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    Home » Archivio Storico » 2022 » Consiglio europeo, sì alla candidatura Ue di Ucraina e Moldavia
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    Consiglio europeo, sì alla candidatura Ue di Ucraina e Moldavia

    Francesca LasiDi Francesca LasiGiugno 23, 2022
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    Il premier Draghi ha chiesto un summit straordinario sull’energia

    Dal Consiglio europeo arriva il via libera allo status di candidati all’ingresso nell’Ue per Ucraina e Moldavia. I 27 hanno anche dato l’ok alla “prospettiva europea” per la Georgia.

    «Sono profondamente convinta che la decisione che abbiamo preso oggi ci rafforzi tutti – ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – Rafforza l’Ucraina, la Moldova e la Georgia di fronte all’aggressione russa e rafforza l’Unione Europea, perché mostra ancora una volta al mondo che l’Unione Europea è unita e forte di fronte alle minacce esterne. Penso che questo sia un momento di grande soddisfazione. E sono molto contenta dell’approvazione da parte dei leader delle nostre opinioni. Non ci può essere miglior segno di speranza per i cittadini di Ucraina, Moldova e Georgia in questi tempi difficili. Naturalmente, tutti i paesi devono fare i compiti prima di passare alla fase successiva del processo di adesione».

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è collegato con il vertice dopo l’ok. In un tweet ha scritto: «elogi sinceri per la decisione dei leader Ue di concedere all’Ucraina lo status di candidato. È un momento unico e storico nelle relazioni tra Ucraina e Unione Europea. Sono riconoscente a Charles Michel e a Ursula von der Leyen per il sostegno. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue».

    Arriva anche il commento dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, che su Twitter ha postato un video insieme al ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. «L’Ucraina prevarrà. L’Europa prevarrà. Oggi segna l’inizio di un lungo cammino che percorreremo insieme – ha affermato Borrell – Il popolo ucraino appartiene alla famiglia europea. Il futuro dell’Ucraina è con l’Ue. Restiamo uniti per la pace».

    «L’Ue è forte e all’altezza della situazione – ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue – La decisione di oggi è per il popolo ucraino e quello moldavo. Il messaggio trasmesso oggi è molto chiaro, molto forte, coerente con quello che l’Ue ha fatto fin dal primo giorno del conflitto: reagire in modo compatto con le sanzioni e ora con questa gesto politico. È un segnale molto forte rispetto alla Russia nel contesto geopolitico in cui ci troviamo. Faremo tutto il possibile per far sì che i voti necessari al parlamento bulgaro ci siano perché la Macedonia del Nord possa fare l’ultimo passo: nei prossimi giorni e nelle prossime settimane speriamo di poter fare questo ultimo passo. Vediamo un fenomeno di stanchezza di alcuni Paesi per l’allargamento dell’Ue, perché il percorso è lungo e duro – ha continuato l’inquilino dell’Eliseo – Servirà tantissimo tempo, siamo onesti. Invece dobbiamo operare in modo più rapido per stabilizzare il nostro vicinato. Alla nostra frontiera abbiamo la Russia, la Turchia e il Regno Unito e non possiamo lasciare un vuoto geopolitico».

    I leader europei hanno ribadito il sostegno militare a Kiev. «L’Unione Europea resta fermamente impegnata a fornire ulteriore sostegno militare per aiutare l’Ucraina – si legge nelle conclusioni – a esercitare il suo diritto all’autodifesa contro l’aggressione russa e a difendere la sua integrità e sovranità territoriale».

    I leader hanno, poi, attribuito la responsabilità della crisi alimentare alla Russia e l’hanno invitata a sbloccare i porti sul Mar Nero per permettere l’esportazione del grano. «La Russia, usando il cibo come arma nella sua guerra contro l’Ucraina, è l’unica responsabile della crisi globale della sicurezza alimentare – si legge ancora nelle conclusioni – [L’Ue, NdR] esorta la Russia a smettere di prendere di mira le strutture agricole e a sbloccare il Mar Nero, in particolare il porto di Odessa, in modo da consentire l’esportazione di grano e la navigazione commerciale».

    La presidente della Moldavia Maia Sandu ha parlato di “giornata storica”. «Stiamo iniziando il percorso verso l’Ue che porterà prosperità al nostro popolo – ha affermato Sandu – darà più opportunità e garantirà un migliore ordine nel Paese».

    La Georgia è determinata a qualificarsi per lo status di candidato all’adesione all’Ue, dopo la decisione del Consiglio Ue di rinviare la candidatura di Tbilisi. «Siamo pronti a lavorare con determinazione nei prossimi mesi per raggiungere l’obiettivo» ha dichiarato la presidente Salomé Zourabichvili.

    Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiesto al Consiglio europeo di convocare un summit straordinario sull’energia nelle prossime settimane. Lo riferiscono da Bruxelles.

    Stando a quanto riferito, la proposta sarebbe sostenuta anche da altri Paesi Ue, tra i quali la Francia.

    In merito al price cap per il gas, l’Olanda ha chiarito di non essere contraria per principio ma ha sottolineato che “sulla base delle prove che abbiamo, pensiamo che potrebbe non funzionare come alcuni pensano”.

    Il premier ungherese Viktor Orban si oppone a nuove sanzioni. «Diciamo sì all’adesione dell’Ucraina all’Ue, diciamo sì alla pace e diciamo no a ulteriori sanzioni – ha dichiarato Orban – Ora non servono nuove sanzioni, ma la pace perché è l’unico antidoto all’inflazione di guerra».

    di: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/ EPA/OLIVIER HOSLET

    consiglio europeo MARIO DRAGHI summit straordinario energia
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