Un testimone ha raccontato di aver provato a fermare Ferlazzo e di aver poi collaborato con la polizia al suo arresto
Il procuratore di Macerata ha fatto sapere “in via preliminare” che la morte di Alika Ogorchuckwu è stata causata da un’asfissia “violenta con concomitante choc emorragico interno”.
Mariano Mosconi, il testimone oculare dell‘omicidio dell’ambulante da parte del 32enne Filippo Ferlazzo, ha dichiarato di aver “fatto tutto ciò che potevamo“, spiegando che quel pomeriggio “eravamo solo in quattro. Oltre a me una donna, una ragazza e un anziano. I negozi erano chiusi, il corso deserto. Cosa avremmo potuto fare? Io gli ho detto di smetterla, la voce che nel video dice ‘Fermo, così lo ammazzi’ è la mia. Poi ho chiamato il 112. Facile parlare da dietro un computer, in certe situazioni ti devi trovare“.
«Gli agenti mi hanno detto che ho fatto quello che dovevo fare. Certo ci ho riflettuto molto, la notte non ci ho dormito ma non avrei potuto fare diversamente», ha continuato Mosconi, sottolineando che “non pensavo che si potesse uccidere una persona così, a mani nude.. ora lo so“.
di: Federico ANTONOPULO
Aggiornamento: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
