, in caso contrario, di lasciare il Paese – si legge in una nota dell’ambasciata italiana a Mosca. – Sta diventando progressivamente più difficile spostarsi per via aerea dalla Federazione Russa verso l’Italia e altri Paesi terzi. In particolare, si registra in questi giorni un vertiginoso aumento del costo già elevato dei biglietti venduti dalle compagnie aeree e si ha notizia di lunghe code in alcuni valichi di frontiera che collegano la Federazione Russa con alcuni Paesi confinanti», avverte.
«In considerazione del permanere della chiusura dello spazio aereo ai voli provenienti dalla Federazione Russa disposto dall’Unione Europea lo scorso 27 febbraio, si raccomanda fortemente a tutti i connazionali presenti in Russia di programmare il più possibile in anticipo gli spostamenti verso l’estero. Coloro i quali hanno l’esigenza di lasciare la Federazione Russa sono invitati a munirsi il prima possibile dei biglietti disponibili presso le compagnie commerciali», conclude la comunicazione.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/SERGEI BOBYLEV
