159 i feriti. Bashagha ha dichiarato che gli scontri avvengono nell’ambito di un tentativo di eliminare le milizie
Continuano gli scontri a Tripoli tra le forze governative e i gruppi armati fedeli al Governo parallelo di Fathi Bashagha. Il bilancio delle vittime è salito a 32 morti e 159 feriti. Lo ha riferito il Ministero libico della Sanità, citato da Al-Jazeera.
Stando a quanto riferito dal Guardian, 64 famiglie sarebbero state evacuate dalle zone vicine al conflitto.
Stando a quanto riportato dal Libya Observer, il governo libico di unità nazionale, guidato dal primo ministro Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, riconosciuto dall’Onu, “accusa il governo parallelo del primo ministro Fathi Bashagha di avere innescato le violenze a Tripoli dopo avere rifiutato colloqui di pace per tenere nuove elezioni alla fine di quest’anno”.
Le forze fedeli a Bashagha, sono guidate da Haitem Tajouri: «Al-Tajouri ha distrutto diverse auto appartenenti a un gruppo armato affiliato alla Sicurezza interna, guidato da Lotfi Al-Hariri (…) dopo aver attaccato uno dei suoi quartier generali nel centro di Tripoli – racconta su Twitter il sito Al Marsad – Tripoli ha assistito a scontri con armi medie e pesanti scoppiati la scorsa notte tra due gruppi armati in via Al-Zawiya e nel distretto di Bab Ben Ghashir».
Il Comune di Tripoli ha chiesto l’intervento della comunità internazionale: “Il Consiglio comunale e il popolo di Tripoli ritengono il Parlamento, il Consiglio Supremo di Stato, il Consiglio di Presidenza ed entrambi i governi responsabili del deterioramento delle condizioni nella capitale e invitano la comunità internazionale a proteggere i civili in Libia”.
Il premier libico nominato dal parlamento, Fathi Bashagha, ha dichiarato che gli scontri a Tripoli avvengono nell’ambito di un tentativo delle sue forze di eliminare le milizie che appoggiano il primo ministro riconosciuto dall’Onu, Abdel Hamid Dbeibah, in una “professionale” operazione “militare” denominata “la Grande Pesca”.
«È iniziata nelle prime ore di oggi nella città di Tripoli una limitata operazione militare per porre fine al gruppo che sostiene il governo uscente, strenuamente attaccato al potere. Questa operazione che abbiamo denominato ‘La Grande Pesca’ sarà limitata, minuziosa e completata in breve tempo secondo regole militari professionali. Il Governo libico, annunciando a tutti i figli del suo popolo la buona notizia della fine dell’era del gruppo della corruzione, valorizza gli sforzi dei figli dell’esercito nazionale e dei capi militari che conducono lotte cariche d’onore».
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/STR
