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Custodia cautelare per 942 ultras di Bolsonaro arrestati dopo il tentato golpe

La custodia cautelare è stata ordinata, dalla Corte Suprema brasiliana, per 942 sostenitori di Jair Bolsonaro arrestati durante il tentato golpe dell’8 gennaio. In totale gli arresti durante l’assalto alle Istituzioni furono 1406.

Istruttore del caso è il magistrato Alexandre de Moraes che ha portato a termine l’analisi delle udienze di custodia degli arrestati in flagranza di reato e che andranno in carcere a tempo indeterminato. Per alte 464 persone le misure cautelari saranno di libertà provvisoria con diverse condizioni, tra cui l’uso della cavigliera elettronica e rapporti settimanali alle autorità. Per 648 persone è stato invece disposto il rilascio per “motivi umanitari”, si trattava di anziani, malati o donne con bambini. Anche i loro nomi sono comunque stati inseriti nelle indagini.

Il magistrato ha segnalato che “la condotta è stata illecita e grave, con l’intento, mediante violenza e minacce gravi, di impedire l’esercizio dei poteri costituzionali” e che negli atti del procedimento “c’è la prova dell’effettiva partecipazione degli indagati a un’organizzazione criminale che ha agito nel tentativo di destabilizzare le istituzioni repubblicane“.

Alle persone per cui è stato disposto il carcere viene riconosciuto di aver partecipato ad “atti di terrorismo” e “distruzione di proprietà pubblica” e risponderanno dei reati di “associazione a delinquere, abolizione violenta dello Stato di diritto democratico e colpo di Stato“. Alcuni sono anche accusati di “minaccia, persecuzione e incitamento al crimine“.

Nel mentre al governatore di Brasilia, Ibaneis Rocha, sospeso dalle sue funzioni in seguito all’invasione sovranista dei palazzi della democrazia dell’8 gennaio, e indagato per omissioni, è stato chiesto di consegnare lunedì mattina il suo telefono cellulare alla polizia federale.  Ieri le forze dell’ordine avevano passato al setaccio la casa e gli uffici del governatore, sulla base di cinque mandati di perquisizione e sequestro spiccati contro Rocha e contro il suo vice, Fernando Oliveira, portando via computer e documenti.

Il governatore, che al momento della perquisizione si trovava fuori Brasilia, ha usato Twitter per commentare che l’operazione della polizia dimostrerà la sua “completa innocenza”

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/ANDRE BORGES