Mariastella Gelmini lascia Forza Italia
È una giornata lunghissima per la politica italiana. Dopo il voto di fiducia sul Governo Draghi, arrivano le prime reazioni sulle di dichiarazioni dei partiti.
Il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega hanno deciso di non partecipare al voto di fiducia sulla risoluzione Casini.
Per questo Mariastella Gelmini ha deciso di lasciare il partito. «Ho ascoltato gli interventi in Aula della Lega e di Forza Italia, apprendendo la volontà di non votare la fiducia al Governo (esattamente quello che ha fatto il Movimento 5 Stelle giovedì scorso) – ha affermato la ministra per gli Affari regionali e le autonomi – In un momento drammatico per la vita del Paese, mentre nel cuore dell’Europa infuria la guerra e nel pieno vortice di una crisi senza precedenti, una forza politica europeista, atlantista, liberale e popolare oggi avrebbe scelto di stare, senza se e senza ma, dalla parte di Mario Draghi. Forza Italia ha invece definitivamente voltato le spalle agli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai ceti produttivi e alla sua storia, e ha ceduto lo scettro a Matteo Salvini. Questa Forza Italia non è il movimento politico in cui ho militato per quasi 25 anni: non posso restare un minuto di più in questo partito».
Arriva anche il commento di Enrico Letta. «In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il Governo Draghi. Gli italiani dimostreranno nelle urne di essere più saggi dei loro rappresentanti – ha detto il segretario del Pd – Gli italiani guardano sgomenti alle loro istituzioni, al Parlamento e al Senato e a forze politiche che hanno anteposto i loro interessi. Credo che andremo alle elezioni rapidamente e gli italiani sceglieranno fra chi ha voluto affossare questa esperienza di governo e chi, al di là dei propri interessi di parte, aveva scelto di portarla avanti».
Parla di fallimento Luigi Di Maio. «Una pagina nera per l’Italia. La politica ha fallito, davanti a un’emergenza la risposta è stata quella di non sapersi assumere la responsabilità di governare – ha scritto Di Maio su Twitter – Si è giocato con il futuro degli italiani. Gli effetti di questa tragica scelta rimarranno nella storia».
«Draghi e l’Italia sono state vittime, da giorni, della follia dei 5 Stelle e dei giochini di potere del Pd – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini aprendo la riunione con i Parlamentari della Lega alla Camera – L’intero centrodestra era disponibile a proseguire senza i grillini, con Draghi a Palazzo Chigi e con un governo nuovo e più forte. Il Pd ha fatto saltare tutto».
Matteo Renzi ringrazia Draghi per il lavoro svolto. «Come ho detto al Senato da domani nulla sarà più come prima. Ma oggi c’è da dire solo grazie a Mario Draghi – ha detto il leader di Italia Viva – Orgogliosi di averlo voluto contro tutto e contro tutti. Orgogliosi di averlo sostenuto anche oggi».
Il Movimento 5 Stelle accusa Draghi, sostenendo che il premier dimissionario ha avuto un “atteggiamento sprezzante”. «Siamo diventati il bersaglio di un attacco politico -ha dichiarato il leader Giuseppe Conte – siamo stai messi alla porta, non c’erano le condizioni perché potessimo continuare con leale collaborazione».
Le reazioni all’estero
Immediata la risposta dall’estero. La Russia “ironizza” sul presunto potere del Paese di destabilizzare l’Italia e rimanda al mittente le accuse di Luigi Di Maio. 1Luigi Di Maio continua a cercare cause esterne ai problemi politici interni del suo Paese, non c’è nulla di nuovo – ha dichiarato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo – Noi stessi siamo sbalorditi dal potere della diplomazia russa come risulta dai resoconti dei media italiani. Più volte i rappresentanti di altri Paesi occidentali hanno cercato di utilizzare trucchi simili, quando non c’era nessuno a cui addossare la colpa dei loro fallimenti in un contesto di crescente malcontento della popolazione. Roma ha fallito, non dia la colpa a noi».
Sostegno arriva, invece, dagli Stati Uniti. «La leadership italiana sotto la guida del premier Mario Draghi è stata essenziale nel mettere impegni ambiziosi sul clima alla COP26, nel forgiare una risposta senza precedenti dell’Ue e della Nato alla guerra della Russia in Ucraina e nel promuovere gli interessi comuni di Stati Uniti e Italia nella regione del Mediterraneo – si legge in una nota del dipartimento di Stato Usa – generalmente non commentiamo su questioni di politica interna, ma esprimiamo rispetto e sostegno per il processo costituzionale e lo stato di diritto».
La britannica BBC scrive che “la terza economia più grande dell’Ue ora sembri destinata a elezioni anticipate, con l’effetto di ritardare le tanto necessarie riforme, così come l’approvazione del bilancio del prossimo anno”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MAXIM SHIPENKOV

