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Politiche, dirigenti d’azienda, banchiere, avvocate, filantrope: le donne che guidano il mondo

I ruoli di potere, siano essi politici o industriali, sono ancora per la maggior parte preclusi alle donne. In occasione della Giornata internazionale della donna che ricorre oggi, 8 marzo, vale tuttavia la pena ricordare i nomi delle donne che sono riuscite, tra stereotipi e pregiudizi, a scalare le vette e raggiungere posizioni di potere. Ecco quali sono le più influenti oggi.

Questa lista non può iniziare senza nominare le due donne che detengono maggior potere in Europa: la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e la governatrice della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. A fianco di Angela Merkel durante il suo cancellierato, precisamente dal 2005 al 2019, Von der Leyen è stata nominato presidente dell’organo europeo il 2 luglio del 2019 gestendo, tra gli altri, la crisi del Covid, gli accordi sulla Brexit e in tempi più recenti il conflitto in Ucraina. Nel 2022 Forbes l’ha nominata donna più influente del mondo. Lagarde come lei ha alle spalle un passato nella politica, in questo caso francese, e lo stesso giorno, il 2 luglio del 2019, è stata designata per succedere a Mario Draghi alla guida della Bce dopo essere stata direttore del Fondo monetario internazionale dal 2011 al 2019.

In ambito europeo non si può poi non nominare Giorgia Meloni, prima donna a capo del governo italiano, oggi alla guida del terzo Stato europeo per numero di abitanti e ottava potenza economica mondiale, e presidente di Fratelli d’Italia, primo partito italiano. Alla guida del Fondo monetario internazionale, invece, dopo Christine Lagarde, è succeduta un’altra donna, l’economista bulgara Kristalina Georgieva.

Spostandoci su un altro Continente, quello americano, la prima donna a cui non si può fare a meno di pensare è Kamala Harris, vicepresidente dell’amministrazione Biden. Di professione avvocato, Harris diventa prima procuratore distrettuale di San Francisco, poi procuratore generale della California prima di approdare al Senato come prima afro-asioamericana mai eletta (nasce da madre indiana e padre di origini giamaicane). È la prima vicepresidente donna degli Stati Uniti, la prima vicepresidente asio-americana e, quando ha sostituito Biden in occasione di una colonscopia, è stata la prima donna a esercitare le funzioni del presidente nella storia.

La seguono, nel contesto a stelle e strisce: Mary Barra, amministratrice delegata General Motors, prima donna a ricoprire tale ruolo in un’industria automobilistica a livello mondiale; l’imprenditrice Abigail Johnson, presidente e amministratrice delegata di Fidelity Investments, settima donna più potente al mondo e tra le donne più ricche al mondo con un patrimonio stimato di 21,6 miliardi di dollari; Melinda French Gates, filantropa conosciuta in tutto il mondo, nonché ex moglie di Bill Gates e detentrice delle sue azioni di Microsoft; e ancora, Karen Lynch, presidente e amministratrice delegata di CVS Health.

E ancora per la filantropia, è impossibile non nominare MacKenzie Scott, autrice di Il tempo imperfetto degli addii ed ex moglie di Jeff Bezos. Per le corporation, inoltre, tra le donne più influenti vanno ricordate: Julie Sweetm, presidente e amministratrice delegata della società leader in consulenza strategica con sede a Dublino Accenture; l’amministratrice delegata del gruppo di banche di investimento Citigroup, Jane Fraser; Rosalind Brewer, amministratrice delegata di Walgreens Boots Alliance; l’amministratrice delegata della casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline, Emma Walmsley; infine, la presidente esecutiva di Santander Group, già CEO di Santander UK, Ana Patricia Botín.

di: Alessia MALCAUS

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