Investire per servire i clienti con prodotti e soluzioni sempre migliori: ecco la strategia dell’azienda della provincia di Udine
Per molte aziende italiane la pandemia è diventata un’occasione per sviluppare soluzioni sempre più mirate alle esigenze dei clienti. È il caso di Kronotech, azienda parte del gruppo Lutech, che si occupa di sistemi di sicurezza per la gestione del personale e per la sua tutela.
Un tipo di servizio che proprio nell’ultimo anno si è rivelato quanto mai necessario. Ne abbiamo parlato con l’Amministratore delegato Enrico Rizzi.
– Come avete vissuto l’arrivo della pandemia e il periodo successivo?
«Noi ci occupiamo principalmente di produzione di sistemi di controllo accessi e gestione del personale. Con questo tipo di core business, dunque, in realtà per noi non c’è stata una vera crisi. Anzi, abbiamo visto un notevole aumento del lavoro, soprattutto in relazione alla richiesta di sistemi di sicurezza per la misurazione della temperatura corporea. Quindi, tranne che nel mese di marzo 2020, in cui lavoravamo in presenza ma in numero ridotto, per il resto siamo stati attivi e operativi al 100%. Ciò che per noi ha fatto la differenza è stata la reattività. A fronte di una problematica estesa come quella del Covid e della necessità delle aziende di tutelarsi e mettere in sicurezza il proprio personale, è esplosa la richiesta di sistemi che potessero ridurre i rischi potenziali di contagio. Per affrontare positivamente la crisi e questo tipo di richiesta, abbiamo reagito velocemente studiando fin da subito quelle che potevano essere le potenzialità e muovendoci per trovare le soluzioni migliori che abbiamo poi affinato nei mesi successivi. In particolare abbiamo lavorato pesantemente per trovare soluzioni tecnologiche che fino alla fine del 2019 non esistevano quasi, o meglio erano presenti solo in qualche Paese asiatico ma poco diffuse nel resto del mondo, Europa compresa».
– Nell’ambito della vostra attività, avete subito in qualche modo la chiusura degli stabilimenti produttivi?
«All’inizio della pandemia in realtà no, il problema del reperimento dei componenti elettronici si sta manifestando adesso, come onda lunga della crisi. In molti, infatti, hanno dovuto ridurre in alcuni casi personale e produttività».
– Quali sono, ora, le vostre strategie e i vostri obiettivi per il futuro?
«Tenendo conto che l’esigenza per quanto riguarda quel tipo di soluzioni la domanda sta inevitabilmente calando, quello che stiamo facendo noi ora è utilizzare l’esperienza dello scorso anno per rinnovare il nostro parco prodotti, sia nella parte hardware che software, ponendo maggiore attenzione sugli aspetti che riguardano la safety del personale. I sistemi che proponiamo, infatti, nell’80% dei casi, non solo rivolti tanto alla protezione degli asset quanto alla tutela della salute dei lavoratori sul posto di lavoro. Parliamo, ad esempio, di cura dei piani di evacuazione, sistemi di tracciabilità per la presenza di persone all’interno delle strutture. Quindi noi ora siamo investendo per migliorare la qualità dei prodotti e dare servizi aggiuntivi con un focus sulla parte appunto della safety».

