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    Home » Archivio Storico » 2022 » Lavrov: “Ucraina Stato totalitario di tipo nazista”
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    Lavrov: “Ucraina Stato totalitario di tipo nazista”

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleSettembre 22, 2022
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    Il ministro degli Esteri russo parla al Consiglio di Sicurezza dell’Onu attaccando Ucraina, Usa e Occidente

    A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è riunito il Consiglio di Sicurezza.

    L’argomento principale è la situazione in Ucraina e la decisione di Mosca della mobilitazione parziale e della minaccia del nucleare.

    Presiede la Francia e insieme ai membri europei dell’Onu sono presenti i ministri degli Esteri di Stati Uniti, Antony Blinken, Russia, Sergei Lavrov, e Ucraina, Dmytro Kuleba. Lavrov ha incontrato anche il segretario di Stato Vaticano Parolin.

    Sono presenti anche l’Alto Rappresentante degli Esteri dell’Unione Europea, Josep Borrell, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e il procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan. Da quanto si apprende non è presente sul tavolo nessun progetto di risoluzione né azioni per nuove sanzioni a Mosca.

    Blinken ha dichiarato: «non possiamo permettere che il presidente Putin continui a fare a pezzi l’ordine internazionale. Un uomo solo ha scelto di fare questa guerra, un uomo solo può mettervi fine». Il segretario di Stato ha poi specificato che la Russia “deve render conto dei crimini di guerra“.

    Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che “l’Occidente è parte del conflitto in Ucraina“. L’accusa di Sergei Lavrov è che “gli Usa e i loro alleati con la connivenza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno coperto i crimini del regime di Zelensky“. Nel frattempo, conclude il ministro, “l’Ucraina sta diventato uno Stato totalitario di tipo nazista. Sta intensificando le persecuzioni dei dissidenti, i giornalisti sono perseguiti, e così chiunque abbia una visione diversa“.

    «Non ci sarà pace senza giustizia». Esordisce così il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba spiegando che “nessuno dei crimini russi in Ucraina sarebbe stato possibile senza la leadership russa” e che la Russia “non può rimanere impunita“. Kuleba ha chiesto agli Stati beneficiari dei prodotti alimentari ucraini, in vista della scadenza dell’accordo per le esportazioni di grano, di fare pressioni sulla Russia sottolineando che “non c’è posto per la neutralità. Dobbiamo restare uniti per fermare il ricatto della Russia e la guerra all’umanità“. Secondo il ministro è importante la “formula di pace proposta dal presidente Zelensky” che, accanto alla punizione dei responsabili, chiede “un meccanismo di garanzie di sicurezza a più livelli“, fino all’entrata dell’Ucraina nella Nato.

    La ministra degli Esteri della Germania, Annalena Baerbock, ha dichiarato che, dopo le nuove minacce russe “ora a chiunque in Russia è chiaro che si tratta di una guerra che riguarda tutti i russi da vicino“. La ministra ha poi anche dichiarato di “ammirare il coraggio” dei cittadini russi scesi in strada per protestare contro le decisioni di Vladimir Putin. «E così come le persone non hanno paura di protestare contro questa la guerra, noi non abbiamo paura della retorica russa, che nelle ultime ore si è di nuovo accentuata», ha spiegato Baerbock sottolineando di continuare “a sostenere l’Ucraina”.

    Borrell ha parlato chiaramente: «la questione centrale ora è la giustizia. Le forze armate russe stanno terrorizzando la popolazione civile e stanno commettendo crimini indicibili, con omicidi di massa, distruzione, stupri e migrazioni forzate. Tutte le vittime della guerra russa meritano giustizia e riparazione. Abbiamo visto le recenti immagini delle fosse comuni a Izyum che seguono il modello che abbiamo già visto a Bucha e altrove. Quando le truppe russe vengono cacciate scopriamo il vero orrore dell’occupazione. Come ha detto il presidente Zelensky ieri, dove ci sono stati crimini, ci dev’essere giustizia. Altrimenti la pace non sarà possibile. Faremo tutto il necessario per assicurare la giustizia».

    Secondo Blinken “l’ordine mondiale per il cui sostegno siamo qui riuniti è stato stracciato davanti ai nostri occhi” a causa dell’invasione russa. Il segretario di Stato americano ha inoltre dichiarato che “il mondo non può permettere che Putin continui a farlo“, a proposito dei referendum annunciati dal presidente russo. «Quello che Putin ha fatto questa settimana, mentre gran parte del mondo è riunito alle Nazioni Unite, per gettare olio sul fuoco, mostra il suo disprezzo per la Carta Onu, l’Assemblea generale e questo Consiglio» ha concluso.

    Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato l’omologo polacco Zbigniew Rau a margine dell’Assemblea dell’Onu per parlare di Ucraina. Secondo Yi “la Cina non starà a guardare né aggiungerà benzina sul fuoco, continuando a svolgere il proprio ruolo a modo suo. Allo stesso tempo sosteniamo l’Ue e i principali Paesi europei a continuare a mediare e a fare ogni sforzo per la pace“. La situazione in Ucraina inoltre “mostra un trend in espansione e di lungo termine, con effetti di contagio negativi sempre più gravi che la parte cinese non vuole vedere: le priorità sono il cessate il fuoco e la fine della guerra“. Come si legge da una nota diffusa dal governo cinese ampliamento e prolungamento della “crisi in Ucraina non sono nell’interesse delle parti” e la Cina auspica che “i focolai di guerra si plachino al più presto” con la ripresa dei colloqui di pace. Il ministro Yi ha anche sottolineato come Pechino abbia “sempre sostenuto l’istituzione di un’architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile per fornire una garanzia duratura per la pace. A tal proposito, continuerà a impegnarsi nella promozione dei colloqui di pace“.

    Nel frattempo a Kiev il presidente Zelensky ha ricevuto il il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Il presidente ucraino ha condiviso la foto con il ministro sui social e, parlando di un “incontro significativo” ha scritto: «sentiamo il costante sostegno dell’Italia alla nostra sovranità ed integrità territoriale, oltre che alla lotta per la nostra esistenza, da parte del presidente Mario Draghi, del governo e del popolo italiano. Ringrazio il ministro Guerini. La priorità vitale per il nostro Paese è oggi il rafforzamento delle forze armate. Per l’Italia nonostante le molte questioni interne, la situazione in Ucraina rimane molto importante».

    Impegnata in un discorso all’Università di Princeton, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: «prima della guerra Bucha era un sobborgo amichevole e tranquillo alla periferia di Kiev. Ho visto le fosse comuni, ho visto in prima persona la realtà della guerra di Putin. Si tratta di autocrazia contro democrazia. Quindi, oggi, difendere la pace e il rispetto dell’ordine multilaterale, significa stare dalla parte del popolo ucraino. So che alcuni chiedono il cessate il fuoco, ma la realtà è una: se la Russia smette di combattere, non ci sarà più guerra in Ucraina; se l’Ucraina smette di combattere, non ci sarà più l’Ucraina. Voglio essere molto chiara: la posta in gioco è alta. Non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa, per la comunità internazionale e per la democrazia stessa». Durante il discorso all’Università von der Leyen ha anche affermato: «contrariamente a quanto si crede, la Russia non può trovare facilmente dei sostituti per il mercato europeo: la maggior parte dei gasdotti e dei terminali Gnl russi sono orientati verso l’Europa. Riorientare il flusso di gas verso Paesi come la Cina richiederà anni e miliardi di dollari».

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: EPA/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO / POOL

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