Le indagini hanno fatto emergere gravi lacune sulle procedure di sicurezza da parte della ditta incaricata in subappalto delle manutenzioni
Proseguono le indagini sulla morte dell’operaio che stava effettuando alcune manutenzioni alla Farnesina avvenuta lo scorso 27 aprile. La Procura di Roma ha disposto una misura interdittiva di 6 mesi nei confronti del titolare della ditta incaricata della manutenzione degli ascensori nello stabile degli Esteri.
Secondo quanto ricostruito, dopo aver aperto le porte dell’ascensore con le chiavi in dotazione eaver fermato la cabina, il manutentore “ometteva di inserire la leva di blocco dell’ascensore sulla posizione “ispezione”, sicché l’ascensore si metteva in funzione mentre l’operaio si trovava sul tetto, rimanendo incastrato tra la cabina e la parete del vano corsa, prima di precipitare nella fossa“.
Le indagini hanno fatto emergere “gravi indizi circa la realizzazione di reiterate condotte di negligenza, imperizia ed imprudenza“: pare infatti che la ditta avesse adibito alle mansioni di manutenzione un dipendente “specializzato per il solo servizio di presidio tecnologico, pur essendo privo dei requisiti tecnici/professionali e non adeguatamente formato e addestrato per la specifica attività di intervento e manutenzione“.
L’operaio, dunque, non avrebbe avuto le competenze tecniche e l’adeguata formazione sulla sicurezza per eseguire la manutenzione nell’ascensore.
L’uomo avrebbe operato quindi “in assenza di qualsiasi riferimento e consapevolezza dei rischi connessi all’attività lavorativa di ascensorista“.
La sua morte rappresenterebbe la “concretizzazione del rischio che le norme cautelari violate miravano ad evitare“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA / MASSIMO PERCOSSI / COC
