Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » 51.200 anni di arte figurativa
    Archivio

    51.200 anni di arte figurativa

    RedazioneDi RedazioneDicembre 5, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Ricercatori di diversi istituti del mondo hanno trovato sull’isola indonesiana di Sulawesi la più antica pittura rupestre mai scoperta. Il dipinto risale ad almeno decine di migliaia di anni fa

    Oltre ad essere nota per una smisurata ricchezza di fauna e flora, di spiagge e panorami memorabili, l’isola di Sulawesi, collocata ad est del Borneo, in Indonesia, è anche celebre per la recente scoperta della pittura rupestre più antica del mondo. Realizzata circa 51.200 anni fa con il pigmento rosso, questa sembra ritrarre una scena di caccia in cui tre figure stilizzate, quasi certamente umani, si trovano attorno a quello che potrebbe essere un grande suino. È proprio il suo raccontare una storia, ovvero l’essere un’opera d’arte figurativa, a renderla ancora più intrigante.
    Ma come è stata datata? La scoperta della più antica opera d’arte rupestre è avvenuta grazie al lavoro di un gruppo di ricerca di importanza internazionale guidato da alcuni scienziati australiani dell’Università di Griffith, i quali hanno cooperato con la Facoltà di Scienze Culturali dell’Università Hasanuddin, con l’Agenzia nazionale per la ricerca e l’innovazione di Giacarta, con la Facoltà di Belle Arti e Design del Bandung Institute of Technology, e con altri centri. Gli scienziati, diretti da due docenti della Facoltà di Scienze Umane, Lingue e Scienze Sociali dell’ateneo del Queensland, Adhi Agus Oktaviana e Maxime Aubert, hanno trovato questo dipinto su una parete rocciosa di Leang Karampuang, la zona carsica calcarea di Maros-Pangkep situata nell’area meridionale dell’isola di Sulawesi. La tecnica della quale si sono avvalsi per il rinvenimento, la LA-U imaging (laser ablation uranium-series), è una delle più recenti e si basa sulla deposizione del calcare. Quando l’acqua filtra attraverso la roccia sulla quale si trovano i disegni, trasporta minime concentrazioni di uranio, il quale a sua volta decade in torio. Analizzando questo composto e l’uranio negli strati di materiale che si depositano sui disegni, è facile determinare con precisione il periodo in cui queste furono dipinte. È quindi proprio in questo modo che si è potuto stimare, con alta meticolosità, il periodo storico della realizzazione delle pitture di Leang Karampuang. Si tratta di una tecnica altamente moderna, molto più semplice, più precisa ed economica rispetto a quella usata in precedenza e che richiede minimi campioni di roccia. Un sistema che si è dimostrato importantissimo nella scoperta delle opere che in precedenza erano di tipo astratto, ovvero non raccontavano una storia o rappresentavano la realtà.

    Le pitture su pareti rocciose, appunto quelle rupestri, sono tra le più antiche espressioni artistiche generate dall’uomo. Fino a qualche mese fa le più datate erano quelle situate in una grotta del Borneo, ideate 48.000 anni fa. Sperimentando la LA-U imaging anche su di esse, si è però scoperto che effettivamente queste avevano almeno 4.000 anni in più rispetto a ciò che era stato invece dimostrato dal sistema della serie dell’uranio utilizzato nel 2019. Le due opere, quella che oggi detiene il record e la seconda in classifica, si trovano sulla stessa isola a soli 10 chilometri di distanza. In base a ciò che è stato scoperto fino ad oggi, le pitture rupestri narrative sono divenute comuni tra 15.000 e 10.000 anni fa. «Noi umani definiamo noi stessi come una specie che racconta storie, e questi dipinti sono la più antica testimonianza di ciò – ha dichiarato l’archeologo Maxime Aubert, della Griffith University. – Questa nuova scoperta segna il superamento della barriera dei 50.000 anni».

    Crediti: ktaviana et al., Nature, 2024

    La scoperta delle pitture di Leang Karampuang mette in evidenza l’ingegno degli uomini del Paleolitico, i quali si mostrarono capaci di comunicare attraverso l’arte concetti anche piuttosto complessi. Si pensa, grazie ad ipotesi condotte da scienziati, che entrambi i dipinti indonesiani possano essere stati creati dall’Homo sapiens il quale, circa 65 mila anni fa, si spostò nel sud-est asiatico prima di giungere in Oceania. «Non sappiamo esattamente cosa stessero facendo – ha detto Aubert – ma solamente il fatto di aver scoperto che i primi esseri umani fossero in grado di raccontare una storia così sofisticata attraverso l’arte, potrebbe aiutarci a far luce sulla nostra evoluzione e sulle abilità cognitive», ha concluso.

    E poi il professore della Griffith University, Adam Brumm: «la narrazione ha svolto una parte molto importante nell’evoluzione dell’uomo e forse aiuta anche a spiegare il successo della nostra specie. Trovarne conferma nell’arte, però, specialmente in un dipinto rupestre così antico, è un fatto eccezionalmente raro», ha raccontato.

    C’è però un enorme ed enigmatico gap artistico-temporale tra quelle che sono le primissime immagini realizzate e l’arte rappresentativa indonesiana. Mentre le prime risalgono a circa 100 mila anni fa e sono essenzialmente esempi artistici come semplici linee e impronte di mani, ritrovate in Sud Africa e in Europa (Spagna), le seconde risalgono a 50 mila anni fa e sono molto più complesse. Questo salto temporale potrebbe essere interpretato come una loro scomparsa determinata dal passare degli anni oppure come una loro effettiva esistenza non ancora tramutata in scoperta. Anche Chris Stringer, antropologo del Museo di storia naturale di Londra, è intervenuto: «a mio avviso quest’ultima scoperta rafforza l’idea che l’arte rappresentativa fu prodotta per la prima volta in Africa, prima di 50mila anni fa, e che si diffuse con l’espansione della nostra specie. Se questo fosse vero, devono ancora emergere molte nuove prove a sostegno di altre aree, compresa l’Africa».

    Le pitture di arte figurativa sono tutt’altro che rare sull’isola di Sulawesi e sono antichissime: un fatto che indica come l’attuale Indonesia oggi rappresenti una vera e propria miniera per lo sviluppo culturale dei nostri antenati Homo sapiens. Basti pensare che quelle più conosciute in Europa sono le grotte di Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna, e risalgono “soltanto” a 17 mila anni fa.

    L’eccezionalità del recente rinvenimento artistico non è legata solo all’antica età della pittura, ma anche e forse soprattutto a ciò che viene rappresentato, al valore del contenuto di questa. La scena che si è presentata agli occhi degli studiosi è narrativa: attraverso delle immagini si comunica un particolare avvenimento o una successione di eventi. E quindi torna la straordinarietà degli uomini del Paleolitico, della loro abilità di saper esprimere emozioni e concetti, come miti e storie, tramite l’arte, e della capacità di queste immagini di resistere al passare degli anni.

    arte figurativa indonesia Leang Karampuang pittura rupestre sulawesi TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Redazione

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}