Si guarda alle elezioni anticipate: il totodata dice il 2 ottobre, saltando la Pasqua ebraica del 25 settembre
La crisi di Governo continua a tenere il Paese in scacco. Dopo il discorso fatto ieri dal presidente dei pentastellati, Giuseppe Conte, oggi si è nuovamente riunita l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle con Conte.
Intanto è arrivata notizia che i governatori di Abruzzo, Marche e Sicilia, Francesco Acquaroli e Nello Musumeci, non firmeranno l’appello al premier Draghi.
Assemblea congiunta M5S
Dopo lo stop di ieri sera, è ripresa questa mattina la riunione in videoconferenza tra i parlamentari pentastellati. Una fonte interna dichiara all’Adnkronos che “per ora 17 eletti si sono espressi contro la fiducia a Draghi, mentre 10 si sono detti favorevoli“. Dalla parte dell’ex premier ci sarebbero. tra gli altri, Vittoria Baldino, Filippo Scerra, Daniela Torto, Luigi Gallo.
Le dichiarazioni di Luigi Di Maio
In un’intervista a La Stampa e Il Messaggero il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, afferma: «se le cose restano come sono oggi Mario Draghi mercoledì rassegnerà le sue dimissioni davanti al Parlamento».
E tra giovedì e venerdì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglierà le Camere”.
Poi aggiunge: «il partito di Conte sta ancora cercando di decidere cosa fare. Il capogruppo della Camera aveva convocato una riunione contro la volontà del leader, secondo i ministri bisogna dirsi pronti a una nuova fiducia a Draghi. Sono divisi e a rischiare tutto ora sono i cittadini. Il vero tema è spiegare da dove parte questa instabilità: è innescata da un partito, il partito di Conte che non ha più nulla a che vedere con il Movimento 5Stelle, che il 20 giugno ha ricevuto l’endorsement dall’ambasciatore russo a Roma sulla bozza di risoluzione che indicava la linea italiana sull’Ucraina».
Guardando al contesto internazionale, spiega: «è sicuro che Putin lavori per destabilizzare l’Italia e l’Europa. Chi sta provocando la crisi sta regalando il Paese all’estrema destra. In più, sono sicuro che Conte stia compiendo una vendetta politica buttando giù Draghi: ancora non si dà pace per non essere riuscito a restare a palazzo Chigi. il vero obiettivo di Conte è andare a elezioni per azzerare il gruppo parlamentare e non ricandidare il 99% dei deputati e dei senatori uscenti. Tanto più che alle elezioni andranno malissimo. Quando quest’estate e quest’autunno ci ritroveremo con un Paese impossibilitato a risolvere i problemi degli italiani su bollette, inflazione, gas, ci sarà una decisione da prendere: stare con i sovranismi e gli estremismi o scegliere il riformismo» – sottolinea drastico.
«Dobbiamo guardare, come dice Draghi, alla maggioranza di unità nazionale. Tutto il mondo libero sta chiedendo di fare andare avanti il governo Draghi. A tifare contro, sono i regimi. Ho quei comunicati qui davanti: Stati Uniti, Germania, Vaticano, Commissione europea. Mi hanno chiamato associazioni di categoria che stanno comprando pagine di giornali per chiedere a Draghi di ripensarci» – conclude.
Le altre reazioni
Si mostra deciso anche il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. «Siamo favorevoli a che il Governo continui a lavorare fino al termine della legislatura, come Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto per senso di responsabilità verso il Paese. Ma il M5s di Conte non può più farne parte – ha detto a Il Corriere della Sera. – Aprire questa crisi è stata una follia. Tornare con il M5s significa cedere ai ricatti di chi ha bruciato in un colpo solo 18 miliardi degli italiani e affossato l’immagine dell’Italia in Europa e nel mondo. Abbiamo bisogno di serietà ed affidabilità. Basta con i dilettanti allo sbaraglio. Non è accettabile che Bruto, che ha tentato di assassinare Cesare e continua ad avere quell’obiettivo, resti al suo posto».
E conclude: «aspettiamo cosa deciderà di fare il Capo dello Stato e cosa ci dirà Draghi. Abbiamo votato la fiducia tre giorni fa, non è che adesso possiamo allegramente mandare Draghi a casa. A casa devono andarci i 5 Stelle. Questo non è un momento normale: la crisi mondiale morde, c’è una guerra in Europa, c’è l’inflazione, l’aumento dei prezzi, il rischio che i più deboli siano quelli più danneggiati da una crisi. Non è un gioco, siamo una forza responsabile».
Si esprime anche Mariastella Gelmini, ministro degli Affari regionali, a La Repubblica: «il centrodestra non ponga condizioni, nella maggioranza nessuno ponga condizioni a Draghi. I partiti che hanno avuto il senso di responsabilità di far nascere questo Governo non dovrebbero porre condizioni, ma assicurare un sostegno leale fini in fondo. A rischio è l’attuazione del Pnrr, riforme come la concorrenza e la giustizia. L’Italia non ha bisogno di una campagna elettorale fra gli ombrelloni né di un governo balneare».
Da Radio Leopolda, invece, parla il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Dobbiamo provarci e crederci fino all’ultimo. Anche nei minuti di recupero. La partita non è semplice, ma è in mano a Draghi. Deve decidere se venire in Parlamento e comunicare all’Italia cosa vuole ancora fare o mollare. Credo però che Draghi abbia un senso delle istituzioni straordinario e quindi c’è ancora margine perché resti – dice. – La petizione ha raggiunto quasi 70 mila firme di persone che non vogliono le dimissioni di Draghi. Dobbiamo arrivare a 100 mila entro mercoledì. Ma se dovremo andare alle elezioni ci andremo con l’orgoglio di chi ha portato Draghi a palazzo Chigi e mandato a casa Conte».
Matteo Salvini, infine, si affida a Facebook: «non se ne può più dei teatrini di Conte, Letta, Di Maio, che mentre milioni di italiani hanno problemi passano il tempo a litigare – dice in un video il leader del Carroccio. – Parlano di droga, di ddl Zan, ma non di tasse, lavoro, sicurezza e lotta all’immigrazione clandestina. Se volete andare avanti altri mesi a litigare e begare, mentre gli italiani soffrono fatevi da parte e conto che siano gli italiani a scegliere presto dei parlamentari seri, onesti, concreti e per bene».
Elezioni anticipate
Intanto si fa sempre più concreta la possibilità delle elezioni anticipate e ci sono già le prime ipotesi su quando potrebbero essere svolte. Se il presidente della Repubblica Mattarella sciogliesse le camere entro la fine del mese, il giorno ideale sarebbe il 25 settembre. Tuttavia quel giorno cade il Capodanno ebraico, Rosh Ha Shana, e si potrebbe invece slittare alla domenica successiva, il 2 ottobre.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI

