Il cacciatorpediniere sfida le restrizioni imposte dalla Cina e da altri al transito attraverso l’area
Un cacciatorpedinieri della Marina degli USA ha navigato vicino ad una catena di isole contese nel Mar Cinese Meridionale, sfidando le restrizioni imposte dalla Cina e da altri al transito attraverso l’area.
Il tenente Nicholas Lingo, portavoce della settima flotta della Marina, ha dichiarato che è stata la seconda operazione per la libertà di navigazione nelle isole Paracel e il terzo movimento contro le “eccessive rivendicazioni marittime” di Pechino.
L’operazione ha sfidato sì la Cina ma anche il Vietnam e Taiwan, perché tutti rivendicano alle navi militari di chiedere necessariamente il permesso o di dare preavviso di “passaggio innocente”.
Lingo ha affermato che la navigazione del cacciatorpediniere statunitense “ha sostenuto i diritti, le libertà e gli usi legittimi del mare riconosciuti dal diritto internazionale“, aggiungendo che le “rivendicazioni marittime illegali e di vasta portata nel Mar Cinese Meridionale rappresentano una seria minaccia per la libertà dei mari, comprese le libertà di navigazione e sorvolo, il libero scambio e il commercio senza ostacoli e la libertà di opportunità economiche per le nazioni costiere del Mar Cinese Meridionale“.
L’affermazione dei diritti di libertà di navigazione implica la navigazione entro il limite territoriale di 12 miglia dalla costa di una nazione riconosciuta dal diritto internazionale
«Il diritto internazionale non consente agli Stati continentali, come la RPC, di stabilire linee di base attorno a interi gruppi di isole disperse. Con queste linee di base, la RPC ha tentato di rivendicare più acque interne, mare territoriale, zona economica esclusiva e piattaforma continentale di quanto avrebbe diritto ai sensi del diritto internazionale», si legge nella dichiarazione della 7a flotta, riferendosi alla Repubblica popolare cinese.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: PIXABAY

