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    Home » Archivio Storico » 2022 » Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: “cultura del rispetto”
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    Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: “cultura del rispetto”

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausNovembre 25, 2022
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    Il Rapporto Eures indica 104 vittime nei primi 11 mesi dell’anno contro lo stesso periodo del 2021

    Ricorre oggi, 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per far fronte al numero sempre maggiore di femminicidi e episodi di violenza contro la popolazione di genere femminile.

    In occasione della ricorrenza, ieri alle 19.40 la faccia di Palazzo Chigi, sede del governo italiano a Roma, è stata illuminata di rosso, il colore simbolo della lotta alla violenza di genere, e i riflettori hanno mostrato i i nomi delle 104 donne vittime di femminicidio nel 2022 in Italia.

    Ieri il Senato, inoltre, ha approvato all’unanimità l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. A tal riguardo la premier, Giorgia Meloni, ha dichiarato: «il mio pensiero va a tutte le 104 donne uccise nel 2022. Dietro ogni nome c’è una storia, una vita, una famiglia. Su questo tema siamo tutti dalla stessa parte. Non ci possono essere distinzioni tra donne di partiti diversi, ma soprattutto non devono esserci differenze tra punto di vista degli uomini e delle donne. La violenza è un problema di questa società e dobbiamo capire se le norme che abbiamo sono adeguate. Il lavoro della Commissione uscente è fondamentale, non posso non sentire questo tema profondamente, come Presidente del consiglio, come donna e come madre».

    Oggi su Twitter ha scritto: «questo governo è in prima linea per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio. Lo dobbiamo alle tante vittime, spesso senza giustizia, e a chi ancora oggi è costretta a subire questa barbarie. I dati che riguardano le violenze sulle donne continuano a rappresentare un dramma nazionale. Come Governo intendiamo incentrare il nostro impegno su tre pilastri d’azione: prevenzione, protezione e certezza della pena».

    Mattarella: “porre fine alla violenza contro le donne”

    Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio: «la violenza contro le donne è una aperta violazione dei diritti umani, purtroppo diffusa senza distinzioni geografiche, generazionali, sociali. Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora una realtà. Le cronache quotidiane ne danno triste testimonianza e ci ricordano che ci sono Paesi dove anche chi denuncia è oggetto di gravi ed estese forme di repressione».

    «Porre fine alla violenza contro le donne, riconoscerne la capacità di autodeterminazione sono questioni che interpellano la libertà di tutti. Denunciare è un atto che richiede coraggio – ha aggiunto. – Un’azione efficace per sradicare la violenza contro le donne deve basarsi sulla diffusione della prevenzione delle cause strutturali del fenomeno e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l’educazione all’eguaglianza, al rispetto reciproco, al rifiuto di ogni forma di sopraffazione».

    Bergoglio: “violenza crimine che distrugge armonia”

    «Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo», si legge, invece, nel messaggio inviato via Twitter da Papa Francesco.

    Bongiorno e Salvini sul Codice Rosso

    La presidente della Commissione Giustizia al Senato, Giulia Bongiorno, e il vicepremier, ministro e segretario della Lega Matteo Salvini hanno sottolineato i risultati del Codice rosso: «ha dato ottimi risultati: molte più donne, infatti, denunciano. L’efficacia del codice rosso, tuttavia, è messa a repentaglio ogni qual volta non viene pedissequamente rispettato il termine di sentire la persona offesa entro tre giorni dalla presentazione della denuncia. Per tutelarne l’incolumità ed evitare quindi che le donne vittime di violenza si sentano abbandonate da chi ha il dovere di proteggerle, stiamo lavorando all’introduzione di nuove misure che garantiscano piena e immediata applicazione delle disposizioni del codice rosso, prevedendo conseguenze processuali in caso di colpevoli ritardi o omissioni».

    I numeri del 2022

    A rendere noto lo spaventoso numero delle vittime del 2022 è il nono Rapporto Eures sul femminicidio in Italia. Il dato si riferisci ai primi 11 mesi dell’anno con un calo del 4,6% rispetto al 2021. Del totale il 21,2% sono donne straniere e nel 91,3% dei casi a uccidere è un uomo, nel 14% dei casi straniero. Ancora, secondo le rilevazioni, del numero totale di vittime, 86 sono morte per mano di compagni, familiari o ex partner.

    Cala il numero delle vittime di femminicidi in famiglia (-12,2% rispetto ai primi 11 mesi del 2021, da 98 a 86) e delle donne all’interno di una relazione di coppia (pari a 50 nel 2022 a fronte di 67 dell’anno precedente, con un calo del -25,4%). Le donne uccise nell’ambito della criminalità comune passa dal 3% nel 2020, al 3,7% nel 2021, all’11,5% nel 2022.

    Da un punto di vista geografico il Nord si conferma la regione più a rischio con il 53,8% delle donne uccise. Segue il Sud con 30 vittime nel 2022 e il Centro con 18 vittime. Sono le aree metropolitane ad avere il numero più alto di femminicidi: tra le città, al primo posto c’è Roma (8 vittime), Milano, Napoli, Vicenza e Varese seguono con cinque vittime.

    Guardando alla modalità del delitto, aumentano i femminicidi a mani nude (+26,3%, con 24 donne uccise) e in particolare quelli da percosse, che passano dai tre casi del 2021 agli 8 del 2022. Diminuiscono invece i delitti commessi con armi da taglio (da 50 a 37), al contrario degli omicidi con armi da fuoco, cui afferisce oltre un femminicidio su cinque (23 casi). Infine, meno frequente (9 “casi”, pari all’8,7% del totale), risulta il ricorso ad altri mezzi o modalità omicidiarie (quali fuoco, esplosione, veleno, precipitazione, investimento, ecc.).

    La maggior parte delle donne vittime di femminicidio muoiono all’interno dei rapporti di coppia, 50 casi, pari al 58,1%. Seguono, le madri uccise dai figli (17 casi) e le figlie uccise dai genitori (6 casi). Le altre “figure familiari”, vale a dire cugine, zie, nonne, nipoti, suocere e cognate raggiungono le 13 vittime.

    Guterres dichiara che “siamo tutti femministi”

    A livello internazionale parla il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: «dichiariamo con orgoglio “siamo tutti femministi”. Prendiamo posizione e alziamo la voce a sostegno dei diritti delle donne», scrive su Twitter. Guterres ha inoltre i governi ad aumentare del 50% entro il 2026 i finanziamenti alle organizzazioni e ai movimenti per i diritti delle donne.

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA / Francesco Ammendola – Ufficio per la stampa e la comunicazione della Presidenza della Repubblica

    LEGGI ANCHE: Violenza di genere, 82 donne vittime di omicidio nel 2022

    LEGGI I CASI DI CRONACA QUI

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