Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Le parole che non riusciamo a dire

    Settembre 20, 2026

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2025 » Piccole case, grandi sogni
    Archivio

    Piccole case, grandi sogni

    Giulia GuidiDi Giulia GuidiGiugno 15, 2025
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Il fenomeno delle “tiny house” nasce negli U.S.A. trent’anni fa, per poi diffondersi in tutto il mondo. L’architetta Fasoli: “complicato, ma possibile”

    Di fronte all’emergenza climatica, a un crescente bisogno di libertà, ma anche a causa di un’emergenza abitativa globale, migliaia di persone nel mondo hanno deciso di ridurre il proprio spazio. Ma non le ambizioni. Nasce così il movimento delle tiny house, letteralmente “case minuscole”, una filosofia dell’abitare che rifiuta l’eccesso per riscoprire l’essenziale. Ma cosa sono davvero queste microabitazioni su ruote o su fondamenta? E perché in Italia (Paese del mattone per eccellenza) fanno ancora così fatica a imporsi?

    Il termine “tiny house” comincia a circolare negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90, ma è con la crisi economica del 2008 che il fenomeno esplode. Di fronte a mutui impagabili e case pignorate, molti americani iniziano a chiedersi: davvero serve tutto questo spazio per vivere bene? La risposta, per alcuni, è una casetta di 20 o 30 metri quadrati, costruita spesso in autonomia, con materiali sostenibili e con un investimento contenuto. Non è solo una questione economica: la tiny house diventa ben presto il simbolo di una nuova libertà. Niente ipoteche, meno consumi, la possibilità di spostarsi, nel caso dei modelli su ruote, e una maggiore connessione con la natura. Il movimento cresce rapidamente, alimentato da blog, documentari (come Tiny: A Story About Living Small) e programmi televisivi.

    Dagli Stati Uniti, l’idea viaggia veloce. In Nuova Zelanda, in Australia, in Canada, ma anche in molti Paesi europei, in particolare nei Paesi Bassi, in Germania e nei Paesi scandinavi, le tiny house iniziano a popolare periferie, aree rurali, ma anche spazi urbani inutilizzati. In Olanda, ad esempio, sono nati veri e propri quartieri sperimentali. Le amministrazioni locali, attente alla transizione ecologica, hanno accolto positivamente queste soluzioni, permettendo l’avvio di progetti pilota in collaborazione con cittadini e architetti. In Germania, la mini-casa diventa uno strumento per la rigenerazione urbana. In Francia, molte tiny house sono scelte da giovani coppie o single in cerca di indipendenza.

    In Italia il fenomeno è ancora marginale, ma qualcosa si muove. In un contesto immobiliare bloccato, con costi elevati anche nei piccoli centri e un crescente interesse per forme di vita sostenibili, le tiny house cominciano ad attirare l’attenzione di una fascia specifica di popolazione: giovani precari, nomadi digitali, pensionati con spirito d’avventura.

    Ma è complicato e lo sa bene l’architetta e imprenditrice Giulia Fasoli, che sulle tiny house scrisse la sua tesi 10 anni fa e poi ne ha fatto un mestiere. «L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto l’abitazione amovibile, su ruote, omologabile come veicolo. Ma appena si sceglie di stabilizzarla su un terreno per viverci stabilmente, entrano in gioco normative edilizie – spiega -. Di fatto, serve un permesso di costruire anche se l’unità è su ruote. È un’area grigia e serve molta attenzione, perché ogni Comune può interpretare diversamente. Per le case più grandi, come le container house, servono terreni edificabili o agricoli con indice di edificabilità, e questo comporta un iter burocratico più complesso, coinvolgendo tecnici e architetti».

    «Se opto per un veicolo, pago bollo e assicurazione, ma posso collocarlo in campeggi o agricampeggi senza acquistare un terreno. È una formula più accessibile – prosegue Fasoli –. Ma il nostro obiettivo è creare veri e propri villaggi per tiny house, spazi già regolamentati dove un privato possa acquistare o affittare una piazzola senza doversi districare nella burocrazia. Ci stiamo muovendo con accordi con i Comuni per progetti residenziali, turistici o anche sociali ed emergenziali». 

    Se negli Stati Uniti il movimento sembra già in declino, «in Europa, e in particolare in Germania, ho visto fiere dedicate con molti produttori attivi. Tuttavia, anche lì le regole sono molto rigide: mi raccontavano che bastava spostare una tiny house di 30 centimetri per dire che l’hai “traslocata” e rientrare nella norma. In Italia sarebbe impensabile. Qui, spesso anche se sei in regola, ti trattano come se non lo fossi. Questo rende tutto molto difficile».

    E poi c’è sempre il metodo “all’italiana”: «alcuni riescono a installarle in contesti agricoli, ma spesso sono “invisibili” per evitare controlli. Questo ostacola la nascita di un vero movimento italiano delle tiny house: ognuno si arrangia da solo, spesso in silenzio. Per questo stiamo cercando di creare una comunità che possa fare rete e condividere esperienze. Abbiamo circa 2000 contatti, che crescono piano ma costantemente». E il budget non è poi così contenuto: «per vivere in sicurezza e a norma di legge servono almeno 50.000 euro».

    Nonostante le difficoltà, ci sono in Italia alcune realtà virtuose. A Torino, Milano, Bologna e nel Lazio sono nati i primi prototipi abitativi, spesso in collaborazione con startup del settore green o associazioni culturali. In Toscana, un’azienda agricola ha realizzato un eco-villaggio di tiny house per il turismo esperienziale. Anche l’università si muove: a Firenze e Venezia si sperimenta la micro-architettura come strumento di risposta abitativa nelle aree marginali.

    In un Paese dove la casa è spesso vissuta come bene identitario e patrimonio da tramandare, abituarsi all’idea di vivere in 25 metri quadri può sembrare una provocazione. Eppure, il movimento delle tiny house costringe a interrogarsi su cosa sia davvero necessario per vivere bene.

    Forse non è una questione di metri quadri, ma di qualità dello spazio. E di libertà (almeno un po’).

    tiny house
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Giulia Guidi

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Psicologia Settembre 20, 2026

    Le parole che non riusciamo a dire

    Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026

    LA VERITÀ È NELLO SPECCHIO 

    Settembre 17, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}