Montaruli

Ieri la quinta sentenza di uno dei filoni del processo Rimborsopoli ha visto la sottosegretaria condannata

Dopo la condanna definitiva giunta ieri, 17 febbraio, la sottosegretaria all’Università Augusta Montaruli ha deciso di dimettersi.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha commentato: «ho deciso di dimettermi dall’incarico di Governo per difendere le istituzioni certa della mia innocenza». Montaruli dovrà scontare un anno e 6 mesi per l’uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari del Piemonte negli anni dal 2010 al 2014.

Insieme a Montaruli la suprema Corte ha condannato anche l’ex presidente della Regione, Roberto Cota (Lega), un anno e 7 mesi; l’ex deputato ed ex sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani (Lega) a un anno e cinque mesi;.

Tensioni in maggioranza tra FI e FdI

Sono benzina sul fuoco della polemica le parole del vicepresidente della Camera di FI, Giorgio Mulè, che ha invitato il partito di Giorgia Meloni a trarre le conseguenze sul caso Montaruli. Dura la replica del partito, i cui deputati trattengono a stento la stizza. “Mulè pensava di metterci in difficoltà con le sue provocazioni: ha preso uno schiaffo morale dalla Montaruli la cui impronta gli manterrà la faccia ben più rossa di quanto rubiconda già sia. Che provocatorie insinuazioni vengano da un personaggio come Mulè, che di pregiudicati eccellenti nel suo partito ne vanta più di uno, è intollerabile”, trapela da fonti autorevoli di Fratelli d’Italia.

Ciò che ha detto Mulè, sottolineano fonti di Fratelli d’Italia a Adnkronos, ha creato infatti “non poco subbuglio in ambienti parlamentari, visto che anche Berlusconi è un condannato in via definitiva e ciò nonostante resta il deus ex machina degli azzurri”. Senza contare la tragicità degli eventi connessi all’inchiesta, come il suicidio dell’ex assessore Angelo Burzi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI