Le tecnologie per la sicurezza della tenuta, la manualità dei tecnici per l’eccellenza nella realizzazione
È un lungo percorso quello della produzione di una calzatura che prevede numerose fasi anche molto complesse. Si parte dall’idea creativa dello stilista che crea il modello scegliendone colori in abbinamento a pellami. I disegni vengono successivamente trasmessi al reparto modelleria, dove tecnici esperti traducono il disegno in modello sviluppandolo e ricavando le sagome per il taglio dei vari componenti e creando il prototipo.
A raccontarci la filiera produttiva di Pollini è il Direttore generale, Marco Piazzi.
Com’è nata Pollini e che percorso ha intrapreso per diventare la realtà che è oggi?
«L’azienda nasce come altre piccole realtà familiari nel distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, inizialmente come piccola produzione locale, per poi svilupparsi cominciando a produrre calzature per importanti aziende del settore. Tra gli anni ’50 e ’60 inizia la produzione di calzature a marchio Pollini e, con l’arrivo dei i primi successi, l’apertura delle prime boutique monomarca a Ravenna e Rimini. Gli anni ’70 e ‘80 segnano la svolta portando il marchio Pollini a livello internazionale Il brand, dove aver acquisito notorietà e fama grazie a collezioni dal successo internazionale, ebbe l’onore di veder esposta al Museum of Fashion di New York la collezione denominata Daytona con i suoi storici modelli fatti di stivali stringati e scarpe sportive dal gusto elegante. Attualmente manteniamo la produzione nello stabilimento di Gatteo con una diversificazione distributiva sia in Italia che nel resto del mondo dove l’artigianalità è molto apprezzata. Siamo infatti presenti in paesi quali Russia, Bielorussia, Azerbaijan e Polonia. Il nostro focus attuale è rivolto verso i Paesi Arabi, come Abu Dhabi, Qatar, Dubai e Riyad».
Quali sono i prodotti e servizi di punta dell’azienda?
«Fin dagli anni in cui è iniziata la forte crescita e diffusione del prodotto, Pollini è sempre stato riconosciuto come uno dei migliori produttori di stivali, in particolare, punto di forza dell’azienda è stato il famoso stivale denominato Cavaliere. Questo modello di stivale, pensato e realizzato senza cerniera e senza aperture laterali, consente una calzata semplice ed efficace. La cura artigianale a servizio dello stile è sempre stato un caposaldo della nostra azienda. Attualmente il nostro campionario presenta un’ampia gamma di calzature che spazia dalla scarpa elegante con tacco al mocassino, comprendendo francesina e polacchino, cercando di soddisfare tutte le destinazioni d’uso».
Nell’ambito di riferimento, in cosa Pollini si differenzia dai competitor e quali sono i punti di forza?
«L’artigianalità e il Made in Italy sono da sempre i nostri punti di forza. Continuiamo a produrre in linea con la tradizione, mantenendo il nostro know-how pluriennale. Inoltre, abbiamo una significativa filiera di subfornitori che collaborano strettamente con noi. Nel corso degli anni, abbiamo ampliato l’offerta dei nostri prodotti con l’aggiunta dell’accessorio, prodotto sia in pelle che nel nostro iconico monogramma, per soddisfare tutte le esigenze della nostra clientela».
Uno sguardo verso il futuro: quali progetti ha in serbo Pollini?
«Attualmente siamo in una fase di forte attenzione sul mercato italiano con particolare focus verso i capoluoghi di provincia più rappresentativi. Nell’ultimo anno abbiamo infatti inaugurato a Brescia, Lodi, Lecco e recentemente a Catania. Prevediamo ulteriori prossime aperture nel II° semestre. All’estero, invece, stiamo lavorando su ulteriori boutique monomarca».
Anche durante il periodo del lockdown non hanno mai interrotto la produzione dei campionari e questo ha permesso di essere pronti con le successive collezioni e competitivi sul mercato.

