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Il movimento Quaranta Sokorov chiede al Ministero della Cultura russo di bandire il mago di J. K. Rowling

I libri e i film con protagonista il mago con gli occhiali tondi e una cicatrice sulla fronte hanno fatto sognare milioni di bambini (e non solo) in tutto il mondo di non essere dei “babbani”, ma di avere inconsapevolmente qualcosa di magico. Secondo il movimento di attivisti ortodossi Quaranta Sokorov questi stessi sogni non devono avvenire in Russia.

Il movimento ha infatti scritto una lettera al Ministero della Cultura con la precisa richiesta di mettere al bando i prodotti nati dalla penna di J. K. Rowling e con al centro Harry Potter perché si tratta di “propaganda della stregoneria e del satanismo”.

L’avversione verso i prodotti cinematografici di “Paesi ostili” era già venuta a galla a ottobre del 2022 quando il membro del partito conservatore russo Dmitry Kuznetsov aveva affermato che solo i cinema potessero riprodurli e non fosse invece possibile farlo ai canali televisivi e alle piattaforme della nazione.

Nella lettera al Ministero gli attivisti ortodossi hanno fatto presente come “in Russia sono apparsi dei furfanti che organizzano musical e concerti sulla vita dell’Anticristo con una cicatrice sulla fronte. Anche per il giorno di Natale. Il che significa che i senza Dio devono essere scacciati” facendo riferimento alla notizia della serie di musical dedicati alla saga di Harry Potter e ai concerti dedicati alle musiche che accompagnano il mago in cartellone a Mosca.

«Siamo di fronte a una bomba a orologeria spirituale e culturale per i nostri bambini e giovani. La saga di Harry Potter è la quintessenza brillantemente progettata dalla cultura occidentale: razionalismo, individualismo e materialismo, saturi di valori spirituali a noi estranei. I principali personaggi dei romanzi non sono persone, ma stregoni, streghe e maghi, e le persone comuni in giro sono o mascalzoni o mezzi scemi, e comunque esseri di livello inferiore. La stregoneria e il satanismo, assolutamente proibite da Dio ai cristiani, sono il motore della trama» si legge nella lettera.

Una questione che fa sorridere se si pensa che a marzo del 2022 lo stesso Vladimir Putin usò la scrittrice J.K. Rowling come paragone per l’ostracismo che l’Occidente stava riservando alla Russia dopo lo scoppio della guerra. In questa occasione Putin spiegò che gli occidentali stavano “cercando di cancellare un’intera cultura millenaria: la nostra gente” e che “stanno vietando scrittori e libri. Ora stanno cercando di cancellare il nostro Paese. Sto parlando della progressiva discriminazione di tutto ciò che ha a che fare con la Russia” spiegando appunto che “la cultura russa cancellata come l’autrice di Harry Potter” che sarebbe stata cancellata “solo perché non soddisfaceva le richieste dei diritti di genere” a causa delle sue affermazioni spesso transfobiche.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/TOLGA AKMEN