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Aumenta il bilancio delle vittime dopo il bombardamento a Dnipro, dove sono stati ritrovati 44 corpi. Putin: “il 2022 anno difficile per la Russia”

Si aggiorna ancora il bilancio della distruzione del razzo russo che si è abbattuto su Dnipro il 14 gennaio. Secondo il vice capo dell’ufficio del presidente Zelensky, Kyrylo Tymoshenko, l’attacco ha ucciso 44 persone (l’ultima vittima è un bambino, il quarto trovato morto sotto le macerie) e distrutto oltre 200 appartamenti del plesso residenziale.

È anche in risposta a questa “crescente aggressione e ai bombardamenti indiscriminati della Russia” che la Gran Bretagna ha deciso di inviare un nuovo contingente di armi a Kiev. Si tratta in questo caso di carri armati Challenger 2, come dichiarato dal segretario alla Difesa di Londra Ben Wallace che ha però voluto precisare che nessuno di questi aiuti internazionali costituisce un “attacco alla Russia o un’aggressione orchestrata dalla Nato, per non parlare di una guerra per procura“.

Il presidente Zelensky ha ricevuto anche una delegazione statunitense guidata dalla vice-segretaria di Stato Wendy Sherman per discutere di sicurezza e valutare i criteri dell’assistenza americana. Sul tavolo progetti per rafforzare la sicurezza ucraina, migliorare l’economia e sviluppare una partnership bilaterale commerciale di lungo termine. Presente anche il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov.

Intanto il presidente Zelensky, nella sua intervista a Porta a Porta, ha confermato che Giorgia Meloni “verrà presto. L’aspetto molto in Ucraina in visita ufficiale. Non posso comunicare la data, ma presto“.

«Aspettiamo molto Giorgia. Non dico Giorgia Meloni perché durante il nostro primo colloquio lei mi ha detto: “Volodymyr mi chiami, per favore, Giorgia…e così abbiamo iniziato la conversazione con lei – aggiunge Zelensky. – Io ho visto in lei un primo ministro estremamente concreto. Mi è assolutamente chiara la sua retorica. Anche se nella società c’erano delle sensazioni diverse perché l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi sosteneva l’Ucraina e ora c’è un governo diverso e c’era chi divulgava informazioni che questo governo sarebbe stato più filorusso. Invece al giorno d’oggi vedo Giorgia filoitaliana e questa èla cosa più importante: che è proitaliana e sostiene l’Ucraina. E sostiene i valori comuni. Oggi è così».

Putin: “il 2022 è stato un anno difficile per la Russia”

«Il 2022 è stato un anno molto difficile per la Russia»: ad affermarlo è il presidente Putin in una riunione sulle questioni economiche. Ad ogni modo, “siamo riusciti a superare quei rischi che si sono presentati, in gran parte inaspettati“, aggiunge il leader del Cremlino, assicurando che quei rischi “sono stati superati con successo anche se nel 2022 non li conoscevamo e non li capivamo“. I rischi “tecnologici e infrastrutturali” invece “non sono ancora stati risolti. Capiamo cosa sta succedendo e che tipo di difficoltà incontreremo“.

Von der Leyen: Ue sempre con l’Ucraina

In occasione del Forum di Davos la presidente della Commissione Europea ha parlato della nuova tranche di aiuti, da tre miliardi di euro (parte di un pacchetto da 18 miliardi per il 2023) assicurando all’Ucraina che “l’Europa sarà sempre con voi” e lo sarò “per tutto il tempo necessario“.

Rosenergoatom: “presenza Aiea nelle centrali non salva dal disastro nucleare”

Mentre l’Aiea continua a spingere per mandare una sua delegazione permanente nelle centrali nucleari in Ucraina, l’agenzia russa Rosenergoatom che gestisce gli impianti del Paese frena le aspettative: «l’Aiea – spiega l’operatore energetico – non ha né il potere legale, né la capacità tecnologica o di altro tipo per sventare una catastrofe nucleare in caso di attacchi di artiglieria o di MLRS», ossia sistemi missilistici a lancio multiplo, o “attacchi aerei“. A parlare è il consigliere dell’ad di Rosenergoatom, Karchaa.

Da questo punto di vista, prosegue Karchaa, la presenza degli ispettori Aiea non avrebbe alcuna efficacia in termini di sicurezza ma sarebbe invece politicamente motivata.

Mosca rinforza la difesa, fino a 1,5 milioni effettivi entro il 2026

Il Ministero della Difesa russa ha annunciato un potenziamento delle forze armate: tra il 2023 e il 2026 è previsto un aumento fino a 1,5 milioni effettivi. Le capacità dell’esercito saranno rafforzate in particolare nei settori della Marina, delle forze aerospaziali e di quelle missilistiche.

Davos parla all’Ucraina, Von der Leyen: “nessuna impunità”

Anche dal forum in corso a Davos si alzano le voci contro le atrocità della guerra in corso. Von der Leyen ha ribadito che “non ci sarà nessuna impunità contro questi crimini“. Poi, rivolgendosi al popolo ucraino, la presidente della Commissione prosegue: «nemmeno gli attacchi senza sosta della Russia ai civili, o lo spettro di un inverno brutale, hanno fatto vacillare la vostra determinazione. Nell’ultimo anno, il vostro Paese ha commosso il mondo e ispirato tutta l’Europa» continua ricordando che ancora oggi i Paesi dell’Unione “stanno fornendo armamenti sempre più fondamentali” e ospitano “circa quattro milioni di ucraini“.

Al forum ha preso parte anche la first lady ucraina, Olena Zelenska, per ribadire che è solo con il “ritiro delle truppe russe da tutto il territorio ucraino” che “verrà ristabilito il diritto internazionale. L’unità è ciò che può riportare la pace“.

«Nessun bambino dovrebbe fare i compiti con la luce delle candele, nessuno medico dovrebbe operare con la torcia elettrica – aggiunge Zelenska. – Nei territori occupati, migliaia di ucraini attendono di essere liberati e nel frattempo subiscono la repressione dei russi. Nel nostro Paese nessuno è al sicuro, si rischia la vita ogni giorno perché non ci sono luoghi off-limits per il nemico».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/FERMO IMMAGINE