Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Il senso di colpa: punizione o opportunità?

    Settembre 27, 2026

    «Genitori si rimane»

    Settembre 26, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2023 » Non è tutto loro quello che luccica
    Archivio

    Non è tutto loro quello che luccica

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleOttobre 13, 2023
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    La piaga dei garimpeiros che per sfruttare la foresta amazzonica sono in grado di devastare un intero mondo, quello degli indigeni brasiliani

    «I Bianchi raccontano che un portoghese ha detto di aver scoperto il Brasile molto tempo fa. Pensano davvero che sia stato il primo a vedere la nostra terra. […] Sono nato nella foresta e ho sempre vissuto qui. Tuttavia, non dico di averla scoperta e che per questo voglio possederla». Sono le parole di Davi Kopenawa, sciamano yanomami che, da tutta la vita, combatte contro i garimpeiros, i cercatori d’oro che distruggono la terra del suo popolo, tra Brasile e Venezuela.

    Quella dei garimpeiros è una piaga che i popoli indigeni del Sud America si trovano a dover affrontare dalla seconda metà del ‘900 quando i primi “bianchi” iniziarono a stabilirsi nei pressi del territorio yanomami, principalmente missionari cattolici ed evangelici. Con l’insediamento di persone europee gli indigeni vennero per la prima volta a contatto con numerose malattie che decimarono la popolazione; una volta scoperto che il terreno era ricco di oro, i cercatori si spinsero sempre più in profondità e solo negli anni ‘90 arrivarono i primi provvedimenti volti ad arginare il fenomeno dei garimpeiros. Era infatti il 1992 quando un decreto presidenziale, dopo anni di lotte, rese la terra brasiliana abitata dagli yanomami in usufrutto esclusivo e permanente al popolo, permettendo la cacciata dei cercatori d’oro. Non passò neppure un anno da quel momento storico e si compì una nuova strage: nel villaggio degli Haximu un gruppo di questi minatori illegali uccise 16 yanomami, tra cui un neonato. Ne scoppiò una protesta internazionale che portò alla condanna di cinque garimpeiros, ma solo due vennero arrestati.

    Nonostante proteste e decreti, i garimpeiros sono attivi ancora oggi nel territorio yanomami e anzi, a causa delle politiche dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro la corsa all’oro è ripresa negli ultimi anni con più forza che mai. Non a caso nel 2021 l’avvocato William Bourdon ha presentato, per conto dei leader indigeni Raoni Metuktire, capo della tribù Kayapó, e Almir Narayamoga Surui, capo dei Surui Paiter, una denuncia alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità per le politiche anti-indigeni dell’allora capo di Stato.

    La politica di Bolsonaro è stata chiara fin dall’inizio del suo mandato. A pochi giorni dal suo insediamento, infatti, si è impegnato a trasferire la responsabilità per la demarcazione delle terre indigene dall’Agenzia per gli affari indigeni al Ministero dell’agricoltura. Eliminando di fatto il riconoscimento del diritto di collettività della terra yanomami l’ex presidente ha permesso che si aggirassero le leggi di tutela ambientale e dato la possibilità ad agricoltori e garimpeiros di sfruttare la terra, con deforestazione e sfruttamento minerario. Un generale clima di impunità verso chi si macchiasse di questi crimini durante la sua presidenza ha così portato a un aumento senza precedenti della deforestazione e una significativa perdita della biodiversità oltre allo spostamento, forzato, di comunità indigene a causa delle invasioni di taglialegna, cercatori d’oro e agricoltori.

    Non solo il territorio ha subìto questa decisione: con i nuovi contatti (violenti, per lo più) tra “invasori” e indigeni, questi ultimi hanno contratto nuovamente malattie che hanno falcidiato la popolazione – in ultima il Covid-19 -; inoltre i cercatori d’oro utilizzano il mercurio per individuare il metallo prezioso, inquinando i fiumi e, di conseguenza, le comunità indigene che vivono nei pressi dei corsi d’acqua. «I minatori illegali ci intossicano con il mercurio, impiegato per separare l’oro dalla roccia. Il fiume Uraricoera è pieno di veleno. E anche noi» spiega Kopenawa nel libro Frontiera Amazzonica di Lucia Capuzzi e Stefania Falasca. Secondo una ricerca condotta nel 2016 dalla Fondazione Oswaldo Cruz e dall’Instituto socioambiental, in alcune comunità yanomami la popolazione contaminata dal mercurio è, addirittura, il 92%.

    Nel 2023, dopo l’insediamento di Luiz Inácio Lula da Silva alla presidenza brasiliana il vento è cambiato. Appena eletto il presidente ha aperto un’indagine per crimini di genocidio, – per una strage avvenuta nello stato di Roraima che ha visto la morte di 570 indigeni – e ambientali, che ha fatto altresì emergere un quadro allarmante con moltissimi yanomami che presentavano una salute più che precaria. L’indagine non ha nel mirino solo i circa 20mila garimpeiros responsabili diretti del massacro, ma anche membri dell’amministrazione Bolsonaro e responsabili sanitari che non avrebbero garantito i servizi medici necessari. In seguito il presidente Lula ha dato il via a un’operazione militare per l’espulsione dei minatori criminali. Ad agosto 2023 il presidente brasiliano è stato il promotore e ha partecipato, insieme agli esponenti di Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela, al vertice dell’Amazzonia a Belém. L’esito del summit è stata la firma di un importante documento che sottolinea “l’urgenza di concordare obiettivi comuni per il 2030 per combattere la deforestazione e sradicare e fermare l’avanzata dell’estrazione illegale di risorse naturali” e si pone “l’obiettivo di promuovere la cooperazione regionale nella lotta alla deforestazione e impedire che l’Amazzonia raggiunga il punto di non ritorno, riconoscendo e promuovendo la realizzazione degli obiettivi nazionali”.

    Come detto, una delle voci più forti del popolo yanomami è quella di Davi Kopenawa la cui lotta si articola in diversi sensi; si legge nell’articolo Palavras de Omama, palavras de Teosi: l’autodeterminazione e la resistenza del popolo Yanomami – nel volume Discorsi di pace, metafore di guerra. Voci europee contro la guerra in storie di denuncia, fuga e accoglienza di C. Cadamagnani e M.E. Pérez Vázquez – scritto dal Dott. Matteo Migliorelli che “gli stereotipi e la narrazione storica distorta degli occidentali continuano a influenzare il mondo civilizzato, cristallizzando l’indigeno nel ruolo di vittima”. Lo sciamano in questo senso ha ribaltato questo ruolo sposando la lotta, una lotta che lo ha portato a modificare usi e costumi propri del suo popolo da sempre – la cultura yanomami è orale e lo sciamano, insieme all’antropologo Bruce Albert, ha scritto un libro – e per far conoscere a quanti più “bianchi” possibili la carneficina degli yanomami. Davi Kopenawa ha deciso di utilizzare la lingua degli “invasori”, il portoghese; Migliorelli sottolinea che “la resistenza linguistica all’adozione del portoghese deve allentarsi, in modo da utilizzare il mezzo linguistico dell’Altro per autodeterminarsi”. Ogni strumento di lotta contro questo capitalismo predatorio è, dunque, più che utile assolutamente necessario per ribadire l’autodeterminazione, la libertà, semplicemente, la vita. Che non sia sola sopravvivenza.

    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Flavia Dell'Ertole

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Psicologia Settembre 27, 2026

    Il senso di colpa: punizione o opportunità?

    Il senso di colpa può farci rimanere intrappolati nel passato, ma ha anche una funzione importante: segnalarci quando abbiamo tradito un valore o ferito qualcuno. La differenza sta nel trasformarlo da condanna a responsabilità.

    «Genitori si rimane»

    Settembre 26, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}