L’azienda di Bertinoro occupa alcune delle pagine più importanti della storia vinicola italiana, un’eccellenza da scoprire ancora oggi
Fattoria Paradiso è un’azienda vitivinicola e agrituristica a conduzione familiare fondata nel 1950. Nella meravigliosa cornice dell’Appenino tosco-romagnolo, la famiglia Pezzi, proprietaria dei terreni dal 1853, ha fatto la storia del vino italiano.
Mario Pezzi, fondatore dell’azienda, è stato uno degli artefici del risveglio enologico della Romagna, annoverato dal Corriere Vinicolo tra i 10 patriarchi del vino italiano, creatore della prima riserva storica del Sangiovese Vigna delle Lepri e del Barbarossa, che vinse l’Oscar del Vino.
Oggi Fattoria Paradiso è guidata dalla figlia del fondatore, Graziella Pezzi, insieme al figlio Jacopo.
– Come avete vissuto l’ultimo anno?
«Com’è nella natura dell’azienda, anche in quest’ultimo periodo abbiamo cercato di rientrare sempre di più nel sentimento del naturale, del biologico, dei prodotti sani. L’eccellenza e la priorità che avevamo ci hanno dato la forza di superare questo momento. Io e mio figlio, che gestisce la produzione e, insieme ai suoi tre figli, rappresenta le nuove generazioni dell’azienda, abbiamo fatto gruppo per andare avanti. Ci siamo impegnati molto nel mantenere i contatti con l’estero: ad esempio abbiamo organizzato delle degustazioni online con clienti negli Stati Uniti, in Canada, in Nord Europa e in Cina, inviando i campioni e partecipando a fiere e promozioni online che sono state molto seguite, dai consumatori come dai grossisti e dai ristoratori. I nostri prodotti sono stati anche molto richiesti dai privati. Le persone avevano bisogno di una gratificazione, come bere un bicchiere di buon vino ricordando i paesaggi collinari della Romagna. Inoltre abbiamo approfittato di questa paura da rinnovare e aggiornare le attrezzature, per fare manutenzione, abbellire gli ambienti in cui riceviamo gli ospiti per le degustazioni: per rendere più appetibile la nostra realtà, insomma».
– Come vedete il futuro?
«Già la scorsa estate abbiamo lavorato con l’agriturismo. Le persone avevano voglia di stare nella natura e in pace. In questo periodo abbiamo cercato di mantenere il più possibile i contatti con le grandi agenzie estere, nonostante il calo di lavoro importante, abbiamo ad esempio fatto dei video con i droni per solleticare la voglia del buono, del bello e del sano. Oggi quegli stessi clienti ci stanno scrivendo per prenotare. Questo vuol dire che l’interesse dei clienti tradizionali si è mantenuto ed è stato consolidato mentre i nuovi sono curiosi. Sempre in quest’ottica abbiamo rinnovato il packaging dei nostri prodotti e abbiamo dato la nostra disponibilità in manifestazioni campestri di vario tipo. Tutto questo è servito per incontrare personalmente il cliente finale».

