Adattamento e tenacia, ecco quali sono le qualità imprescindibili dell’albergo fiorentino
In tempi pre-Covid un hotel si sceglieva soprattutto per la sua posizione all’interno delle città. Oggi le priorità sono cambiate, la precedenza è data alla qualità della sanificazione e all’adesione ai protocolli di prevenzione. Lo sa bene Hotel Kraft di Firenze. A raccontarci le difficoltà riscontrate e il forte impegno impiegato nell’ultimo anno è il Direttore manager dott. Luciano Becherucci.
– Come avete affrontato il periodo della pandemia? Avete adottato strategie particolari, ad esempio le stanze messe a disposizione per lo smart working?
«Noi abbiamo aperto nuovamente al pubblico da circa tre settimane, vivendo alla giornata con percentuali bassissime. Speriamo che possa ritornare lentamente una sorta di normalità anche se io e altri colleghi prevediamo una ripresa vera e propria non prima del prossimo anno. Nel 2020 abbiamo registrato una perdita del fatturato dell’80% e prevediamo perdite simili anche nel 2021. In merito alle strategie attuate, non ci siamo allineati completamente anche se abbiamo fatto in modo di personalizzare l’offerta, mettendo in vendita sul nostro sito Web una camera che si chiama “smart working”, escludendo la possibilità di soggiornare per lunghi periodi. Le camere si trovano su un unico piano prestabilito composto da circa cinque unità, dove l’arredamento prevede una bella scrivania a muro, una lampada da lavoro, connessione internet veloce e bollitore. Il tutto ad uso esclusivamente singolo per evitare eventuali contaminazioni. Inoltre, abbiamo attuato una tariffa scontata ed elastica rispetto alla classica camera doppia non rimborsabile, dando la possibilità di cancellare la prenotazione entro i termini previsti. Infine, nel servizio abbiamo incluso la possibilità di stampare documenti per lavoro gratuitamente fino ad un certo numero di copie e una bottiglia d’acqua minerale al giorno. Sono piccole cose, niente di che».
– Con la pandemia si assiste alla tendenza a scegliere mete più sicure per la propria salute. Quali sono i protocolli che avete messo in atto per attirare in tal senso da voi i turisti?
«Dipende dal tipo di clientela che ci troviamo a dover soddisfare di volta in volta, da quello che le persone si aspettano. Indubbiamente la scelta è influenzata fortemente dalle informative pubblicate su ciascun sito. Le strutture che hanno deciso di aprire nuovamente hanno dovuto impiegare sforzi significativi per allinearsi alle linee guida. Avendo una terrazza panoramica, una piscina e un ristorante con colazione a buffet le confesso che abbiamo avuto non poche difficoltà a rispettare al 100% le condizioni imposte messe in atto per arginare la pandemia, dato che queste variavano e tutt’oggi variano con cadenza settimanale. Abbiamo potuto notare che il panorama delle esigenze della clientela è variegato: il cliente medio si sente soddisfatto quando nota che la pulizia è periodica e buona con la presenza di distributori di gel sanificante, distanze rigorosamente rispettate e mascherine regolarmente indossate da tutto il nostro staff. Inoltre, durante la colazione, gli alimenti vengono serviti singolarmente dal cameriere per evitare assembramenti al banco buffet».
– Firenze e in generale le città d’arte torneranno ad essere mete turistiche?
«Ho il timore che le città d’arte ora come ora subiranno un impatto fortemente negativo per molto tempo. Firenze conta circa 1990 complessi alberghieri, già duramente colpiti dalla competizione di altre strutture nel corso del 2018, come ad esempio di AirBnB. Credo sia difficile fare previsioni a riguardo».
Alloggiare in sicurezza in un luogo come fossi a casa tua è possibile. Dove? All’Hotel Kraft, dove confluiscono garanzia e serenità, assicurando la massima qualità.

