Rinviato il processo per la strage del viadotto di Genova, furono 43 le vittime del crollo
Il processo che sarebbe dovuto iniziare oggi è stato rinviato al 12 settembre, oggi sono state presentate le richieste di costituzione di parti civili su cui i giudici decideranno a settembre.
Egle Possetti, presidente del Comitato vittime del crollo di ponte Morandi, in vista del processo per il crollo del ponte Morandi ha dichiarato: «inizia il processo, dopo quasi 4 anni di attesa noi abbiamo tante aspettative. Abbiamo l’aspettativa che porti giustizia questo processo, che faccia chiarezza sulle cause e sulle responsabilità che hanno portato all’uccisione dei nostri famigliari, perché altrimenti le morti dei nostri cari saranno state inutili e loro non potranno riposare in pace». Possetti ha spiegato che “è la punta di un iceberg perché i problemi non ce li aveva solo il ponte Morandi, ma tutte le infrastrutture del Paese, che devono essere controllate in modo adeguato. Noi pensiamo che con tutto quello che è emerso in questi 4 anni con l’indagine approfondita della Guardia di Finanza e degli organi inquirenti, con le analisi accurate della Procura, a mano a mano che emergevano elementi importanti in qualche modo mutava la strategia della difesa. La perizia di periti indipendenti, commissionata dal giudice, individua le cause del crollo nella scarsità se non assenza di manutenzione. Già dal 2013 era nota la pericolosità di queste infrastruttura e non si è fatto nulla. Il processo avrà una durata purtroppo lunga considerando i tanti testimoni da ascoltare. E noi speriamo che proprio i testimoni chiamati a deporre possano far emergere la verità, ancor più di quella che emerge dalle carte. Da questo processo può nascere un’Italia diversa“.
Giovanni Accinni, avvocato (insieme a Guido Carlo Alleva) difensore dell’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci, ha sottolineato che “tutti desiderino potere avere un accertamento della verità, quindi una giustizia con verità nel rispetto effettivo delle regole del processo e perciò anche del contraddittorio delle parti nel rispetto di quelli che sono effettivamente i fatti e non una forma di vendetta“.
Gli imputati per le 43 vittime del 14 agosto 2018 sono 59, Accinni ha inoltre spiegato che “speriamo di chiarire in contraddittorio e speriamo questa volta in modo oggettivo. Se saranno, come noi siamo certi, rispettate le regole per le quali la colpevolezza deve essere accertata legalmente e fuori dalla favola, e quindi nel rispetto dei fatti, emergerà che il ponte è crollato per un vizio costruttivo. Questa è la ragione per la quale 43 persone sono morte in un modo spaventoso e assurdo. L’ ingegnere Castellucci non ha nessuna responsabilità penale rispetto a quanto gli è stato contestato. Il rispetto per chi è morto in un modo tanto assurdo è di una compartecipazione totale. Faccio presente che anche l’innocente se venisse condannato diventerebbe a sua volta una vittima“.
Le accuse sono per omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. La linea dell’accusa è che i vertici di Autostrade fossero a conoscenza della situazione pericolosa del viadotto, ma non intervennero per evitare la tragedia.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: MARCO CREMONESI

