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    Gaza, Usa bloccano la risoluzione Onu per il cessate il fuoco

    Francesca LasiDi Francesca LasiDicembre 8, 2023
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    Il testo degli Emirati Arabi Uniti è stato presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

    Prosegue la guerra nella Striscia di Gaza.

    Gli Stati Uniti hanno bloccato con il veto la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che chiedeva il cessate il fuoco umanitario a Gaza. Il testo presentato dagli Emirati Arabi Uniti, chiedeva la protezione dei civili e il rilascio immediato degli ostaggi da parte di Hamas. La risoluzione ha ottenuto 13 voti favorevoli, un’astensione da parte della Gran Bretagna e il veto di Washington.

    Poco prima Hamas aveva chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di porre fine alla “guerra brutale” nella Striscia. «Chiediamo al Consiglio di Sicurezza, alla comunità internazionale e a tutti i Paesi del mondo – si legge in un comunicato dell’ufficio stampa dell’organizzazione – di porre fine a questa guerra brutale e di salvare la Striscia di Gaza prima che sia troppo tardi».

    L’appello a un cessate il fuoco umanitario era stato rilanciato anche dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. «La brutalità perpetrata da Hamas non potrà mai giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese. Siamo tutti consapevoli che Israele ha iniziato la sua operazione militare in risposta ai brutali attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre» ha dichiarato Guterres condannando “senza riserve questi attacchi” e dicendosi “sconvolto dalle notizie di violenza sessuale”.

    «La gente di Gaza guarda nell’abisso. La comunità internazionale deve fare tutto il possibile per porre fine a questa dura prova – ha proseguito il segretario generale – Esorto il Consiglio a non risparmiare alcuno sforzo per spingere per un cessate il fuoco umanitario immediato, per la protezione dei civili e per la consegna urgente di aiuti salvavita. Gli occhi della storia stanno guardando, è tempo di agire».

    Un gruppo di ministri degli Esteri di Paesi arabi aveva rivolto l’appello per un cessate il fuoco direttamente agli Stati Uniti. «Il nostro messaggio è che crediamo che sia assolutamente necessario porre fine subito ai combattimenti» il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud.  

    Ma Washington aveva già detto no a un cessate il fuoco immediato perché Hamas “continua a rappresentare una minaccia per Israele e a rimanere al comando di Gaza”. Lo ha affermato il vice ambasciatore Usa all’Onu Robert Wood durante la riunione del Consiglio di Sicurezza.

    «Per questo motivo – ha dichiarato Wood – mentre gli Stati Uniti sostengono con forza una pace duratura in cui sia gli israeliani che i palestinesi possano vivere in pace e sicurezza, non appoggiamo le richieste di un cessate il fuoco immediato».

    Sul campo

    l portavoce dell’Idf Daniel Hagari ha dichiarato che sono sempre di più i militanti di Hamas che si arrendono alle forze armate durante i combattimenti. «Le nostre truppe operano simultaneamente nel cuore dei centri di gravità di Hamas nel sud e nel nord di Gaza, a Jabaliya, Shejaiya e nell’area di Khan Younis – ha affermato Hagari- Siamo impegnati in feroci battaglie con i terroristi di Hamas, che si nascondono nei tunnel. Stiamo uccidendo molti terroristi e vediamo sempre più terroristi arrendersi in battaglia e consegnarsi».

    Due soldati israeliani sono rimasti feriti in modo grave durante un’operazione per liberare gli ostaggi. Lo ha riferito il portavoce militare. «Durante l’operazione sono stati uccisi numerosi terroristi che hanno preso parte al rapimento e alla custodia di ostaggi» ha dichiarato il portavoce, sottolineando che però “nessun ostaggio è stato liberato”. In riferimento a una comunicazione di Hamas diffusa nella mattinata dell’8 dicembre, il portavoce ha affermato che “Hamas tenta di ricorrere all’arma del terrorismo psicologico. Bisogna astenersi dal diffondere voci infondate”.

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    di: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI

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