giorgetti

Nel Def vengono segnalate come variabili anche la “speranza di vita” e il calo della fertilità

Nel Documento di economia e finanza si legge che l’aumento o la diminuzione di “immigrati ha un impatto rilevante sul debito“. Secondo quanto analizzato viene stimato un con un +33% di immigrazione un calo del debito al 2070 di “oltre 30 punti rispetto allo scenario di riferimento“, e viceversa, “data la struttura demografica degli immigrati che entrano in Italia, l’effetto è significativo sulla popolazione residente in età lavorativa e quindi sull’offerta di lavoro“.

Il Def sottolinea anche come variabili la “speranza di vita” che aumenta e non modifica di molto le previsioni, e il calo della “fertilità” fa aumentare il debito.

Nella premessa al documento il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato: «per rendere il nostro Paese più dinamico, innovativo e inclusivo non basta soltanto il Pnrr. È necessario, infatti, investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano tale da consentire la creazione di condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche. È questo un tema che deve essere affrontato non solo in Italia, ma anche in Europa».

E ancora: «è certo che il realizzarsi del piano di investimenti e di riforme organico al Pnrr crea legittimamente e correttamente delle aspettative di livelli di crescita maggiori rispetto a quelli attualmente prospettati nei documenti ufficiali. Queste aspettative. sono supportate da stime effettuate sia dalla Commissione europea, sia all’interno dei documenti programmatici nazionali e, in particolare, nel Pnrr. Per i motivi prudenziali sopra accennati il presente documento incorpora solo parzialmente nelle stime di crescita gli effetti sulla produttività e sull’offerta di lavoro connessi all’attuazione del Pnrr. Tuttavia, il Programma di Stabilità analizza l’impatto favorevole sulle finanze pubbliche della maggior crescita economica attribuibile al Pnrr nel capitolo IV, all’interno dei paragrafi dedicati all’analisi della sostenibilità di medio e lungo periodo del debito pubblico. Nel corso degli ultimi anni diverse volte la crescita economica dell’Italia ha sorpreso al rialzo , portando gradualmente i maggiori previsori – inclusi i principali organismi internazionali – a rivedere le loro stime verso l’alto. Il Governo confida che ciò avvenga anche nel corso dei prossimi anni».

In allegato al Def anche il progetto per il Ponte sullo Stretto, che necessita di 13,5 miliardi di euro che, però, non ci sono. Nell’allegato si legge infatti che “non esistano coperture finanziarie disponibili a legislazione vigente; pertanto, queste dovranno essere individuate in sede di definizione del disegno di legge di bilancio“.

«Il costo dell’opera oggetto di concessione dagli aggiornamenti svolti risulta di 13,5 miliardi – si legge. – Le opere complementari e di ottimizzazione alle connessioni ferroviarie, lato Sicilia e lato Calabria, che dovranno essere oggetto del contratto di programma con Rfi, si stima avranno un costo di 1,1 miliardi».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI