La Nato ha presentato il nuovo piano strategico che riafferma il sostegno militare alla difesa di Kiev e traccia la strada per l’adesione di Svezia e Finlandia
Inizia oggi il summit della Nato a Madrid. Si incontrano i 30 leader che fanno parte dell’Alleanza Atlantica, i loro partner e altri ospiti per un totale di circa 5mila partecipanti. Il vertice coincide con il quarantesimo anniversario dell’adesione della Spagna alla Nato.
In agenda l’invasione russa dell’Ucraina ma non solo: si parlerà anche dell’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, di prospettive future e dell’estensione e rafforzamento delle truppe in Europa.
I 30 Paesi membri della Nato sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del nord, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria.
Alcune delegazioni arrivano direttamente dalla Baviera dove si è tenuto il G7. Le misure di sicurezza previste sono imponenti: oltre 10mila gli agenti schierati in una città blindata e con restrizioni alla mobilità, con aerei militari ed elicotteri che sorvoleranno di continuo Madrid. Si tratta del più grande dispositivo di sicurezza messo in piedi nella storia recente della Spagna.
IL VERTICE
È arrivato tra i primi a Madrid il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg, che ha dichiarato che quello al via oggi sarà un vertice “storico e trasformativo”. «Oggi i leader (della Nato) adotteranno una decisione storica, invitando la Finlandia e la Svezia a diventare membri della Nato – ha dichiarato, aggiungendo poi: – la Russia pone una minaccia diretta alla nostra sicurezza».
«Mi aspetto che in questo nuovo piano strategico i leader dichiarino chiaramente che la Russia rappresenta una minaccia diretta alla nostra sicurezza e, naturalmente, ciò si rifletterà sulle decisioni che prendiamo, ad esempio, anche per aggiornare e rafforzare la nostra difesa collettiva – ha detto Stoltenberg – Il nuovo piano strategico rifletterà anche una nuova realtà. La Cina non è menzionata con una sola parola ma mi aspetto che gli alleati saranno d’accordo sul fatto che Pechino è sempre una sfida ai nostri valori, ai nostri interessi. La Cina non è un avversario ma, naturalmente, dobbiamo tenere conto delle conseguenze della nostra sicurezza quando vediamo la Potenza cinese investire pesantemente in nuovi moderni missili militari e armi nucleari, e anche il tentativo di controllare le infrastrutture critiche, ad esempio le reti 5g nei nostri stessi paesi».
Il presidente Usa Biden ha dichiarato che con l’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza, la stessa diventa “più forte e sicura”. Biden ha annunciato che gli Usa rafforzeranno la loro presenza militare in Europa, incluse capacità difensive aeree aggiuntive in Germania e Italia. «Oggi lanciamo un messaggio: la Nato è forte e unita».
Mosca ha minacciato rappresaglie alla Norvegia per le isole Svalbard.
Il padrone di casa, il premier spagnolo Pedro Sánchez, ha aggiunto che è “evidente” che la Russia si stia espandendo in Africa: «attraverso ad esempio la compagnia paramilitare Wagner, motivo per cui i Paesi della Nato devono anticipare questo tipo di minacce, attivando strategie per rispondere in modo efficace a qualsiasi tipo di sfida. Nel fianco sud della Nato ci sono anche altre questioni da affrontare, per esempio il cambiamento climatico e i suoi effetti migratori, il terrorismo o l’instabilità politica in alcuni Paesi africani».
Il primo ministro inglese Boris Johnson annuncerà nel corso del summit della Nato a Madrid l’intenzione di Londra di rafforzare la presenza militare in Estonia. Secondo quanto riporta il ministro della Difesa inglese, Johnson ha intenzione di esortare anche gli altri membri dell’Alleanza a investire di più per modernizzare la Difesa. La Gran Bretagna potrebbe arrivare a spendere il 2,5% del Pil. «La prima lezione da trarre è che se Vladimir Putin sperava di avere meno Nato ai confini, ha sbagliato: dopo l’invasione dell’Ucraina avrà più Nato – ha proseguito Johnson. – Questo è summit storico per molti versi, avremo due membri in più ed è un passo avanti per l’Alleanza; capiremo poi come poter aiutare ulteriormente l’Ucraina ma dobbiamo anche imparare le lezioni degli ultimi mesi e rivedere la nostra posizione sul fronte orientale».
Il premier olandese Mark Rutte ha dichiarato, arrivando al summit: «la Nato è tornata. Il messaggio è che siamo uniti, continueremo a fornire armi pesanti all’Ucraina finché sarà necessario e crediamo sia necessario. Oggi è cruciale avere qui i nostri partner asiatici Australia, Nuova Zelanda, Sud Corea e Giappone e siamo molto felici che Svezia e Finlandia possano entrare, è già un punto cruciale del summit. Il rischio di di scontro con la Russia lo si riduce essendo forti, questo è ciò che abbiamo imparato negli anni ’80, e dunque serve investire nella difesa».
Fra i nodi cruciali della giornata, come detto, c’è l’allargamento dell’Alleanza a Svezia e Nato. A tal proposito il ministro della Giustizia di Ankara Bekir Bozdag ha annunciato che rinnoverà ai due Paesi le richieste di estradizione per 33 membri del partito curdo armato Pkk e altri affiliati della rete Feto, gruppo ritenuto da Ankara responsabile del golpe del 2016.
La richiesta fa riferimento al memorandum siglato ieri nel quale la Turchia rimuove il veto all’ingresso dei due Paesi in cambio di cooperazione nella lotta al terrorismo. Fra le richieste di estradizione Bozdag ha menzionato 6 membri del Pkk e 6 di Feto che si trovano in Finlandia e 10 membri di Feto e 11 del Pkk in Svezia.
È arrivato al vertice anche Draghi. In serata il premier è atteso alla cena informale offerta dal primo ministro Sanchez ai capi di Stato e di governo al museo del Prado. Domani è prevista la cerimonia di firma del nuovo Fondo per l’innovazione per investire nelle tecnologie emergenti e la terza sessione di lavoro. Giovedì, in tarda mattinata, ci potrebbe essere una conferenza stampa del premier e del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.
Draghi ha ribadito il pieno appoggio all’allargamento della Nato a Stoccolma e Helsinki: «l’Italia accoglie con favore l’adesione all’Alleanza Atlantica, ai sensi dell’articolo 10 del Trattato di Washington, di Finlandia e Svezia» e «afferma la sua determinazione a concorrere sin d’ora, in stretta consultazione con Finlandia e Svezia e nei modi più appropriati, alle loro esigenze di sicurezza e difesa».
Il premier spagnolo Sanchez ha voluto mandare un messaggio chiaro a Putin: «non vincerai. L’Ucraina prevarrà e la pace prevarrà». Il primo ministro ha ribadito anche che “quello che ci preoccupa di più è che molti mettono in dubbio la natura dell’equilibrio che abbiamo raggiunto negli ultimi decenni. Ci saranno tensioni ma non possiamo tollerare che i Paesi violino e ignorino le norme internazionali“.
Il premier ha anche accolto con favore l’allargamento dell’Alleanza: «Finlandia e Svezia hanno abbandonato la loro storica neutralità, la Germania ha abbandonato il tetto alle spese militari… stiamo rafforzando la nostra Alleanza per fornire pace e sicurezza».
Un commento al vertice è arrivato tramite Telegram anche da Zelensky, che partecipa in teleconferenza, secondo cui “gli obiettivi dell’Ucraina sono esattamente gli stessi dell’Alleanza” e “siamo interessati alla sicurezza e alla stabilità nel continente europeo, nel mondo“.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/LAVANDEIRA JR.
