“Un’alleanza dominata da nazionalisti e populisti di estrema destra” preoccupa il futuro del Paese e dell’Occidente
Il New York Times torna a commentare la caduta del Governo guidato da Mario Draghi e sugli effetti nel contesto geopolitico.
Per il quotidiano, come si legge nell’articolo firmato da Jason Horowitz, “il solo fatto che Mario Draghi avesse un posto a quel tavolo” con Emmanuel Macron e Olaf Scholz sul treno per Kiev “rifletteva come, con la forza della sua statura e della sua credibilità, avesse reso il suo Paese – gravato dai debiti e da una persistente instabilità politica – un partner alla pari con le più importanti potenze europee“.
«Fondamentale per quel successo non è stata solo la sua capacità come ex presidente della Banca centrale europea, ma anche il suo incrollabile riconoscimento che la guerra russa rappresenta una sfida esistenziale all’Europa e ai suoi valori – aggiunge la firma. – Tutto ciò ora è a rischio da quando una ribellione populista, motivata da una presa opportunistica del potere, ha silurato il Governo di Draghi».
Facendo riferimento ai sondaggi che mostrano che “un’alleanza dominata da nazionalisti e populisti di estrema destra è fortemente favorita per guidare l’Italia il prossimo autunno“, conclude: «solleva preoccupazioni, ben oltre l’Italia, su quali danni un Governo italiano più solidale con la Russia e meno impegnato nei confronti dell’Unione europea potrebbe causare alla coesione dell’Occidente di fronte a quella che è forse la più grande combinazione di sfide economiche e di sicurezza dalla Guerra Fredda».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
