Occhiuto “individuare chi va ad appiccare i roghi”
Il Servizio Nazionale della protezione civile “in considerazione dell’impegnativa situazione“, durante i prossimi mesi dovrà far fronte agli incendi boschivi che attualmente stanno tenendo in scasso il Paese. Oltre a richiamare l’attenzione delle Regioni sulla verifica della prontezza e dell’efficienza dei propri dispositivi, ha incoraggiato “l’attuazione di gemellaggi per garantire la più ampia disponibilità di forze in campo nell’attività di spegnimento“.
Il dipartimento ha spiegato che il volontario di “protezione civile formato e specializzato nell’anti incendio boschivo, appartenente alle colonne mobili regionali e alle Organizzazioni Nazionali si è subito messo a disposizione con il consueto spirito di solidarietà. Squadre dalle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, oltre alla colonna mobile dell’Associazione Nazionale Alpini e all’associazione V.A.B. Italia sono pronte a dare il loro supporto alle regioni Sicilia, Calabria e Puglia“. Le prime squadre saranno operative in Sicilia già da domani.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, assieme all’assessore regionale alla Forestazione Gianluca Gallo, è stato chiaro: verrà inserito un nuovo sistema di prevenzione, intervento repressione sul fronte incendi assieme al coinvolgimento diretto dell’associazionismo di protezione civile, oltre che dei lavoratori idraulici forestali, l’arma territoriale e dei Carabinieri Forestali, Vigili del fuoco, Prociv Calabria.
La tolleranza sarà zero: «C’è una fortissima determinazione – ha detto Occhiuto – da parte della Regione ma anche da parte di tutte le istituzioni coinvolte nella prevenzione e repressione. Ce ne siamo occupati da mesi e abbiamo stipulato convenzioni anche con i carabinieri dell’Arma territoriale che opereranno con i carabinieri forestali. Siglata anche l’intesa con i vigili del fuoco. Ma la vera novità – ha sostenuto il presidente – è quella che riguarda il capovolgimento del paradigma degli incentivi utilizzando un percorso già sperimentato da un uomo, non è del centrodestra, Tonino Perna il quale da presidente del Parco dell’Aspromonte affidò compiti di tutela dagli incendi ad associazioni di volontariato e decise di retribuirle in ragione del diminuito numero di roghi. Noi abbiamo mutuato questo modello. E questo percorso con il consenso dei sindacati lo stiamo realizzando anche per gli operai forestali che svolgono un lavoro straordinario», aggiungendo che “la stupidità o la disonestà non si possono abolire per decreto” e per questo “sollecitiamo il coinvolgimento attivo delle popolazioni per individuare chi va ad appiccare i roghi“.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/Luigi Salsini
