Tra gli episodi documentati dai ricercatori anche stupri di gruppo. Il bilancio degli scontri civili parla di oltre 40 mila sfollati
Un rapporto pubblicato dall’Onu mette in luce le barbarie accadute nel Sud Sudan tra l’11 febbraio e il 31 maggio di quest’anno, nel pieno degli scontri politici, tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir e al suo rivale, il vicepresidente Riek Machar.
Gli episodi di violenza hanno coinvolto 28 villaggi in tre contee causando oltre 44 mila sfollati in 26 villaggi. Il bilancio è di 173 persone uccise e 37 donne e bambini rapiti, oltre a 131 casi di stupro e violenze di gruppo documentati.
Stando a quanto affermato dalla missione dell’Onu in Sud Sudan (Unmiss) e l’Ufficio dell’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani (Ohchr), le violenze sono da attribuire ad entrambe le fazioni, in particolar modo alle forze filo-governative e alle milizie di Kirr, “principali autori delle violazioni dei diritti umani”.
Il rapporto è stato elaborato dopo una missione sul campo dei ricercato che si sono recati nelle roccaforti pro-Machar di Koch, Leer e Mayendit. «Le violazioni dei diritti umani sono state commesse impunemente» – ha commentato l’inviato Onu in Sud Sudan, Nicholas Haysom.
di: Alessia MALCAUS

