Roberto Menia

Menia ha firmato un Disegno di legge per modificare l’articolo 1 del Codice civile, le opposizioni insorgono

Fratelli d’Italia ha presentato un Ddl per modificare il primo articolo del Codice civile. L’obiettivo è quello di riconoscere la capacità giuridica dell’individuo al momento del concepimento (mentre adesso il riconoscimento avviene alla nascita).

Roberto Menia, firmatario del Disegno di legge in questione ha spiegato: «si tratta di riconoscere, anche nell’ambito giuridico, che embrione, feto, neonato, bambino, ragazzo, adolescente, giovane, adulto, anziano, vecchio sono diversi nomi con cui si indica una identica realtà, un identico soggetto, lo stesso essere personale, lo stesso uomo».

Il Ddl, presentato il 13 gennaio, si aggiunge a quello depositato a ottobre da Maurizio Gasparri e a quello del 13 ottobre a firma Massimiliano Romeo. FdI, FI e Lega sono tutti orientati nel riconoscere il feto fin dal momento del concepimento come “componente del nucleo familiare a tutti gli effetti“. Isabella Rauti ha invece presentato un Ddl per l’istituzione della Giornata del nascituro.

La polemica è scoppiata immediatamente. Per la capogruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Luana Zanella si tratta di “una proposta buona per la propaganda della Destra ma assai pericolosa sul piano dei diritti”, specificando: «non esiste vita intra-uterina a prescindere dal corpo e dalla mente della madre. La personalità giuridica è della madre e la usa secondo il suo modo di guardare il mondo».

La senatrice del Partito Democratico, Valeria Valente, ha dichiarato: «dopo il ddl Gasparri arriva il ddl Menia per riconoscere la capacità giuridica del concepito. Evidentemente Fratelli d’Italia non voleva sentirsi da meno rispetto a Forza Italia, nell’attacco alle libertà e ai diritti delle donne di disporre del proprio corpo e di autodeterminarsi».

Da parte Movimento 5 Stelle si alza la voce di Alessandra Maiorino: «è un esproprio patriota dell’utero: il partito di Meloni vuole derubare le donne della proprietà sul proprio corpo e attribuire soggettività giuridica superiore a un ovocita fecondato rispetto alla femmina umana adulta. Neanche se fosse una battuta farebbe ridere. Purtroppo è il monstrum giuridico con cui questa maggioranza minaccia tutte le italiane in età fertile. Delirio ideologico puro».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA /MASSIMO PERCOSSI