Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » I giovani, la speranza del Kenya
    Uncategorized

    I giovani, la speranza del Kenya

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleSettembre 18, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    La Generazione Z è scesa in piazza ottenendo il ritiro della Legge di Bilancio e il licenziamento di quasi tutto l’Esecutivo, ma l’obiettivo è un cambiamento strutturale

    Dal 18 giugno in Kenya va avanti una sollevazione popolare di dimensioni impressionanti. La rabbia dei manifestanti ha portato all’incendio di una parte del Parlamento, mentre la risposta della polizia ha provocato circa 50 vittime, centinaia di feriti e oltre mille persone sono state arrestate. A scendere in piazza sono per lo più i giovani della Generazione Z che rigettano la politica del “Kenya Kwanza” (“prima il Kenya”) del presidente William Samoei Ruto rendendo il malcontento e le proteste intorno a una legge finanziaria che avrebbe alzato le tassazioni anche sui beni di prima necessità qualcosa di più potente e profondo.

    Le proteste hanno prima portato al ritiro della legge contestata (già approvata dal Parlamento), poi al licenziamento di gran parte dell’Esecutivo: Ruto ha infatti licenziato tutti i ministri del suo governo tranne il ministro degli Esteri, Musalia Mudavadi, e il vicepresidente, Rigathi Gachagua,e annunciato l’intenzione di consultarsi con le altre forze politiche e con la società per costruire un nuovo governo, con esponenti che possano mettere in moto il cambiamento chiesto dalle proteste (e che gli garantiscano maggior consenso). Il processo di formazione del nuovo Esecutivo ha preso avvio il 19 luglio, il presidente Ruto già dopo i primi scontri a Nairobi aveva annunciato di voler ascoltare maggiormente i giovani – seppur accusando “criminali infiltrati” di aver infiammato le piazze -, per rispondere in maniera concreta ai loro bisogni.

    Il presidente del Kenya William Samoei Ruto. Nella foto durante il discorso tenuto all’Assemblea Generale ONU del 2023. Crediti: Bianca Otero/ZUMA Press Wire

    Almeno per il momento, dalle proteste, non è uscito un nuovo leader politico, perché in piazza sono scesi cittadini di ogni divisione etnica e di diverse idee politiche, con manifestazioni organizzate online, dal basso, senza che un partito politico potesse cavalcare appieno la protesta, anzi, i giovani hanno chiesto ai partiti di restare lontano dalle piazze per evitare di ridurre le proteste a schermaglie tra governo e opposizione.

    Cronaca di una rivolta in Le proteste, la violenza, il Kenya

    Per capire la situazione che si vive nel Paese abbiamo parlato con Annarita Spagnuolo, Direttrice Paese in Kenya per l’organizzazione no profit WeWorld che da oltre 20 anni lotta contro condizioni di povertà, violenza e ingiustizie, promuovendo percorsi di sviluppo umano sostenibile nel rispetto dell’ambiente.

    A seguito delle violente proteste, qual è la situazione umanitaria attuale in Kenya?
    «La situazione è estremamente difficile. Le mobilitazioni sono state tanto forti e partecipate, con migliaia di persone scese in strada, da parlare di Africa Spring; si ritiene infatti che quello dei giorni scorsi sia stato il più violento attacco alle istituzioni degli ultimi decenni. Indubbiamente tutti questi eventi hanno fortemente impattato sul nostro lavoro nel Paese, costringendo a cessare momentaneamente le attività per questioni di sicurezza. Il bilancio  dei danni è pesante, sarà necessario ricostruire tutto ciò che è stato distrutto. Molte madri e padri hanno perso le loro piccole attività nel corso delle manifestazioni, poiché alcune persone hanno approfittato della situazione per dare libero sfogo alla violenza distruggendo proprietà altrui. Altre persone hanno perso la vita e altre ancora sono rimaste ferite».

    Cosa chiedono e, soprattutto, sperano i cittadini kenioti?
    «Le proteste si sono scatenate a seguito della notizia circa l’imminente approvazione della nuova Legge di Bilancio, che avrebbe comportato un ulteriore aumento delle tasse anche su beni di prima necessità. Tuttavia, è stato presto chiaro, e ne è prova il fatto che anche dinanzi ad un dietrofront del Presidente le proteste non si siano placate, che le ragioni scatenanti sono ben più ampie e radicate. La popolazione, e soprattutto i giovani e le giovani (che ne costituiscono una buona parte) sono stanchi e stanche, e non più disposti ad accettare l’opulenza con cui la classe politica vive, mentre la maggior parte della popolazione stenta a sopravvivere, a causa dei costi molto elevati dei beni comuni e i continui incrementi di tassazione che si sono susseguiti negli ultimi due anni. Ciò che risuona sempre più forte è una riscoperta consapevolezza da parte delle giovani e dei giovani, che sono più che mai intenzionate e intenzionati a riconquistare non solo il loro presente ma anche, e soprattutto, il loro futuro. Attualmente l’atmosfera che si respira è tanto di precarietà ed incertezza quanto di desiderio di ritorno alla normalità e rivalsa, con la consapevolezza e l’aspettativa che molte cose debbano cambiare: in primo luogo va ricostruito il dialogo tra gioventù e classe politica. Da parte del governo dev’essere ristabilita una volontà di credibilità e, al contempo, una volontà di garantire il presente e il futuro alle giovani e ai giovani, che sono la maggior parte della popolazione del Kenya e che non staranno a guardare, subendo in silenzio ulteriori soprusi da parte delle stesse autorità che dovrebbero proteggerle e tutelarle».

    Poco dopo la sospensione del divieto di protestare “fino a nuovo avviso” emesso dalla polizia di Nairobi (deciso da un tribunale che sta esaminando il ricorso presentato da un’organizzazione di attivisti per i diritti civili), il presidente Ruto ha chiesto, nuovamente, che le proteste finissero assicurando che “proteggeremo la Nazione, proteggeremo la vita, proteggeremo le proprietà, fermeremo i saccheggiatori, fermeremo gli assassini, fermeremo il caos e l’anarchia perché il Kenya è una democrazia e vogliamo una nazione pacifica e stabile perché i nostri problemi sono risolto con mezzi democratici”. Ha poi ribadito quanto la sua amministrazione abbia fatto concessioni significative a favore dei manifestanti “senza leader e senza volto” dichiarando di aver “dato a tutti la possibilità di dire quello che vogliono. Non si può continuare così, il Paese è molto più importante di qualsiasi gruppo di persone”.

    Mentre dall’opposizione Raila Odinga sostiene che non ci sia possibilità di dialogo senza giustizia (chiedendo rilascio dei manifestanti arrestati, l’archiviazione dei casi legati alla protesta e il risarcimento delle vittime della polizia), i giovani continuano a manifestare, mettendo pressione al presidente ritenendo la concessioni fatte non ancora sufficienti. Anche l’analista politica keniana Nanjala Nyabola ha scritto su X che “il punto non è più la finanziaria. Liberate tutte le persone arrestate arbitrariamente. Rimandate i militari nelle loro caserme. Permettete delle indagini indipendenti sulle uccisioni dei manifestanti e chiedete conto ai funzionari delle loro azioni”.

    La Gen Z, dunque, chiede giustizia ed equità. E non intende cedere.

    FOTO: ANSA/EPA/STR

    kenya proteste kenya TOP NEWS weworld William Samoei Ruto
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Flavia Dell'Ertole

    Post correlati

    Attualità Settembre 22, 2026

    Quando il cognome diventa un’eredità

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}