È quanto emerge dallo studio presentato dal presidente dell’associazione dei coltivatori, Ettore Prandini
Secondo quanto emerso da uno studio presentato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini all’assemblea Nazionale dell’Anbi, il 2022 si classifica nel primo semestre come l’anno più caldo di sempre con una temperatura superiore di 0,76 gradi
Il 2022 si classifica nel primo semestre in Italia come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%.
In particolare, il mese nel primo semestre che ha registrato una temperature media superiore di ben 2,88 gradi è giugno.
«Uno stravolgimento che pesa sulle coltivazioni, con una siccità che ha causato già danni per oltre tre miliardi nelle campagne – rileva Coldiretti – ma anche sull’ambiente, dagli incendi triplicati allo scioglimento dei ghiacciai, di cui la tragedia della Marmolada è il più drammatico esempio».
Il caldo, oltre modo, impatta sulle rese agricole con cali medi del 30% nel 2022 per il mais e per il grano, minacciando di condizionare la produzione anche in futuro.
Quello che sta cambiando in Italia, afferma Coldiretti, è “la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni tanto che la siccità che è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni per le quantità e la qualità dei raccolti. L’Italia resta comunque un paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%“.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA
