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    Home » Archivio Storico » 2023 » LGBT a Hong Kong, stop alla chirurgia per cambiare carta d’identità
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    LGBT a Hong Kong, stop alla chirurgia per cambiare carta d’identità

    Alice GemmaDi Alice GemmaFebbraio 8, 2023
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    “Siamo smascherati ogni volta che presentiamo la nostra carta d’identità”

    Ѐ stata la Corte Suprema di Hong Kong a decidere che le persone transgender possono cambiare il genere sulle loro carte d’identità senza dover sottoporsi ad intervento chirurgico.

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    Si può certamente definire una vittoria storica per l’uguaglianza dei diritti LGBT+ nell’ex colonia britannica.

    Secondo la politica precedente, le carte d’identità della città riportano il sesso assegnato alla nascita, a meno che l’individuo non si sottoponga a una transizione medica con un intervento di riassegnazione del sesso.

    «Siamo smascherati ogni volta che presentiamo la nostra carta d’identità» – ha spiegato alla AFP Henry Tse, uno degli attivisti che ha intentato una causa nel 2017 sostenendo che l’attuale politica vieta ai transgender di “vivere una vita piena”.

    I requisiti per il cambio di identità hanno costretto le persone transgender a sottoporsi a procedure mediche molto invasive e costose. La Corte d’appello ha quindi approvato la decisione, ritenendo che il requisito dell’intervento chirurgico fosse incostituzionale e imponesse “un onere eccessivo alle persone interessate”.

    Il governo aveva ribattuto affermando che essa evitava i “problemi pratici” legati alla fornitura di servizi specifici per genere, tra cui l’applicazione della legge, la risposta alle emergenze, i servizi sociali e l’accesso ai servizi igienici.

    «Si tratta di una questione delicata, che coinvolge non solo i diritti delle persone transgender, ma anche i diritti degli altri e l’interesse pubblico – ha dichiarato il mese scorso in tribunale l’avvocato Monica Carss-Frisk – Permettere alle persone transgender di cambiare liberamente il genere sulla carta d’identità potrebbe portare a arbitrarietà e incoerenza», ha detto.

    L’avvocato David Pannick, rappresentante gli attivisti, ha sostenuto che l’impossibilità di cambiare la carta d’identità provoca alle persone transgender “umiliazioni regolari, perdita di dignità e angoscia perché le costringe a rivelare un aspetto molto intimo della loro vita privata”.

    Nel 2021, più della metà delle 234 persone transgender intervistate dall’Università cinese di Hong Kong ha riferito di aver subito discriminazioni e molte hanno riportato sintomi di depressione.

    di: Alice GEMMA

    FOTO: PIXABAY

    chirurgia Cina hong kong transgender
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    Alice Gemma

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