Dalla Chiesa sarà capolista nell’uninominale. Borrell: “tutto il mondo seguirà con molta attenzione il risultato delle elezioni in Italia”
Giuseppe Conte non ha lasciato margine alle interpretazioni: il M5S alle regionali in Sicilia “correrà da solo per dare riscatto e dignità a tutta l’isola“.
«Alcune settimane fa ero stato chiaro: quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è andata nella capitale: il Pd ha scelto l’agenda Draghi, rinnegando tutto il lavoro realizzato in direzione progressista durante il Conte II. Nonostante questo, in Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie. Dal Partito democratico, però, ancora una volta non sono giunte risposte adeguate. Siamo arrivati a questo paradosso: da una settimana c’è un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste», ha aggiunto il leader dei Pentastellati, sottolineando come la Sicilia “merita francamente di più. Ai cittadini abbiamo il dovere di trasmettere credibilità, trasparenza, passione. In una parola, fiducia: quella che sembra ancora una volta mancare. Questa nostra linea di condotta è una garanzia per i siciliani e per tutti gli italiani: saremo sempre dalla parte giusta“.
Scelta che, secondo il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, garantisce “vittoria abbastanza facile a questo punto”.
La lista “Palamara oltre il sistema” non concorrerà alle elezioni politiche del 25 settembre
Luca Palamara ha deciso: non correrà alle elezioni politiche del 25 settembre “ma l’impegno sul grande tema della giustizia ovviamente continua“.
«Purtroppo raccogliere le firme de visu, collegio per collegio, in tempi così stretti e nel periodo estivo, senza avere la possibilità di farlo via pec con la firma digitale, ci ha impedito nei fatti di poter concorrere alle oramai imminenti elezioni politiche. È doveroso comunque sottolineare come in questo modo venga impedita la rappresentanza di tutto quel consenso e quell’entusiasmo manifestato da tanti cittadini in occasione dei numerosi incontri pubblici che sul tema della giustizia sono stati affrontati negli ultimi due anni e che proseguiranno nei prossimi mesi con tanti incontri pubblici già fissati. È indubbio che il sistema elettorale così come è tenda a privilegiare i partiti grandi e coloro che sono riusciti ad utilizzare un emendamento per assicurarsi la possibilità di non raccogliere le firme per presentare le liste col proprio simbolo alle elezioni politiche del settembre 2022 precluso invece alle nuove forze politiche», ha spiegato Palamara.
Meloni: “mi candido a l’Aquila, scelta di cuore”
Giorgia Meloni risponde all’attacco di Enrico Letta in merito al video dello stupro di Piacenza pubblicato sui social della leader di Fdi, affermando che non consente al segretario del Pd “di diffondere menzogne sul mio conto e fare bieca propaganda“. «Il video pubblicato sui miei social è oscurato in modo da non far riconoscere la vittima ed è preso dal sito di un importante quotidiano nazionale, a differenza di quanto da lui sostenuto. Questi metodi diffamatori e che distorcono la realtà sono ormai caratteristici di una sinistra allo sbando, lo sappiamo tutti da tempo, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto quando si parla di stupri e violenza sulle donne. E mi vergogno francamente di leader politici che mentre usano uno stupro per attaccare me non spendono una parola di solidarietà per la vittima, evidentemente per paura di dover affrontare il tema dell’emergenza sicurezza aggravato», ha concluso Meloni in un post su Facebook.
Sempre sulla piattaforma social, attraverso un video elettorale, la leader di Fdi si è espressa in merito allo Stato che “o non crea ricchezza e posti di lavoro, sono le imprese e i lavoratori a farlo. Quello che lo Stato può fare, però, è stabilire regole che favoriscano chi crea quella ricchezza e quei posti di lavoro. In che modo? Riducendo il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto costa un lavoratore al datore di lavoro e quanto concretamente arriva in busta paga. Si può fare, facendo pagare a determinate condizioni allo Stato una parte dei contributi previdenziali che oggi sono a carico dell’impresa e del lavoratore. Sono misure che esistono già sulla carta, ma che vanno enormemente potenziate. Però non basta. Fratelli d’Italia pensa che a questo vada aggiunto un sistema fiscale che premi le imprese che creano posti di lavoro in Italia rispetto a quelle che non lo fanno, secondo il principio del chi più assume, meno tasse paga“.
Meloni, in merito alla sua candidatura a l’Aquila, ha sottolineato come sia “un legame indissolubile” con “una terra dove è iniziata una delle più importanti esperienze politiche e amministrative del nostro movimento e i risultati del buongoverno nel capoluogo e in Regione ne sono la testimonianza” ed è proprio per questo che “ho deciso di raccogliere l’appello della classe dirigente di Fratelli d’Italia in Abruzzo e di candidarmi nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo“.
Borrell: “tutto il mondo seguirà con molta attenzione il risultato delle elezioni in Italia”
L’alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, ha dichiarato che “tutto il mondo seguirà con molta attenzione il risultato delle elezioni in Italia, sottolineando che il suo ruolo gli impone “di non avere inclinazioni per una parte politica ma non è un mistero che il premier Mario Draghi sia una persona dalle più alte credenziali europeiste e che è stato molto netto nel suo sostegno all’Ucraina“.
Borrell ha precisato, rispondendo ad una domanda sugli eventuali timori di un governo di estrema destra, che “non so quale sarà l’attitudine del prossimo governo italiano perché non so quale sarà il prossimo governo“.
Pizzarotti: “non mi candido, in terzo polo scelte conservative e poco coraggio”
Tramite un post pubblicato su Facebook, l’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ha affermato che la sua partecipazione “alle elezioni politiche finisce qui, cioè non inizia“. Pizzarotti ha aggiunto che “non sarò candidato, non ci sono stati spazi seri nel progetto del Terzo Polo per candidature non direttamente collegate ad Azione e Italia Viva. La scelta “conservativa” e poco coraggiosa è stata quella di “salvare l’attuale dirigenza” senza aprirsi a rappresentanti dei territori e di persone che potessero far crescere questo nuovo soggetto. Non c’è stato posto per Gabriele Albertini, non c’è stato posto per Federico Pizzarotti e per altre figure che pure avrebbero a mio parere offerto un importante contributo e un messaggio di apertura e pluralità. Non è stato così, purtroppo le fusioni a freddo realizzate in due settimane hanno queste conseguenze“.
Forza Italia sceglie Rita Dalla Chiesa in Puglia. Renata Polverini no al Senato
Forza Italia ha trovato la propria quadra in merito alle liste elettorali, puntando tutto sulla figura di Rita Dalla Chiesa che comparirà in vari listi plurinominali in varie Regioni, con il posto garantito dal collegio blindato in Puglia. A seguire, ci saranno Michele Boccardi, Maria Tiziana Rutigliani e Domenico Damascelli.
Oggi, inoltre, dalle ore 20.00 non sarà più possibile presentare la candidatura al Parlamento, termine dopo il quale inizierà la verifica sulla regolarità delle domande depositate.
I tre magistrati nominati dai presidenti di Tribunali e Corte di Appello, di cui uno con funzioni di presidente, avranno un massimo di 48 ore per comunicare il nulla osta definitivo alle candidature al nuovo Parlamento.
«Care elettrici e cari elettori, il venticinque settembre non troverete il mio nome nelle liste elettorali di Forza Italia; ho declinato, infatti, la proposta di una candidatura al Senato che sarebbe stata di pura testimonianza», ha scritto Renata Polverini, deputata di Forza Italia, in un post su Facebook, dove ha sottolineato che le motivazioni risiedono nel “rispetto della Regione che ho avuto l’onore di rappresentare e dello stesso partito che, con Berlusconi in prima linea, mi aveva sostenuto in quella difficile battaglia nonostante la singolare vicenda della lista non presentata. Non ne faccio un caso personale considerato che moltissimi colleghi, ancor più meritevoli di me, non sono stati presi in considerazione in virtù di una logica che francamente sfugge“.
Letta: “Liste? Chi si vuole candidare con ricatti può andare altrove”
«Io sapevo benissimo che era tutto difficile per il motivo molto semplice che è la prima volta che si vota con una riduzione del numero dei parlamentari. C’è un terzo dei seggi in meno. Quindi la strettoia è enorme e non c’è stato il tempo per fare quello che avrei voluto, fare cioè le primarie», ha dichiarato il segretario del Pd, Enrico Letta, aggiungendo di aver ricevuto “tante richieste dai territori” ma sottolineando che “chi si vuole candidare con questi ricatti può passare tranquillamente dall’altra parte”.
Sui dati “ha ragione Giorgia Meloni, non mentono. L’ultima volta che la destra ha governato, eravamo a un passo dal default. All’Economia Tremonti. Premier Berlusconi. Ministro per le Politiche giovanili Meloni. Risultato? Disoccupazione giovanile dal 21,4% al 31,6%”, ha affermato il segretario del Pd.
Sulla polemica di Salvini in merito alla presenza di Giorgia Meloni in tv, Letta preferisce non immischiarsi, ma che questa sarà una “possibilità per gli italiani di capire le differenze” nella campagna elettorale.
Inoltre, Letta, ha evidenziato la necessità di stabilire un tetto al prezzo dell’energia elettrica “per un periodo straordinario“, così da poter “avere un prezzo calmierato e non soffrire più dei tremendi aumenti che abbiamo oggi“, i quali porterebbero ad una situazione dove “ci troveremo con aziende chiuse“.
Salvini: “Meloni in tv per Cdx? Preferirei confronto per tutti”
Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è espresso su Rtl 102.5 in merito al duello tv Meloni-Letta, affermando che avrebbe piacere “a confrontarsi con Enrico Letta“, aggiungendo che “sulle televisioni pubbliche e private tutti abbiano modo di confrontarsi con tutti. Io con Letta mi confronterei domani mattina, ma questo vale per Renzi, Di Maio e chiunque altro”.
«Come nomi esterni vedo che la sinistra candida vip. Noi abbiamo volti noti ma sindaci, imprenditori, rappresentanti del volontariato che in Parlamento sapranno cosa fare fin dal primo giorni. E la squadra della Lega di governo è tutta riconfermata», ha aggiunto Salvini in merito alle liste elettorali, sottolineando nuovamente che “l’obiettivo della flat tax è abbattere l’evasione fiscale. Non riguarda Berlusconi. In questo momento è impensabile estenderla a milionari, si parte con chi guadagna meno. Non si può dire che se vince Salvini l’indomani tutti pagano il 15%”.
In merito al reddito di cittadinanza, l’ex ministro dell’interno ha dichiarato che non ha intenzione di cancellarlo, bensì di volerlo modificare. Sul tema pensioni, invece, “i primi messaggi di questa mattina li ho inviati ai segretari di Cgil, Cisl e Uil per invitarli a trovarci e confrontarci su Quota 41” ha concluso Salvini.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA
