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    Home » Archivio Storico » 2024 » Cosa è successo ai Grammy Awards 2024
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    Cosa è successo ai Grammy Awards 2024

    Francesca LasiDi Francesca LasiFebbraio 6, 2024
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    BILLIE EILISH
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    La risposta? Di tutto. Un arresto, una polemica e il trionfo delle artiste

    Durante la 66esima edizione dei Grammy Awards Taylor Swift ha vinto la statuetta per Miglior Album dell’Anno, diventando la prima artista in assoluto a vincere il riconoscimento per la quarta volta. Il rapper Killer Mike è stato arrestato dopo aver portato a casa tre premi, mentre Jay-Z ha criticato la Recording Academy

    Tra acquazzoni, arresti, record infranti e polemiche si è fatta decisamente notare la 66esima edizione dei Grammy Awards, condotta da Trevor Noah per la quarta volta consecutiva.

    Prima della cerimonia alla Crypto.com Arena di Los Angeles il governatore della California Gavin Newsom ha esteso a tutta la contea l’allerta rossa per il maltempo. La bomba d’acqua abbattutasi sulla Città degli Angeli ha complicato non poco l’organizzazione degli “Oscar della musica”, assegnati dalla Recording Academy.

    Il monologo di Trevor Noah

    La serata si è aperta con il monologo di Noah, dopo l’esibizione di Dua Lipa sulle note di Training Season e Dance the Night, nella colonna sonora di Barbie. L’attore e comico ha elogiato tutti gli artisti, anche quelli che non hanno ricevuto nomination. «Queste persone scrivono le colonne sonore delle nostre vite» ha dichiarato.

    L’attore ha, poi, indicato il tavolo a cui era seduto Mark Ronson, che ha prodotto la colonna sonora del film di Greta Gerwig, definendolo uno dei più grandi produttori di tutti i tempi. Seduta vicina a lui avrebbe dovuto esserci Meryl Streep, candidata nella categoria Miglior Audiolibro, Narrazione e Storia registrata per Big Tree di Brian Selznick. L’attrice tre volte premio Oscar era, però, in ritardo.  «Non posso credere che Meryl Streep sia qui. Non posso davvero crederci! Sarà su questa sedia» ha scherzato Noah. Ma Streep è entrata di corsa in sala e ha dato un bacio sulla guancia all’attore prima di prendere posto. «Non devi scusarti con me. E sapete cosa vuol dire questo momento? Che i Grammy vinceranno un Oscar!» ha chiosato il comico.

    Noah ha, poi, sottolineato come le nomination di quest’anno siano state dominate dalle donne, da Taylor Swift a Billie Eilish, da Olivia Rodrigo a Lana Del Rey, fino a Miley Cirus e SZA.

    Le boygenius (Phoebe Bridgers, Lucy Dacus e Julien Baker) – ANSA/EPA/ALLISON DINNER

    La rivincita delle artiste

    E la maggior parte delle artiste ha vinto. La record-breaking Taylor Swift non si smentisce: è stata la prima artista in assoluto nella storia a vincere per la quarta volta la statuetta per Miglior Album dell’Anno, questa volta per Midnights. Billie Eilish si è aggiudicata il premio per Miglior Canzone dell’Anno per What Was I Made For, inserita nella colonna sonora di Barbie (che ha vinto anche nella categoria Miglior canzone scritta per i media visivi). La vittoria del brano, scritto dalla cantautrice insieme al fratello Finneas, rappresenta una sorta di rivincita per il film, che agli Oscar non ha ricevuto le nomination principali per la regista Greta Gerwig e la protagonista Margot Robbie.

    Primi due Grammys per Miley Cyrus, che grazie alla hit Flowers ha portato a casa i premi per la Miglior Registrazione dell’Anno e la Miglior performance pop solista. La Miglior performance pop per un duo o gruppo è andata, invece, a SZA e Phoebe Bridgers per Ghost In The Machine. Le due cantautrici sono state tra le più premiate della serata. SZA ha vinto il riconoscimento per Miglior Album Progressi R&B con SOS e per la Miglior Canzone R&B con Snooze. Bridgers, invece, è stata protagonista grazie alle boygenius, il supergruppo che ha fondato insieme alle cantautrici Julien Baker e Lucy Dacus. A loro, infatti, sono andati i riconoscimenti per il Miglior Album di Musica Alternativa per The Record, per la Miglior Canzone Rock e la Miglior Performance Rock grazie al singolo Not Strong Enough. Anche il Miglior Album R&B è andato a una artista donna, a Victoria Monét per Jaguar II. Monét è stata anche decretata Miglior Artista esordiente. Kylie Minogue ha vinto nella categoria Miglior Incisione Pop Dance con il brano Padam Padam, mentre Joni Mitchell ha vinto il premio per Miglior Album Folk con Joni Mitchell At Newport, il disco live cha segnato il suo ritorno sulle scene nel 2022. Lainey Wilson ha vinto il riconoscimento come Miglior Album Country per Bell Bottom Country. Ha fatto la storia anche la cantautrice colombiana Karol G, prima donna a vincere nella categoria Miglior Album di Música Urbana con Mañana será bonito.Ai Paramore guidati da Hayley Williams sono andate le statuette per Miglior Album Rock e Miglior Performance di Musica Alternativa con This Is Why.

    Tante le emozioni durante la serata. A sorpresa è salita sul palco Céline Dion, a distanza di mesi dall’ultima apparizione pubblica dopo l’annuncio della diagnosi della sindrome della persona rigida, una patologia del sistema nervoso che provoca rigidità muscolare progressiva e spasmi. La cantante canadese è entrata sul palco sulle note di The power of love – singolo di Jennifer Rush interpretato da Dion nel 1993 – ed è stata accolta da una lunga standing ovation. «Quando dico di essere felice di essere qui lo dico col cuore – ha dichiarato la cantante – Chi è fortunato abbastanza da essere qui ai Grammy non dovrebbe mai dare per scontato l’amore e la gioia incredibili che la musica porta nelle nostre vite e alle persone di tutto il mondo». È stata proprio Céline Dion a consegnare il premio come Miglior Album a Taylor Swift.

    Il periodo d’oro di Taylor Swift continua

    Un’emozionatissima Swift ha ritirato Grammy – il 14esimo – infrangendo un altro record, ovviamente. È la prima artista in assoluto a vincere quattro trofei nella categoria, battendo leggende come Stevie Wonder, Paul Simon e Frank Sinistra, con tre premi ciascuno. Salita sul palco insieme a Lana Del Rey, che ha ringraziato per essere tra le artiste che l’hanno ispirata, la cantautrice ha annunciato a sorpresa l’uscita di un nuovo album, The Tortured Poets Department, il prossimo 19 aprile.

    È un periodo d’oro per Taylor Swift, ancora impegnata con il mastodontico The Eras Tour, che arriverà in Italia, allo stadio San Siro di Milano, il 13 e 14 luglio. La cantautrice ha collezionato un numero impressionante di premi: ha vinto 10 Billboard Awards, 9 MTV Video Music Awards, è entrata ufficialmente nel Guinnes World Record proprio grazie al suo Eras Tour, decretato il tour musicale con il maggior incasso di sempre. E non solo. Taylor Swift: The Eras Tour è diventato il film-concerto con il maggior incasso di sempre, record prima detenuto da This Is It di Michael Jackson. Proprio all’inizio del 2024 la cantante di Anti-Hero è diventata l’artista solista con il maggior numero di settimane di presenza in vetta alla classifica degli album più venduti, battendo Elvis Presley. Nel 2023 è stata nominata Persona dell’Anno 2023 dal Time.

    La polemica di Jay-Z

    Non sono, ovviamente, mancate le polemiche. Questa volta a protestare è stato Jay-Z, salito sul palco insieme alla figlia Blue Ivy per ritirare il premio Dr. Dre Global Impact. Il rapper e produttore ha criticatol’organizzazione della Recording Academy, ricordando il boicottaggio di Will Smith e Dj Jazzy Jeff nel 1989, che avevano rifiutato di ritirare il riconoscimento per Best Rap Performance perché la premiazione della categoria non sarebbe stata trasmessa in televisione. Si trattava del primo Grammy mai assegnato alla musica hip hop.

    Ma non solo. Jay-Z ha sottolineato che la moglie Beyoncé non ha mai vinto il premio per Miglior Album dell’Anno nonostante sia l’artista ad aver ricevuto più premi: 32 vittorie su 88 nomination. L’ultimo album della cantante, Renaissance, non ha ricevuto alcuna nomination quest’anno.

    «Vi amiamo tutti. Vogliamo che voi capiate bene, o almeno che lo facciate bene – ha dichiarato Jay-Z – E ovviamente è soggettivo perché è musica ed è basata sulle opinioni, ma alcune cose… Non voglio mettere in imbarazzo questa giovane signora (indicando Beyoncé, NdR), ma ha più Grammy di tutti e non ha mai vinto l’Album dell’Anno. Quindi, anche secondo i vostri parametri, non funziona. Pensateci. Il maggior numero di Grammy, mai vinto come Album dell’anno».

    L’arresto di Killer Mike

    Di certo un’edizione memorabile, che verrà ricordata anche per l’arresto di Killer Mike.

    Il rapper si è portato a casa tre premi: quello per la Miglior Performance Rap e Miglior Canzone Rap per SCIENTIS&ENGINEERS (insieme ad Andre 3000, Future ed Eryn Allen Kane) e Miglior Album Rap per MICHAEL. Subito dopo, però, sono scattate le manette: i media hanno fatto riferimento a un presunto “alterco” con una guardia di sicurezza poco prima della cerimonia. Sembra che il rapper – al secolo Michael Render – sia stato rilasciato poco dopo.

    Il rapper Killer Mike – ANSA/EPA/ALLISON DINNER

    Gli omaggi

    Anche quest’anno si è tenuto il momento “In Memoriam” per ricordare gli artisti scomparsi nei mesi scorsi.

    Stevie Wonder ha ricordato Tony Bennett, il leggendario crooner morto lo scorso luglio a 96 anni, esibendosi in For Once in My Life e The Best Is Yet To Come. Un altro momento toccante è arrivato grazie a Annie Lennox che ha omaggiato l’iconica cantautrice e attivista irlandese Sinéad O’Connor, anche lei scomparsa nel luglio 2023. La fondatrice degli Eurythmics ha eseguito una struggente versione di Nothing Compares 2 U, uno dei brani più famosi di O’Connor, scritto da Prince, Ad accompagnare la cantante britannica c’erano Wendy&Lisa (Wendy Melvoin e Lisa Coleman), musiciste parte della band del polistrumentista scomparso nel 2016. Dopo la sua esibizione Lennox ha lanciato un appello per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

    Lenny Kravitz ha introdotto la performance di Jon Batiste per ricordare Clarence Avant, produttore e dirigente musicale, soprannominato “The Black Godfather”, morto lo scorso agosto. È stata, invece, Oprah Winfrey a introdurre l’omaggio a Tina Turner, scomparsa a maggio. Fantasia Barrino ha ricordato la regina del rock and roll con un’energia cover di Proud Mary.

    Ecco i vincitori dei Grammy Awards 2024

    Vediamo i vincitori e le vincitrici di questa 66esima edizione (qui tutte le nomination)

    Album dell’anno

    Midnights –Taylor Swift

    Registrazione dell’anno

    Flowers – Miley Cyrus

    Canzone dell’anno

    What Was I Made For?, (dal film Barbie), Billie Eilish O’Connell & Finneas O’Connell,

    Miglior Artista Emergente

    Victoria Monét

    Produttore dell’anno, non di musica classica

    Jack Antonoff

    Autore dell’anno, non di musica classica

    Theron Thomas

    Miglior performance pop solista

    Flowers – Miley Cyrus

    Miglior performance pop in duo/gruppo

    Ghost In The Machine, SZA featuring Phoebe Bridgers

    Miglior album pop vocale

    Midnights, Taylor Swift

    Miglior incisione Dance/Electronic

    Rumble Skrillex, Fred again.. & Flowdan

    Miglior incisione Pop Dance

    Padam, Padam, Kylie Minogue

    Miglior album di musica Dance/Electronic

    Actual Life 3 (January 1 – September 9 2022), Fred again..

    Miglior Performance Rock

    Not strong enough – boygenius

    Miglior Performance Metal

    72 Seasons, Metallica

    Miglior Canzone Rock

    Not Strong Enough, boygenius

    Miglior Album Rock
    This Is Why, Paramore

    Miglior Performance di Musica Alternative

    This Is Why, Paramore

    Miglior album di musica Alternative

    The Record – boygenius

    Miglior Performance R&B

    ICU, Coco Jones

    Miglior Performance Traditional R&B

    Good Morning, PJ Morton Featuring Susan Carol

    Miglior canzone R&B

    Snooze, SZA

    Miglior Album Progressive R&B

    SOS, SZA

    Miglior Album R&B

    Jaguar II, Victoria Monét

    Miglior Performance Rap

    SCIENTISTS & ENGINEERS, Killer Mike Featuring André 3000, Future ed Eryn Allen Kane

    Miglior Performance Melodic Rap

    All My Life, Lil Durk Featuring J. Cole

    Miglior Canzone Rap

    SCIENTISTS & ENGINEERS, Killer Mike Featuring André 3000, Future ed Eryn Allen Kane

    Miglior Album Rap
    MICHAEL, Killer Mike

    Miglior Album di poesia Spoken Word

    The Light Inside, J. Ivy

    Miglior Performance Jazz

    Tight, Samara Joy

    Miglior Album Jazz vocale

    How Love Begins, Nicole Zuraitis

    Miglior album Jazz strumentale

    The Winds of Change, Billy Childs

    Miglior album jazz orchestrale

    Basie Swings The Blues, The Count Basie Orchestra Directed By Scotty Barnhart

    Miglior Album Latin Jazz

    El Arte Del Bolero Vol. 2, Miguel Zenón & Luis Perdomo

    Miglior Album Alternative Jazz

    The Omnichord Real Book, Meshell Ndegeocello

    Miglior Album Traditional Pop vocale

    Sondheim Unplugged (The NYC Sessions), Vol. 3, (Various Artists)

    Miglior album Contemporary strumentale

    As We Speak, Béla Fleck, Zakir Hussain, Edgar Meyer, featuring Rakesh Chaurasia

    Miglior Album Musical

    Some Like It Hot

    Miglior Performance Country solista

    White Horse, Chris Stapleton

    Miglior Performance Country in duo/gruppo

    I Remember Everything, Zach Bryan Featuring Kacey Musgraves

    Miglior Canzone Country

    White Horse, Chris Stapleton

    Miglior Album Country

    Bell Bottom Country, Lainey Wilson

    Miglior Album Folk

    Joni Mitchell At Newport (Live), Joni Mitchell

    Miglior Album Latin Pop

    X Mí (Vol. 1), Gaby Moreno

    Miglior Album di Música Urbana

    Mañana será bonito, Karol G

    Miglior audiolibro, narrazione, storytelling

    The Light We Carry: Overcoming In Uncertain Times, Michelle Obama

    Miglior Compilation di colonna sonora per media visivi

    Barbie The Album, Artisti Vari

    Miglior colonna sonora per media visivi (compresi cinema e TV)

    Oppenheimer, Ludwig Göransson

    Miglior canzone scritta per i media visivi

    What Was I Made For?, (da Barbie The Album) Billie Eilish

    Miglior video musicale

    I’m Only Sleepin, Beatles, diretto da Jonathan Clyde, Sophie Hilton, Sue Loughlin e Laura Thomas

    Miglior film musicale

    Moonage Daydream, David Bowie, diretto da Brett Morgen

    di: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/EPA/ALLISON DINNER

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