
La strada che si arrampica sulle colline punteggiate da ulivi secolari per raggiungere il Perbacco in Contrada Marina Campagna n. 5 a Pisciotta è faticosa, tortuosa, ripida, stretta e di difficile percorrenza.
La meta finale va conquistata, curva dopo curva, ulivo dopo ulivo (dell’ottima varietà pisciottana). Dopo tutto siamo in Cilento, un territorio straordinario sotto vari punti di vista, paesaggistico, culturale ed enogastronomico e forse ancora poco conosciuto.
Ci troviamo all’interno delParco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, dichiarato patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1998.
A poca distanza si possono visitare siti archeologici imperdibili come Elea/Velia, culla della scuola filosofica di Parmenide e Zenone, i templi dorici di Paestum (da vedere almeno una volta nella vita), la Certosa di San Lorenzo a Padula (il più vasto e interessante complesso monastico dell’Italia Meridionale).
Il Perbacco nasce nel 1987 come circolo n.9 di Arcigola, associazione che diventerà in seguito Slow Food.
I fratelli Vito ed Eugenio Puglia aprono un’osteria “desiderosi di creare nel Cilento un luogo di accoglienza e di rappresentazione della cultura materiale, valorizzando le ricette locali e i suoi prodotti, guardando a un mondo che cambiava e già trasformava i suoi modelli di consumo. Rianimarono così una casa di campagna con pertinenze e frantoio risalente alla fine del ‘700, immersa in un millenario uliveto affacciato sul Mare Mediterraneo.”

Il menù del Perbacco offre prodotti locali di eccellenza come le alici di menaica, pescate con la rete a maglie larghe (la menaica), una tecnica antichissima e rispettosa del mare che lascia liberi gli esemplari più piccoli per catturare solo le alici più mature ed è tipica di questa zona.
Tra gli antipasti si distinguono le alici ammollicate in tortiera, la panzanella cilentana e la provola affumicata con alici salate su foglia di limone. I vermicelli Marina Campagna e gli spaghetti alla pisciottana sono un classico e tra i secondi basterà scegliere tra le carni e il pescato locale cotti alla perfezione sulla brace al legno di ulivo dal cuoco Fausto Ferrentino, per finire i cannoli cilentani con crema al limoncello e cioccolato.
La carta dei vini offre una variegata selezione di vini campani, nazionali e internazionali scelti dall’oste Vito Puglia, personalità poliedrica e appassionata, con un passato tra le fila di Slow Food di cui è stato anche vicepresidente, fianco a fianco con il fondatore e animatore Carlo Petrini da poco scomparso.
Francesco Puglia affianca il padre Vito in sala e nella gestione del Perbacco durante i mesi invernali.
A fianco del ristorante, si trova il Santo Mercurio, una country house dotata di 3 camere da letto, la Palinuro, Elea e Pixos che affacciano su di una terrazza arredata con comodi divani e tavolini con una vista mozzafiato sul mar Tirreno.
Nella sua creatura Perbacco, Vito Puglia realizza e difende uno dei propositi più “rivoluzionari” del manifesto di Slow Food (firmato -tra gli altri anche da Dario Fo e Francesco Guccini): “contro la vita dinamica propugnamo la vita comoda. Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.”

