Transilvania: viaggio in una regione ricca di storia e storie, che spaziano dal culto al mito, tra bellezze e misteri
Una terra misteriosa che narra leggende e favole oscure, da anni tramandate di generazione in generazione. Il suo nome significa “zona oltre la foresta”, e già preannuncia quanto possa essere un luogo sia magico che tenebroso: stiamo parlando della Transilvania, regione occidentale della Romania. Un’area culturalmente e artisticamente ricca, che incanta grazie ai suoi boschi, alle montagne e in particolare per i castelli tenebrosi, che da tempo catturano l’attenzione di molti avventurieri in cerca del brivido.
È innegabile come il termine Transilvania richiami alla mente il conte Dracula, il famoso vampiro evocato dall’inchiostro della penna dello scrittore irlandese Bram Stoker nel 1897, che ha reso il romanzo uno fra i più importanti del genere gotico. Stoker prese ispirazione dall’antico principe della Valacchia, attuale Romania, Vlad III o Vlad Draculea, passato alla storia come “l’impalatore” per il suo modo atroce di giustiziare i suoi nemici.
Ma perché la Transilvania continua ad essere una regione che provoca quel leggero brivido quando viene pronunciata? Che cosa si cela dietro a questa sensazione?
Certamente i castelli sono un luogo di culto e storie, tra fantasmi e vampiri, che suscitano sì curiosità ma anche timore. Nel corso del tempo, uno fra tutti è diventato particolarmente famoso: il castello diBran o, come meglio lo conosciamo, il castello del noto conte Dracula. Bran, piccolo comune della Romania composto da 5.334 abitanti, è ubicato nel distretto di Brașov e ospita l’edificio costruito in una stretta gola, arroccato su una parete rocciosa, nel XIV secolo, secondo la volontà di Ludovico I D’Angiò. Unita alla leggenda, è l’architettura ad evidenziarne particolarmente l’aspetto cupo: caratteri gotici, tortuose scalinate e imponenti torri cuspidate.
Oltre al castello di Bran, uno dei noti simboli della Transilvania per i curiosi del macabro e delle storie “creepy” è certamente la Biserica Neagră, Chiesa Nera (e già il nome racconta molto). Ciò che cattura l’occhio è la statua di un bambino, posta sulla facciata esterna, sul punto di cadere. Tra le varie leggende, una in particolare narra che il piccolo morì atrocemente per mano degli operai che avevano il compito di costruire la chiesa: con lo scopo di controllare la verticalità della facciata, gettarono il piccolo dalla finestra. Pentiti dell’orribile gesto, collocarono la scultura sulla facciata, con la volontà di omaggiare la vittima.
Ma una vera e propria materializzazione del terrore si trova a Sibiu, nel cuore della Transilvania: è il Ponte delle Bugie, attualmente considerato un luogo romantico dove s’incontrano gli innamorati per giurare amore eterno. Eppure, le leggende non lo ritraggono come un posto così tanto tenero. Fra tutte, la più famosa racconta che il Ponte avrebbe delle “orecchie” e un potere sovrumano: ad ogni menzogna raccontata, inizia a scricchiolare, mentre quando “sente” delle bugie gravi, crolla sotto i piedi del menzognero. Ma attenzione, anche le coppiette devono prestare cautela: sul Ponte delle Bugie, le giovani signore avrebbero dovuto giurare la loro verginità. Se, durante la notte delle nozze, si fosse scoperto che mentivano, le spose venivano buttate giù dalla ringhiera. Insomma, bisogna prestare attenzione alle parole, a meno che non si voglia finire morire affogati.
Seppur la Transilvania sia il luogo per eccellenza del tema “creepy”, chi ha detto che tutti i siti siano per forza tenebrosi? Tale considerazione è confermata dal piccolissimo villaggio di Săpânța, situato nel Nord-Est della regione, in cui si può visitare il Cimitirul Vesel, conosciuto come il Cimitero Allegro. Fin dall’ingresso, ciò che sorprende sono i colori sgargianti delle tombe. Qui non c’è nessuna lapide di marmo, bensì croci di legno intarsiate dipinte raffiguranti il defunto corredato da un epitaffio in chiave umoristica, che sovente mette in evidenza qualche vizio della persona in vita, come un debole smodato per le donne o una propensione esagerata per la Țuică, grappa locale. La vita degli abitanti è semplice, esattamente la stessa che viene descritta nelle scene sulle loro tombe.
Nonostante il cimitero sia particolarmente affascinante, cosa può esserci di più attrattivo e spaventoso dei luoghi dove sono state registrate delle sparizioni misteriose? Non lontano da Cluj Napoca, la città che ha dato i natali al re Mattia Corvino, l’aguzzino del conte Dracula, si trova una foresta insolita e enigmatica: Hoia Baciu, meglio conosciuta come il “Triangolo delle Bermuda della Transilvania”. «State alla larga da quella terra, presenze maligne la abitano», raccontano i nonni ai nipoti, che ancora oggi tramandano questa storia.
Apparentemente, sembrerebbe essere infestata dal Diavolo in persona, dai fantasmi e persino da alieni! La sua fama inizia negli anni ‘60, quando Alexandru Sift, biologo e fotografo, scatta delle foto che “parlano” chiaramente: il soggetto è un UFO nei cieli sopra la foresta. Oltre alle frequenti sparizioni inspiegabili registrate nel corso degli anni, anche gli alberi di Hoia Baciu racchiudono un segreto: nonostante esistano da oltre due secoli, appaiono costantemente giovani, con tronchi contorti dalle forme insolite. E come se non fosse abbastanza, tutte le attività paranormali sembrerebbero concentrarsi in un unico punto specifico della foresta: uno spazio perfettamente circolare e totalmente privo di vegetazione.
Se siete amanti dei film dell’orrore, dei luoghi abbandonati e quando viaggiate vi piace scoprire leggende e visitare castelli infestati, la Transilvania è la regione perfetta per questo tipo di itinerario. Ma, attenzione a recarvisi con tanta leggerezza, perché da qualche parte potreste leggere “lasciate ogni speranza voi ch’intrate”. E sia mai che non torniate sani e salvi, oppure tornerete a casa probabilmente con qualche anno di ritardo dopo essere misteriosamente scomparsi!

