“Il Nord è in condizioni mai viste”: si susseguono gli appelli degli esperti a soluzioni strutturali da accompagnare a quelle emergenziali
È ancora lontana la luce in fondo al tunnel della crisi idrica che si è abbattuta sull’Italia, a differenza delle precipitazioni che continueranno a latitare almeno per altri 10 giorni. Stando alle previsioni le temperature supereranno la media stagionale di oltre 9 gradi toccando quota 39 gradi.
L’allerta è alta in Piemonte dove “non piove da 6 mesi” e “non è prevedibile che la situazione migliori perché abbiamo davanti mesi caldi e secchi come luglio e agosto“, come avvisa il presidente sezione Piemonte della Società Italiana di Geologia Ambientale Paolo Sassone.
«Nel Cuneese i problemi maggiori per la carenze di pioggia sono a Ormea e Demonte, dove sono intervenute le autobotti, ma anche le 1.300 sorgenti montane – che garantiscono il 55 per cento della portata idrica – sono in sofferenza – aggiunge Sassone. – I problemi maggiori, comunque, si registrano nel Nord del Piemonte: da febbraio ad oggi sono stati eseguiti 1.080 interventi tramite autobotti nel Verbano Cusio Ossola e nel Biellese, Casalese e Vercellese».
«Il Nord è in condizioni mai viste» gli fa eco Erasmo D’Angelis, tra i massimi esperti delle problematiche ambientali dell’acqua, ecologista e oggi Segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Italia Centrale.
«Ecco perché il Pnrr deve finanziare la Rete delle reti, che sono le vie d’acqua – prosegue D’Angelis. – Va bene finanziare le reti stradali, autostradali, ferroviarie, le reti digitali, ma la rete idrica è essenziale, vitale. Siamo rimasti all’Ottocento, a quelle opere lì, il Canale Cavour, ma ora bisogna avviare un nuovo cantiere di opere come è stato fatto alla fine di quel secolo e negli anni ’50 e ’60 del dopoguerra. È un lavoro enorme, ma va fatto».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MATTEO CORNER
