Cuba in presa alla sete, manca l’acqua a 270 mila persone; in Argentina record di freddo e caldo
L’Istituto nazionale delle risorse idrauliche (Inrh) di Cuba ha avvertito che il periodo annuale di siccità sull’isola durerà più a lungo nel 2023 e interesserà un settore più ampio della popolazione. La stagione “secca” dura di solito da novembre fino ad aprile.
Si tratta di una pessima notizia per i cubani: secondo le statistiche ufficiali, sono attualmente quasi 270mila le persone con problemi dovuti all’approvvigionamento di acqua potabile nel Paese di poco più di 11 milioni di abitanti. A scatenare la crisi idrica la mancanza di pioggia, già scarsa in questa stagione. Le precipitazioni sono diminuite più del normale. Quelle accumulate fino al 13 febbraio sono state di 5,2 millimetri, che rappresentano solo il 28% della media storica.
Arsura nazionale
Il rapporto Inhr ha aggiunto che in 134 comuni le piogge sono state inferiori al 50% della media. Le località più colpite sono quelle delle delle province di Pinar del Río e Matanzas, nella zona ovest, a Cienfuegos e Ciego de Avila, nella regione centrale, e a Camagey, Las Tunas e Granma, a est. A metà di Febbraio, le riserve per tutti gli usi che possiede il Paese sono diminuite di 156,3 ettometri cubi e tutte le province hanno presentato una diminuzione dei loro stoccaggi.
Buonos Aires da record
Ma non è l’unico stato latinoamericano in affanno a causa del clima. La città di Buenos Aires ha registrato all’alba di ieri la temperatura minima più bassa di febbraio da diversi decenni. Il tutto ad appena cinque giorni dal picco storico di caldo, sempre sullo stesso periodo. Uno sbalzo termico che non si vedeva dagli anni Sessanta.
Ieri mattina la minima ufficiale, misurata dall’Osservatorio centrale di Villa Ortúzar, era di 7,9 gradi, ha informato il Servizio meteorologico nazionale. La temperatura minima è stata la più bassa dell’intera serie storica 1961-2022 per il mese di febbraio.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/Ernesto Mastrascusa