nepal

Nell’incidente sono morte 66 persone, si cercano dispersi

Oggi 16 gennaio è stata proclamata giornata di lutto nazionale in Nepal.

Non ci sono sopravvissuti alla tragedia avvenuta nella regione di Pokhara, nel Nepal centrale a 200 km da Katmandu, dove un aereo con a bordo 68 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio è precipitato in una zona abitata vicino al fiume Seri prendendo quindi fuoco, per cause ancora da chiarire.

Il velivolo, un ATR-72, stava percorrendo la rotta che collega Pokhara a Kathmandu, quando si è schiantato tra il vecchio aeroporto e l’aeroporto internazionale, ha detto il portavoce della compagnia Yeti Airlines.

Secondo quanto riportava questa notte il Nepal Live Today, le vittime sarebbero state almeno 32: ma già la polizia aveva avvertito: «sono stati recuperati ben 32 corpi. Si teme che il numero delle vittime sia più alto»; e infatti sembra non ci siano recuperati superstiti. Ci sarebbero stati diversi stranieri a bordo, tra cui cinque indiani, quattro russi, un irlandese e due sudcoreani, secondo quanto riporta The Economic Times. Per ora non si segnalano italiani.

L’agenzia di stampa Ani ha diffuso la notizia del ritrovamento della scatola nera del velivolo, grazie alla quale sarà possibile stabilire le cause dello schianto. Quello che è noto al momento è che l’aereo è caduto in una gola mentre atterrava in un aeroporto aperto da non molto. Probabilmente sono state fatali le condizioni meteorologiche, dato che in Nepal non sono presenti infrastrutture per previsioni meteo accurate.

I passeggeri stranieri

Si tratta del disastro aereo più grave degli ultimi 30 anni: sul volo erano imbarcati anche 15 stranieri, cinque provenienti dall’India, quattro russi, due sudcoreani, un australiano, un argentino, un irlandese e un francese.

di: Caterina MAGGI

aggiornamento di: Marianna MANCINI e Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK