Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    In evidenza

    Non ci sono più i maschi di una volta. Per fortuna?

    Ottobre 10, 2026

    Trump-Putin, accordo per diesel russo agli Usa. L’ira di Zelensky: “E’ indegno”

    Ottobre 10, 2026

    Trump: “Accordo con Putin, Russia fornirà gasolio agli Usa”

    Ottobre 9, 2026
    Facebook Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • News
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
      • Psicologia
    • Cultura
      • Arte
      • Cinema
      • Musica
      • Eventi
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » Gigi Riva, il bambino del Dopoguerra che fece tuonare il mondo
    Archivio

    Gigi Riva, il bambino del Dopoguerra che fece tuonare il mondo

    Giulia GuidiDi Giulia GuidiGennaio 23, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail
    ADV
    ABU Media

    Indice

    1. Il 22 gennaio Gigi Riva ha lasciato per sempre la “sua” Sardegna e gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Chi era “Rombo di tuono”
      1. Il bambino del Dopoguerra
      2. La sua isola, la sua carriera
      3. L’incontro

    Il 22 gennaio Gigi Riva ha lasciato per sempre la “sua” Sardegna e gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Chi era “Rombo di tuono”

    «La mia prima Sardegna, quella che mi è rimasta nel cuore e mi ha fatto diventare in breve tempo più sardo dei sardi, è stata quella delle barche dei pescatori, non degli yacht. Dei pascoli e delle grotte, non delle ville miliardarie». 

    È davvero difficile scrivere di Gigi Riva senza cadere nell’apologia, nella nostalgia di un’Italia che non c’è più, nella triste consapevolezza dell’irripetibilità del suo talento. Le sue imprese calcistiche sono state narrate dal cantore per eccellenza del calcio nostrano, Gianni Brera, che per lui coniò il soprannome “Rombo di tuono” e una serie di avverbi immaginifici, tra cui il leggendario “ciclonicamente”, con cui descrisse il famoso gol in rovesciata nella porta del Vicenza. 

    Ma Riva non è stato solo il più grande numero 11 italiano, il tuttora detentore del titolo di capocannoniere in maglia azzurra, con 35 gol, il leader che trascinò il Cagliari al suo primo e ultimo scudetto. La sua storia fuori dal campo di gioco, il suo carattere schivo e malinconico, lo rendono un simbolo di quell’Italia del Dopoguerra che si è rialzata, mangiando “fame e polenta” e che, nonostante il benessere e il successo, non ha mai abbandonato le radici per farsi cullare dai lussi e dai vizi. Come se il tarlo della povertà, quella vera, fosse sempre lì, a raccomandare attenzione, parsimonia, memoria delle proprie origini e dei propri valori. 

    Il bambino del Dopoguerra

    La vita di Luigi Riva comincia come la sceneggiatura di un film neorealista; immagini in bianco e nero, più reale del vero, come quello delle video cronache che lo immortaleranno qualche anno dopo. Nasce a Leggiuno, sulle rive del lago Maggiore, nel ‘44, da una famiglia con modeste disponibilità economiche: la madre Edis era una casalinga, mentre il padre Ugo lavorò prima come parrucchiere e poi come sarto. All’età di nove anni perse il padre a causa di un incidente sul lavoro in una fabbrica della zona: il 10 febbraio 1953 un pezzo di metallo, staccatosi da un macchinario, lo colpì allo stomaco passandolo da parte a parte La madre trovò lavoro in filanda e arrotondava facendo le pulizie nelle case, mentre Luigi fu mandato in ben tre collegi religiosi lontano da casa: «Erano molto severi, ci obbligavano a pregare e solo allora ci davano il pane per mangiare… – ha raccontato – ci umiliavano perché eravamo poveri e allora scappai più di una volta». Quando anche la madre morì per un cancro, venne cresciuto dalla sorella maggiore Fausta.

    Riva aveva dovuto iniziare a lavorare fin da giovane presso la Slimpa, azienda produttrice di ascensori di proprietà del dirigente del Legnano Ernesto Fasani, ma, uscito dalla fabbrica, c’era il rettangolo di gioco. Fu proprio giocando nei prati di Leggiuno, dove era solito disputare i tornei giovanili locali, che alcuni dirigenti del Laveno Mombello, squadra dell’omonimo comune, lo portarono nel calcio ufficiale, dal 1960 al 1962, dove segnò 66 gol. In quegli anni il Cagliari, per limitare il numero di viaggi e conseguenti spese, si ritrovava spesso a giocare due partite in casa e due in trasferta alternativamente. Quando si trovava lontano dalla Sardegna, la squadra faceva base proprio a Legnano: qui l’allenatore Arturo Silvestri e il vicepresidente Andrea Arrica notarono Riva e lo strapparono alla concorrenza del Bologna (presieduto dal leggendario Renato D’Allara, a cui è intitolato lo stadio cittadino) per 37 milioni di lire.

    La sua isola, la sua carriera

    Gigi Riva con la maglia del Cagliari – ANSA

    Quando il 19enne lascia il Lago Maggiore per trasferirsi in Sardegna e giocare in serie B non è felice. Non sa che di quell’isola, bellissima e complicata, ne diventerà uno dei simboli eterni. Già nel primo campionato con la maglia rossoblù, il potente talento di Riva catapulta il Cagliari nella sua prima serie A. E, a suon di “rombi di tuono”, dopo 7 anni, nel 1970, arriva lo scudetto. Nel frattempo era diventato campione d’Europa con la Nazionale nel ‘68, in tre anni segnò 21 gol in 22 partite). Per averlo “in continente”, i presidenti di Juventus, Inter e Milan fecero offerte da capogiro ma “Gigggiriva”, come lo acclamava la folla dagli spalti del Sant’Elia, non si mosse. 

    La carriera di Riva fu condizionata da due gravi infortuni, uno nel 1967 contro il Portogallo e uno nel 1970 contro l’Austria. E fu proprio con la maglia azzurra che giocò la sua ultima partita, nel 1974, in Argentina, ad appena 30 anni. «Ho vissuto un calcio in cui certi liberi tiravano una riga vicino alla loro area e dicevano “se la passi ti spacco”. Tempi in cui per ottenere un rigore a Milano o Torino, non bastava un certificato medico di 15 giorni», ha raccontato. 

    L’incontro

    Abbandonato il calcio giocato, Riva ha continuato a vivere a Cagliari e nell’ottobre del 1976, ufficialmente ancora in rosa da giocatore nei rossoblù, ha fondato il “Centro Sportivo Gigi Riva“, la prima scuola calcio in Sardegna, in campi attigui alle saline di Molentargius. Da quel vivaio, ancora oggi attivo, negli anni 2000 è uscito, tra gli altri, Nicolò Barella. Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli dirigenziali nel Cagliari prima e in Nazionale poi, rivelando ottime doti manageriali e confermando la sua onestà e trasparenza; nel 2006, il CONI lo nomina vicecommissario con delega alle Nazionali per la ricostruzione post calciopoli. 

    Tanto eclatante sul campo quanto schivo nel privato, c’è un episodio, un incontro, sfuggito alla sua riservatezza. Il 14 settembre del 1969, grazie a un compagno di squadra, Gigi Riva incontra Fabrizio de Andrè, sotto la lanterna. «Ero stato a casa sua, avevamo brindato con un bel po’ di whisky, vincendo entrambi la timidezza – aveva raccontato il giocatore -. Quando ci incontravamo ricordo che lui parlava poco e io altrettanto. Però ci siamo trovati e bastava uno sguardo, un semplice contatto per confermare l’amicizia». Quel primo incontro finisce con lo scambio tra una chitarra e una maglia con il numero 11. Città diverse, stessi colori: rossoblù. E il primo gol nell’anno dello scudetto Riva lo segna proprio contro la Sampdoria. Intrecci e racconti che solo il mare e il calcio possono scrivere, effimeri ma indelebili. 

    di: Giulia Guidi

    FOTO: ANSA – FLICKR (ROBERTO RIZZATO)

    calcio campioni di calcio chi era gigi riva fabrizio de andrè gigi riva origini gigi riva SARDEGNA TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Giulia Guidi

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    ADV
    ABU Media
    Da non perdere
    News Ottobre 11, 2026

    Ballando con le Stelle, Monica Guerritore e Luca Urso hanno vinto la puntata: la classifica

    (Adnkronos) – Monica Guerritore e Luca Urso hanno vinto la seconda puntata di Ballando con le Stelle in onda stasera, sabato 10 ottobre, su Rai1. La coppia ha conquistato 20 punti che verranno sommati ai voti della giuria della prossima puntata. Al secondo posto della classifica generale c’è la coppia formata da Ornella Muti e…

    Campo largo, Appendino contro Renzi: “Ci fa perdere voti”

    Ottobre 11, 2026

    Dignità della morte e niente spettacolo macabro, perché ultima esecuzione pubblica negli Usa risale al 1936

    Ottobre 11, 2026

    Accordo Trump-Putin per gasolio russo agli Usa, intesa vera o solo annuncio? L’analisi

    Ottobre 11, 2026
    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Contatti
    • Attualità
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
    • Cultura
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}