Il 60enne era stato portato al punto di primo intervento di Lignano nell’udinese quando ha attaccato il medico di origini camerunensi, che lo ha denunciato
«Con tutte le sfighe pure un dottore negro. Non toccarmi eh che mi attacchi le malattie». Così un paziente accorso al punto di primo intervento di Lignano, in provincia di Udine, si è rivolto ad Andi Nganso, medico di origini camerunensi che ha denunciato l’accaduto su Facebook.
Un’aggressione definita la “violenza verbale razzista più feroce della mia vita“, tanto che Nganso decide di sporgere denuncia.
Il paziente era un 60enne con “presunte lesioni multiple, conseguenti ad una lite avvenuta poco prima in centro Città“.
«Dopo aver ricevuto le consegne dall’infermiera che lo aveva soccorso e che già lamentava di aggressioni verbali misogine nei suoi confronti – prosegue il racconto del medico – ho provato ad entrare in comunicazione con il paziente e da lì una brutale e violenta valanga di insulti e minacce razziste di ogni tipo è iniziata. Considerando la gravità di questa violenza ho ritenuto opportuno chiamare da subito le forze dell’ordine che sono intervenute in tempi brevi».
«Il razzismo è nell’aria. Lo respiriamo quotidianamente in ogni luogo della nostra società. La rappresentazione mediatica, le strumentalizzazioni politiche, le narrazioni tossiche in ambito educativo e la mancanza di una sincera discussione sugli effetti del passato increscioso coloniale di questo Paese sono tutti gli ingredienti che contribuiscono a mantenere questo status quo di dolore per le persone nere e razzializzate in Italia. Le aggressioni (verbali e fisiche) nei confronti di soggetti neri in questo Paese stanno aumentando e, per tutti noi ormai, il timore di essere il prossimo Alika (brutalmente soffocato in piena luce) è sempre più reale» prosegue il giovane.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ALBERTO LANCIA/ DC
