Il ministro della Transizione ecologica rilancia i rigassificatori: “se continuiamo a perdere tempo si parlerà di razionamento”
Il dibattito sul price cap è avviato e nelle prossime settimane arriverà ad una conclusione. Lo ribadiva ieri la presidente della Commissione Ue Von der Leyen e lo conferma ancora una volta oggi il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, in un’intervista al Corriere della Sera.
Il vertice fra i ministri dell’Energia dei Ventisette ha dunque portato a casa “un grande risultato“, con i Paesi membri che “hanno chiesto alla Commissione di elaborare entro settembre un piano che includa anche il price cap“.
Le tempistiche sono dunque ristrette: «forse faremo in tempo con questo Governo in carica a fare il secondo round – spiega Cingolani – altrimenti passerò il testimone, e i relativi dati, al mio successore».
Il dibattito in seno ai Ventisette è però ancora aperto. A partire dalla Germania, il cui peso è decisivo sulla questione, che “in linea di principio” condivide l’obiettivo di porre un price cap ma “vuole valutare fino in fondo se non rischia di penalizzare qualcuno dei Paesi membri“.
Da un lato infatti ci sono i timori “per Paesi più vulnerabili, più dipendenti dalla Russia“, dall’altro “c’è chi tra i 27, paga il gas russo molto meno degli altri, ed infine c’è chi in Europa, sta guadagnando moltissimo da questa situazione: mi limito a guardare come sono cambiate le bilance commerciali dei 27 membri Ue negli ultimi mesi“, spiega nel dettaglio Cingolani.
Quanto al razionamento, il ministro punta tutto sui rigassificatori, essenziali per accelerare verso l’indipendenza energetica da Mosca. «Con la diversificazione dei fornitori abbiamo già dimezzato la dipendenza dalla Russia – spiega Cingolani – se metteremo in funzione il primo rigassificatore all’inizio del 2023 la dimezzeremo ulteriormente e con il secondo nel 2024 raggiungeremo l’indipendenza: lo spettro del razionamento mi fa paura solo se continuiamo a perdere tempo sui rigassificatori».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI

