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    Home » Archivio Storico » 2023 » Benzina, Mattarella firma il decreto
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    Benzina, Mattarella firma il decreto

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiGennaio 14, 2023
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    Tensioni tra FI e FdI, Lollobrigida e Ronzulli tentano di mediare

    Il clima, che si era scaldato notevolmente con i benzinai che accusavano il governo di volerli rendere il capro espiatorio dei prezzi folli della benzina, è tornato sereno. E per il sollievo degli automobilisti lo sciopero non ci sarà. Il progetto di agitazione è stato revocato dopo il “chiarimento” avuto durante l’incontro con l’esecutivo, che ha prodotto il testo firmato oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato a minuti sulla Gazzetta Ufficiale; tra le norme che entreranno in vigore da domani, anche quella che prevede l’obbligo per i benzinai di esporre alla pompa un cartello che indichi il prezzo medio dei carburanti calcolato di giorno in giorno dal ministero per le Imprese.

    Le sigle sindacali Faib, Fegica e Figisc/Anisa sottolineano in una nota che è stata “ripristinata una verità inequivocabile: i gestori non hanno alcuna responsabilità per l’aumento dei prezzi”. Ora si attendono le misure del Governo Meloni per fermare una spirale ascendente che rischia di svuotare il portafoglio non solo di chi ha bisogno di fare il pieno per muoversi e lavorare, ma anche delle famiglie in generale, visto che da un aumento del gasolio dipende anche un aumento dei prezzi dei beni, compresi quelli alimentari e di prima necessità. “Ora è il momento di lavorare seriamente per restituire efficienza e piena legalità alla rete – si legge nella nota congiunta dei sindacati -. Già nei prossimi giorni, le organizzazioni dei gestori si rendono disponibili ad affrontare i temi sul tavolo e a individuare strumenti anche normativi utile ad affrontare sia la contingenza che soprattutto la prospettiva”. Una prima misura potrebbe essere l’ampliamento del bonus carburante fino a fine 2023. La misura sulla benzina da 200 euro per i lavoratori dipendenti è stata infatti prorogata fino a fine anno, contro la precedente soluzione che la vedeva in scadenza a marzo. C’è però una grossa incognita: non c’è obbligo da parte delle aziende a concederla ai lavoratori dipendenti, e la valutazione resta così in capo ai singoli imprenditori.

    Il caro benzina non è solo però una faccenda economica: ha creato infatti qualche “strappo” tra i partiti di maggioranza. Il ministro per le Politiche agricole Francesco Lollobrigida ci ha tenuto a sottolineare: «credo che una persona intelligente come Berlusconi non affermerebbe mai una cosa che non ha logica. La scelta sulle accise è stata corale, di tutta la maggioranza. Ero alla riunione con i capigruppo di tutti i partiti, compresa Forza Italia, quando si è deciso di percorrere questa strada e trovo anomalo approvare una soluzione e poi contestarla sui giornali». Una risposta piccata al mittente, insomma, dopo le polemiche del Cavaliere all’operato del governo, che per voce di Lollobrigida nell’intervista rilasciata a Corriere della Sera precisa: “anche alla luce della scelta di Francia e Spagna di eliminare il contributo aggiuntivo e della Commissione Ue, che ha sconsigliato interventi orizzontali, non giudico sbagliata la decisione del Governo. Ma se pure fosse stato un errore, sarebbe stato fatto da tutta la maggioranza. La premier non ha preso questa scelta in autonomia. E se FI riteneva prioritario l’intervento sui carburanti doveva dire dove prendere le risorse“. Anche Licia Ronzulli, capogruppo FI al Senato, tenta di sedare la narrazione del “malumore interno”: «non ci sono fibrillazioni all’interno della maggioranza, è una narrazione che non corrisponde alla realtà perché un confronto non è mai una lite – aggiunge – sulle accise c’è soltanto una posizione: giusto aver dedicato quelle risorse al caro bollette, ma pronti a intervenire in caso di un aumento dei prezzi dei carburanti».

    di: Caterina MAGGI

    FOTO: ANSA

    benzinai decreto GOVERNO MATTARELLA rincari
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