L’azienda milanese ha approfittato delle proprie tecnologie per implementare lo smart working e aiutare i clienti nella stessa direzione
Mai come nell’ultimo anno i termini smart e working sono entrati nell’immaginario comune. Lo sa bene Promelit Smart Communications, azienda di Cinisello Balsamo che si occupa di telecomunicazioni e sistemi di comunicazione digitale. Il loro core business si basa sulla filosofia dell’Unified Communication & Collaboration (UCC), come ci racconta uno dei soci fondatori e attuale Chief Operating Officer Danilo Marchiori.
Un principio che la Promelit è stata ben felice di adottare e proporre esternamente.
– Come avete affrontato l’ultimo anno di pandemia?
«Abbiamo dovuto ovviamente riorganizzarci ma siamo stati molto privilegiati. Noi, infatti, ci occupiamo di telecomunicazioni: tutto quello che è smart, communication, information technology è parte del nostro business. Quindi siamo riusciti a convertirci immediatamente alla smaterializzazione del posto di lavoro. Tutto il personale ha, sin da subito, lavorato da casa, senza alcuna interruzione e senza attività di infrastruttura. Anzi, in questo contesto parte del nostro lavoro è stata proprio permettere ai nostri clienti la migrazione del posto di lavoro. Creare quello che è comunemente noto come smart working».
– Quali sono i vostri obiettivi e le vostre strategie per la prossima ripartenza?
«In quarant’anni di vita la nostra azienda ha subito molte metamorfosi. Dal 1983 ad oggi abbiamo attraversato diverse fasi storiche nel mondo della tecnologia. Nell’ultimo periodo abbiamo cercato di rafforzare tutto ciò che consente, nell’ambito delle telecomunicazioni, la smaterializzazione del posto di lavoro, e di proporlo quindi ai nostri clienti. Allo stesso tempo ci siamo concentrati sullo sviluppo di software e applicazioni atte a questo scopo. La nostra ripartenza, dunque, sarà continuare su questa strada, per cercare anche di raggiungere i livelli dei nostri partner e concorrenti esteri, molto più avanti dell’Italia. Non possiamo non pensare ad un futuro in cui l’uso della tecnologia faccia ulteriormente parte della nostra proposta. Purtroppo già da diverso tempo riscontriamo difficoltà nel reperire personale specializzato in questo ambiente, come ingegneri informatici ed elettronici. Speriamo che la situazione possa evolversi anche su questo fronte».

